Lettera al Presidente del Consiglio Matteo Renzi di una docente in GaE

Stampa

Sono Annamaria Stigliano insegnante di scuola primaria e di sostegno  che l'anno scorso, per motivi di famiglia (madre di due bambini piccoli), non ha aderito al programma straordinario di assunzioni della buona scuola in quanto, avendo letto attentamente quanto sancito dalla legge 107,  era impossibilitata a quasi certo trasferimento in sede lontana dalla propria residenza.

Sono Annamaria Stigliano insegnante di scuola primaria e di sostegno  che l'anno scorso, per motivi di famiglia (madre di due bambini piccoli), non ha aderito al programma straordinario di assunzioni della buona scuola in quanto, avendo letto attentamente quanto sancito dalla legge 107,  era impossibilitata a quasi certo trasferimento in sede lontana dalla propria residenza.   Sempre confidando sulla legge 107 oggi, dopo 10 anni di precariato, confidava su una possibile immissione in ruolo nella propria provincia trovandosi in posizione utile  a tal fine nella graduatoria della provincia di Matera. Scopro invece che per rimediare agli errori di un fantomatico algoritmo i posti destinati per legge alle immissioni in ruolo vengono assegnati dal MIUR, con pieno avallo dei sindacati,  alle conciliazioni ledendo legittime aspettative di lavoro di chi, confidando sul rispetto della legge e delle regole di buona amministrazione, aveva preso determinate decisioni.

Le cose da dire richiederebbero ben altri scritti (pensi ai posti in deroga in numero mai visto prima come se negli anni precedenti non ci fossero bambini bisognosi del sostegno, tutti i posti dell'organico di fatto da dare alle assegnazioni provvisorie contrariamente a quanto avvenuto negli passati, etc. etc.), ma cerco di essere sintetica per non tediarla.

Le esprimo profonda delusione ed amarezza. Forse è vero quello che dicono all'estero dell'Italia e che tiene lontano gli investitori, non sappiamo rispettare le regole, pieghiamo le leggi agli interessi di parte, non vi è certezza del diritto.

Presidente,  Lei ed il suo Ministro dell'istruzione, ha preso un impegno con chi oggi sta sostenendo le prove concorsuali e con chi, confidando su quanto sancito da una legge dal suo governo promossa e dal Parlamento votata, ha deciso di restare nelle GAE. Quell'impegno è ancora valido?

Mi auguro di si, per l'amore che ho per il mio sempre più precario lavoro e per poter ancora sperare in una Italia migliore.

Stampa

Il nuovo programma di supporto gratuito Trinity per docenti di lingua inglese