Lettera dell’On. Pes al gruppo “Area Unica Sostegno Scuola Superiore”

Di Lalla
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red – Una lettera dell’On. Pes (PD) al gruppo "Area Unica Sostegno Scuola Superiore" per chiarire la potenzialità e le conseguenze dell’approvazione della risolutazione approvata in VII Comissione dalla Camera dei Deputati.

red – Una lettera dell’On. Pes (PD) al gruppo "Area Unica Sostegno Scuola Superiore" per chiarire la potenzialità e le conseguenze dell’approvazione della risolutazione approvata in VII Comissione dalla Camera dei Deputati.

"Carissimi,  rispondo volentieri alla vostra lettera, che mi fornisce l’occasione di formulare alcuni doverosi chiarimenti in merito alla risoluzione da poco approvata in VII commissione della Camera dei Deputati. Intanto inizio col dire che il comunicato stampa che è seguito al voto ha suscitato, e ritengo giustamente, perplessità e dubbi, perché mal formulato. Prendendomi doverosamente tutta la responsabilità della mancata corretta comunicazione, mi preme precisare che il comunicato, scritto e diffuso prima che io lo leggessi dall’ufficio stampa del gruppo parlamentare ( ero infattisull’aereo per Cagliari) è purtroppo frutto di un’errata sintesi del lavoro di questi ultimi mesi in commissione.

Chiarisco , dunque, volentieri.
1) La risoluzione approvata la scorsa settimana in VII commissione è la risoluzione 7-00449 Pes, presentata il 1 dicembre 2010, e relativa all’unificazione delle aree di sostegno nella scuola secondaria di II grado.

2) La risoluzione, presentata nel dicembre del 2010, è stata proposta per mettere fine allo scandaloso squilibrio nell’attribuzione delle supplenze del sostegno nella scuola superiore, e nella convinzione che le competenze degli insegnanti di sostegno non siano esclusivamente curriculari. Ritengo infatti il ruolo del sostegno assolutamente trasversale e fondamentale all’intera classe e non solo al singolo alunno con bisogni educativi speciali . L’area unica è in realtà già presente nella norma d’istituzione , ma negli anni ampiamente disattesa per lasciare spazio alle singole scuole che a seconda delle necessità e indirizzi hanno privilegiato le “aree letterarie” o “matematico -scientifiche”, togliendo il sacrosanto diritto a chi , specializzatosi nel sostegno con i medesimi esami e con i medesimi titoli, proviene però da discipline economiche, piuttosto che tecnico-artistiche o motorie. Provengo da una scuola come il liceo classico (dove ho insegnato per 23 anni) , dove , nel corso del tempo, i docenti di sostegno che si sono alternati sono stati sempre docenti di area umanistica, come se l’area di appartenenza potesse renderli edotti anche dell’insegnamento del greco o della filosofia, piuttosto che della storia o dell’arte contemporanee. È chiaro che non è cosi. Cosi come è altrettanto chiaro che il sostegno risponde ad obiettivi educativi e didattici differenti da quelli esclusivamente curriculari. Ecco , questo il senso della risoluzione da me proposta e il significato dell’accoglimento da parte del sottosegretario Rossi Doria che, devo dire, in questo caso ha fatto di tutto perché venisse accolta la mia richiesta di inserire l’area unica a partire dalla definizione delle nuove classi di concorso (che dovrebbero essere formulate entro il 2012) e non, come sembrava in un primo tempo, a partire dal 2014.

3) La risoluzione in Parlamento ha un importante ruolo d’indirizzo del governo. Certamente il governo può bocciarla e non dare seguito alla richiesta, ma, in caso d’approvazione ha un significato politico molto forte. Il fatto che sia stata approvata dopo due anni dalla sua presentazione è la conferma che molti fattori, durante il governo Berlusconi e la gestione Gelmini hanno impedito che venisse accolta. La Presidente Aprea mi ha più volte confessato che il Ministro era contrario all’area unica e certamente in questa decisione hanno avuto la loro influenza le associazioni dei presidi e importanti pressioni degli uffici ministeriali. Avere insegnanti specializzati nelle materie curriculari della scuola rende tutto molto più semplice, anche gestire le supplenze interne. 

4) La concomitanza con il decreto di riconversione del sostegno è dunque solo casuale. Tengo molto a sottolineare questo aspetto, anche perché dal comunicato stampa appare esattamente il contrario. Il partito democratico, la sottoscritta e tutti i miei colleghi – compresa la presidente Ghizzoni – è assolutamente contrario alla riconversione e per questo motivo ha presentato un’altra risoluzione, a prima firma Russo, che chiede che venga bloccato il decreto. La discussione di questa risoluzione, affiancata da altre analoghe dell’Idv e della Lega, è stata sospesa perché il ministro si è dichiarato contrario all’accoglimento. Il motivo della nostra opposizione alla riconversione è lo stesso di prima: la qualità dell’offerta formativa e il diritto dei ragazzi disabili di avere docenti competenti e realmente preparati alle esigenze e ai bisogni educativi speciali. Faremo di tutto, la nostra opposizione continua, per evitare che questo accada.

5) In questi giorni è in dirittura finale il decreto sui tagli alla spesa e gli interventi del partito democratico sono tutti nella direzione che vi ho descritto: no agli interventi sui sovra numerari e sui docenti inidonei. Interventi che purtroppo ancora mortificano la scuola, dopo la macelleria sociale operata dalla Gelmini. Siamo presenti con i nostri emendamenti e i nostri odg. E la nostra battaglia continuerà a settembre. Anche nel sostegno leale al governo Monti.
Questo è quanto. Spero di aver contribuito al vostro diritto di chiarezza e mi auguro che , se anche poca cosa, questo atto renda più facile il vostro lavoro e meglio garantito il vostro diritto. So bene che è ancora poco, ma in questi anni difficili a noi è sembrato già tanto arrivarvi. 
Vi saluto cordialmente,
Caterina Pes"

Il precedente comunicato

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