Lettera alla Fedeli: perché non si stabilizza organico strumento musicale? Lottiamo contro i mulini a vento!

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Gent.ma Ministra  Valeria Fedeli,  Buongiorno, arrivo a scrivere “sempre più in alto”…USP, USR, uffici vari…Ministro….mi sembra di essere Asterix ne “Il Legionario”…

Cerco di usare un po’ dell’umorismo che mi contraddistingue per scacciare lo sconforto, spero non Le dispiaccia.

Mi scuso infatti anticipatamente, oltre che di importunarLa, anche per la lunghezza della presente ma, a mio avviso, l’argomento necessità di perizia che spero Lei vorrà poi concedermi in un Suo esauriente confronto.

Infatti La disturbo per metterLa al corrente dei disagi vissuti dai docenti di strumento musicale (scuole medie ad indirizzo musicale, smim) della prov. di Mantova e per presentarLe la mia personale situazione, credo debba essere informata di quello che succede a livello capillare, o se vogliamo cosa succede nelle retrovie.

Mi chiamo Elisabetta Marchetti, sono docente in ruolo in prov. di Verona per la materia AN77 violoncello con oltre 23 anni di servizio e RESIDENTE E CONIUGATA da 31 anni in prov. di MANTOVA e precisamente a Suzzara; la informo che mi accingo per l’ennesima volta a compilare la domanda di trasferimento per chiedere di lavorare nella mia provincia di residenza all’età di 55 anni.

Ho contribuito all’apertura di diverse scuole ad indirizzo musicale nella mia provincia di residenza, diversi sono i docenti ormai di ruolo sul territorio mantovano che lavorano grazie alla diffusione della cultura musicale/strumentale nella quale credo e in nome della quale ho sempre operato, quindi una provincia, Mantova, in espansione, che richiede cultura musicale nella scuola pubblica quando ben proposta.

La situazione è la seguente: Nonostante Lei in prima persona si esprima tenacemente e a favore della conversione delle cattedre da OF a cattedre in OD, ci sono, se non erro, in tutta la piccola provincia di MN, 19 cattedre di strumento che da anni e anni non trovano stabilità in organico di diritto, impedendo quindi a diversi docenti di potersi avvicinare a casa e di stabilizzare l’organico.

La situazione è già stata fatta presente più volte all’ USR  Lombardia, anzi, se non Le spiace,  Le allego al termine, l’ultima risposta del Gent.mo dott. Volontè uff. VII, che mi riporta al punto di partenza: “vivi incrociando le dita”.

Sul territorio Mantovano da anni continuiamo a far presente che ci sono corsi smim non uniformi, con ad esempio le 4 cattedre previste dal decreto istitutivo ma con solo una cattedra in organico di diritto, e le altre al macello delle supplenze con personale non abilitato, altri corsi con cattedre (se così possiamo chiamarle) a 17 ore più 1 da almeno 3 o 4 anni.

Ebbene, nel paesino  dove risiedo, Suzzara, e non solo lì, ho curato l’apertura di un corso ad indirizzo musicale che funziona molto bene, numeri alla mano vi sono ogni anno più di 40 richieste per potervi accedere come studenti a fronte di circa 24 posti.

Attenta a non inflazionare con pianoforti e chitarre (strumenti stupendi, per carità, ma che se inflazionati non danno scampo a strumenti meno conosciuti), consigliai a suo tempo per l’attivazione del corso, strumenti come violino, flauto, clarinetto e violoncello e tutto funziona ad oggi molto bene; peccato che solo la cattedra di violino sia in organico di diritto con una collega di ruolo, le altre cattedre sono a 17 ore più un’ora nonostante ogni anno dalla scuola vengano richieste tutte le cattedre in organico di diritto; anche i presidi (in un paese ci si conosce un po’ tt) desiderano finirla con il balletto dei supplenti, per giunta non abilitati, chiedono, com’è ovvio, di dare stabilità all’organico e di non lasciare sola l’unica docente di ruolo che dovrebbe, ma questo è un dettaglio, lavorare e programmare in team.

Desidero infatti informarLa che falsamente e in vari contesti si preme sull’importanza della continuità didattica ma mi vien da pensare che non sia una priorità dell’AT di MN o di chi è deputato ad agevolare appunto, questa stabilità.

Non dico che la cattedra (che non c’è perché in OF) spetti a me, ma se il contesto dovesse cambiare e con i giusti requisiti sarei ben contenta di approdare a casa e fare il mio lavoro senza macinare Km; per le altre cattedre di Cello che ho contribuito ad aprire a MN ho atteso gli accantonamenti e pure che terminassero le immissioni in ruolo da GAE.

Mi si chiede di essere, a 55 anni, ancora energica e propositiva con gli alunni quando entro in classe dopo un’ora e mezzo di viaggio, poi di essere vigile e attenta in auto quando finisco il mio piacevole lavoro e torno a casa impiegando un’altra ora e mezza di guida.

Un paio di anni fa provai, seguita da un avvocato, ad approfondire l’argomento e fare richieste senza esito positivo per me all’AT MN ma poi, di fronte ai costi esorbitanti richiesti per un ricorso (ho lo stipendio da docente) e pensando di essere sola e unica in questa situazione, lasciai perdere.
Ora ho trovato altri colleghi motivati come me a rientrare con trasferimento proprio in provincia di Mantova e, prima di attivarci e procedere a tutela del nostro interesse, visto a nostro avviso l’immotivato blocco, desideriamo sapere se ci sono cause fondate affinché le cattedre di strumento restino in OF e non diventino OD. Non mi si racconti che è una questione di costi, ne bastavano un paio all’anno e a quest’ora eravamo tt a posto, ho visto ben altri sperperi!

Altra vicenda che mi vede sul piede di guerra, e poi non La disturbo più, è stata l’impossibilità di accedere come docente ai corsi del Liceo musicale di Mantova pur avendone tutti i requisiti.
La mia esperienza me la sono dovuta fare in provincia di Verona ove sono titolare.
A Mantova vi è una precaria (e 2) non abilitata che insegna la mia materia al Liceo e ovviamente gli uffici provinciali, pensando a torto che non vi sia personale idoneo non metteranno la cattedra di Cello in organico di diritto per la mobilità al liceo di MN 17/18 e quindi mi sarà preclusa anche quella strada nella mia provincia di residenza quindi, pur non essendo Perry Mason, deduco e capisco che mi viene negata la possibilità di progredire nella carriera e che perdo circa 200€ mensili in viaggi su un già misero stipendio, non Le nego che a volte avrei più interesse a fare malattia ma mi piace troppo il mio lavoro.

Ringrazio per la cortese attenzione, ho volutamente messo in risalto il mio disagio, che so per certo essere anche quello di molti altri docenti,  perché, a mio avviso, gioverebbe alla “scuola” stessa rimuovere inutili ostacoli.

Credo si possa ritenere la mia situazione lavorativa ormai insostenibile e non solo vista l’età.

Con osservanza,
sperando anche di averLe fornito utili informazioni, sono pronta ad un confronto fattivo, a questo punto credo che solo un Suo preciso intervento possa chiarire la situazione

Prof.ssa Elisabetta Marchetti

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