Lettera “Con i miei occhi” al Ministro Azzolina: per alunni ipovedenti serve presenza insegnanti

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Lettera-appello che la presidente dell’Associazione “Con i miei occhi”, Cecilia Bonaccorsi, ha inviato alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e, per conoscenza, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e, tra gli altri, alla Segreteria Deleghe Disabilità e non Autosufficienza (presso la presidenza del Consiglio dei Ministri), all’Unione Italiana ciechi e Ipovedenti e alla Lega del Filo d’Oro. Ansa riporta il testo.

Gentile Ministra, siamo portati ad immaginare che dato il Suo percorso di studi, la situazione degli studenti disabili Le stia particolarmente a cuore. In questa nostra richiesta portiamo alla Sua attenzione la condizione che si è creata per quei ragazzi molto speciali che sono i pluridisabili sensoriali, dove cioè ad una o più disabilità, motorie e/o intellettive si aggiungono la cecità e/o la sordità“.

L’emergenza Covid-19 si sta dimostrando per loro più drammatica dell’immaginabile – sottolinea Bonaccorsi – la totale rivoluzione delle loro abitudini e il letargo forzato che ne consegue stanno inficiando uno status che si era raggiunto tanto faticosamente e se per tutti i ragazzi in genere la scarsa attività è insidiosa, per loro soggetti tanto delicati è nefasta, comportando regressioni, atteggiamenti problematici, chiusure, involuzioni.

Per questi ragazzi è davvero fondamentale l’insegnamento frontale, ‘fisico’, dove le mani e il contatto tra gli interlocutori è conditio sine qua non; quindi purtroppo per loro l’insegnamento virtuale a distanza non può essere surrogato sufficiente“.

Nella lettera-appello alla Ministra Azzolina Bonaccorsi chiede che si possa prevedere una valutazione, “caso per caso, per quei ragazzi per cui la forzata assenza dal contesto reale scolastico, abbia motivato il mancato raggiungimento di uno o più obiettivi presenti nel documento ufficiale del Pei (Piano educativo individualizzato), la possibilità ‘solo’ su richiesta della famiglia congiuntamente all’approvazione della figura medica di riferimento (NPI), di fermare lo studente alla classe interrotta, riprendendo da questa una volta che si potrà tornare finalmente de visu a scuola.

Questo perché per questi ragazzi sicuramente il rapporto con i compagni è importante ma è, data la loro specifica gravità, secondario al rapporto instaurato con gli insegnanti e con gli assistenti specializzati alla comunicazione, per cui dover cambiare gruppo classe rappresenterà il male minore rispetto alla possibilità di recuperare del tempo per loro preziosissimo per il perseguimento degli obiettivi del Pei. Sarà in questo modo, non tanto una bocciatura ma una pausa di consolidamento, una possibilità in più, una volta tanto per questi ragazzi, in un mondo di rinunce e di scarse opportunità, per compensarli un minimo di quanto stanno subendo, quasi sempre senza riuscire a capire i reali motivi che stanno causando questo immane disagio“.

Nel mare magnum dei costi che questa tragedia globale ci imporrà – si conclude la lettera-appello – non potrà e non dovrà essere il maggior onere che questo impegno comporterà a scoraggiarci dall’affrontarlo; sarebbe altrimenti l’ennesima volta in cui i più deboli cadrebbero come vittime prioritarie di un sistema che privilegia la massa“.

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