Lettera Aperta in risposta al Prof. Garattini. La fiducia è una cosa seria

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Inviata da Giuseppe Bruno – Ch.mo Professore, io la pensavo esattamente come lei e cioè avevo piena fiducia nell’OMS, nell’EMA, nell’AIFA nella certezza che la scienza sia necessaria per curare le malattie e non ci si debba affidare a maghi e ciarlatani.

Uso un tempo al passato, perché purtroppo da quando è iniziata la pandemia questi organismi scientifici internazionali e nazionali, col coro del comitato tecnico scientifico creato ad hoc, hanno progressivamente perduto credibilità ai miei occhi e credo agli occhi di tanti altri. Cartesio diceva nel suo “dubbio metodico” che se un amico ti inganna anche una volta non puoi più fidarti di lui.

Purtroppo ciò è avvenuto: questi organismi scientifici internazionali e nazionali ci hanno ingannati e non solo una volta, ma tante. Un esempio vale per tutti. L’OMS non è stata in grado di annunciare in tempo la pandemia, questo ormai è appurato e non è stata in grado neanche di fugare i dubbi che questo ritardo sia stato dettato da una scelta politica: non guastarsela con un importante e influente contribuente, la Cina.

Non solo, l’ispezione partorita e partita con grande ritardo nei confronti del colosso cinese si è dimostrata una ridicola formalità. Del resto il sospetto che l’OMS fosse un organismo più politico che scientifico c’era da tempo. Ciò che abbiamo appena detto a proposito del suo agire nei confronti di pandemia e Cina ne è stata solo la conferma. Come fidarci degli altri organismi scientifici citati che ricalcano pedissequamente le direttive che vengono dall’OMS.

Un esempio per tutti. La terapia domiciliare per i malati covid. E’ ormai quasi ridicolo ricordarla: “Tachipirina e vigile attesa”. Solo molto di recente, dopo mesi e mesi di pressioni e di dimostrazioni da parte di tanti coraggiosi medici che pur di tentare di salvare i loro pazienti – disattendendo a loro rischio e pericolo le famigerate Linee Guida – li hanno curati nei modi che la loro cultura ed esperienza scientifica suggeriva, avendo intanto un tribunale accolto una denuncia ad hoc, il Comitato Tecnico scientifico si è impegnato a rivedere le proprie direttive. E basterebbe fermarsi qui, ma l’elenco degli errori ed omissioni di questi organismi scientifici potrebbe continuare a lungo.

E allora perché prendersela con le migliaia di insegnanti che dopo le morti sospette relative alla somministrazione del vaccino Astra Zeneca, si ostinano a non volersi vaccinare con questo vaccino, nonostante le assicurazioni, per altro finora puramente teoriche, di questi organismi scientifici che guarda caso anche questa volta sposano la causa politica del momento: vaccinare, vaccinare, vaccinare comunque il più possibile nel più breve tempo possibile.

Oddio! Con questo non si vuol scoraggiare le persone dal farsi vaccinare, ma almeno se si facesse con un po’ meno supponenza si potrebbe cercare di convincere la gente con argomenti più probanti che la semplice affermazione più o meno esplicita : voi non capite niente, lasciate fare alla scienza. Si, alla scienza si, ma che non sia invischiata fino al midollo di politica. Perché il sospetto che sia così ormai c’è ed è quasi sempre più una certezza.

La fiducia è una cosa seria diceva una vecchia pubblicità e si da alle cose o alle persone serie che se la sono meritata, ma pare che chi ci vuole dirigere in questo drammatico momento abbia dimenticato questo elementare principio. Un appello se si vuole riguadagnare l’indispensabile fiducia che in questo momento ci vuole: meno politica e più scienza, fatti non parole, perché la gente è ormai stanca di sentire declamatorie rassicurazioni e roboanti promesse. E non si pensi che chi si è fatto vaccinare sia stato convinto della validità e innocuità del vaccino dalle stentoree affermazioni di questi Attori preposti, piuttosto hasoppesato le possibilità ed ha deciso che il rischio, che indubbiamente c’è, fosse comunque da correre. Siamo in guerra e ci si salva come si può. Ma la fiducia nella scienza è un’altra cosa.

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