Lettera dei Nastrini ai docenti delle GaE. Volete togliere diritti che un domani potrebbero servire anche a voi

di redazione
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Siamo un gruppo di docenti che fanno parte del movimento denominato “Nastrini rossi” che, a titolo del tutto personale, sente l’urgenza di dire alcune cose al gruppo dei docenti rimasti in GAE, per insindacabile e, a loro dire, lungimirante decisione, che ormai da mesi, si sta distinguendo per una campagna aggressiva, diffamatoria, oltranzista, completamente fuori tono e misura a danno degli insegnanti immessi in ruolo l’anno scorso.

Colleghi rimasti in GAE, nonostante i trionfalistici toni di lungimiranza che vi attribuite, c’è una verità che non riuscite proprio a mascherare: l’unico scopo che in realtà perseguite, è il raggiungimento del vostro particolare ed egoistico tornaconto.

Avete creato uno scenario di guerra civile tra docenti; non pensando minimamente che la strategia del divide et impera, già scientemente perseguita dal governo, non avesse affatto bisogno della vostra volenterosa collaborazione.
Non troverete un solo documento stilato dai Nastrini Rossi in cui siete stati attaccati.
Si può invece tranquillamente affermare che voi non abbiate fatto altro.

È soltanto la paura di aver preso una decisione sbagliata, rimanendo precari, che da mesi v’induce a strepitare contro i docenti a tempo indeterminato assunti nelle cosiddette fasi B e C.
Mentre noi, in questi mesi, ci siamo semplicemente impegnati nel tentativo di superare uno scenario scolastico e giuridico, creato dalla 107, basato sull’asimmetria e sulla disuguaglianza tra docenti. Uno scenario in cui entrerete anche voi. E lottando con tenacia e perseveranza, stiamo strappando dei faticosi miglioramenti. Come, da che mondo è mondo, hanno sempre fatto gli esseri umani per modificare delle situazioni che risultavano ingiuste ed arbitrarie. Ma forse a voi piacciono le differenze che sono state create all’interno di una stessa categoria di docenti, tra inclusi ed esclusi dalla pienezza dei diritti. A noi no. Che volete farci, siamo fatti così; inguaribilmente attaccati al principio dell’eguaglianza. Invece di lottare per l’estensione dei diritti e la ricomposizione del corpo docente, voi preferite sbraitare per discriminare una categoria di docenti a vostro esclusivo tornaconto. Non ve ne rendete conto, ma la violenza delle vostre dichiarazioni vi fa assomigliare ogni giorno di più a “volenterosi collaborazionisti” della presunta “Buona Scuola”. Il vostro unico scopo, la vostra esclusiva preoccupazione è quella di trarre vantaggi personali dal nostro allontanamento coatto. Ma, pur di mascherare questa triste verità, state perdendo completamente la bussola, arrivando perfino a criticare uno strumento costituzionale come l’assegnazione provvisoria per il ricongiungimento familiare.
Preferite chiedere l’abolizione di diritti faticosamente acquisiti pur di non vedere noi beneficiarne.

Indubbiamente c’è del metodo in questa follia. Per questo prendiamo in prestito un po’ della vostra spregiudicatezza per darvi qualche piccolo consiglio: dire ciò che vi conviene dire, non significa affatto dire la verità. Smettetela di dirci dove dovremmo o non dovremmo andare, cosa potremmo o non potremmo contestare, cosa era prevedibile e cosa non era prevedibile che accadesse.
Abbiamo deciso di far parte del movimento dei Nastrini Rossi perché, come dimostra l’intera produzione di documenti che hanno sviluppato, è un movimento di docenti nato non per togliere dei diritti a qualcuno, ma perché ha ritenuto che ciò che è stato fatto al mondo della scuola con l’introduzione di questa riforma, non fosse né giusto né razionale, e che dunque fosse necessario protestare per poter modificare questo stato di cose. Per voi invece ciò che è stato fatto al mondo della scuola evidentemente va bene così com’è, visto che l’unico argomento che portate avanti è che noi dobbiamo stare zitti e muti e preparare le valigie.
Ci volete sconfitti e sommersi, perché vi sembra l’unico modo per pensare a voi stessi come i salvati.
Smettetela di chiedere a gran voce la piena applicazione della Legge 107 solo a nostro danno.
Anche perché oggi sembra che vi convenga, ma domani chissà.
Ricordatevi che la ruota del Karma gira molto molto lentamente, ma gira, gira, gira sempre.
E fa un giro completo.

Firmato:
Carla Bersani – Maria Casolino – Manuela Fusilli – Annamaria Masiello – Valentina Palmitesta – Filomena Papola – Pasquale Spina – Carolina Versi – Marco Vicario

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