Lettera al presidente Cirio: abbia a cuore il futuro dei ragazzi. Tutti a scuola

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Inviata dal Prof. Nava don Gianluigi SDB – Coordinatore didattico – Gent.mo, presidente Cirio, sono il coordinatore didattico di una scuola paritaria cattolica del Piemonte e devo dire che sono rimasto sbigottito alla notizia che in Piemonte, pur essendo diventati zona “arancione”, i ragazzi e le ragazze di seconda e terza media non potranno tornare ad esercitare il loro diritto all’istruzione e ad una crescita armonica e completa.

Saprà meglio di me come la scuola sia un luogo dove il contagio non si diffonde, diversi studi lo dimostrano, dove in ogni caso i ragazzi e le ragazze rispettano le regole, anche perchè sono sempre con persone che li aiutano a rispettarle. Saprà che i nostri ragazzi e le nostre ragazze hanno sofferto molto più di noi adulti il confinamento della scorsa primavera e che questa ulteriore privazione ha e avrà conseguenze gravissime su tutti loro. Vorrei che avesse visto, come io ho visto, i lucciconi agli occhi dei nostri allievi e delle nostre allieve quando il 5 novembre sono passato nelle aule a dire che il giorno dopo non sarebbero venuti a scuola. Vorrei che avesse sentito una ragazza di terza media commentare il fatto che i suoi compagni e le sue compagne di prima avrebbero continuato a venire a scuola con le parole “non è giusto, perchè loro sì e noi no?”. Vorrei che avesse un po’ più a cuore il futuro dei ragazzi, delle ragazze e dei giovani e non far pagare loro le inadempienze e i ritardi degli adulti in genere e degli amministratori della cosa pubblica in particolare.

Gentile presidente, ci ripensi, permetta ai ragazzi e alle ragazze, quelli che il nostro conterraneo don Bosco, di cui sono indegno figlio, chiamava “la porzione più delicata e preziosa dell’umana società”, di tornare a frequentare la scuola, a esercitare un loro diritto fondamentale. Ne va del bene loro, ma anche di tutti noi. A scuola i ragazzi e le ragazze imparano: nozioni, certo, ma soprattutto imparano a relazionarsi con gli altri, imparano come si vive insieme, imparano a diventare comunità, imparano a pensare, imparano a rispettare gli altri: possiamo permetterci una generazione intera che cresca così menomata in questi elementi fondamentali per una vita umana? No! Non possiamo, perchè ogni persona ha il diritto di crescere e vivere in pienezza e non possiamo perchè così stiamo impoverendo anche tutti noi, stiamo mettendo a rischio il futuro loro, del Piemonte e di tutta Italia.

Gentile presidente non lasci cadere nel vuoto il grido che tanti le stanno rivolgendo, e penso ai ragazzi coraggiosi e alle ragazze coraggiose, che seguono le lezioni in piazza. “Tutti a scuola” è il motto che compare sulle magliette date ai partecipanti all’inaugurazione dell’anno scolastico con il Presidente della Repubblica. Gentile Presidente, faccia sì che questa non sia solo una bella frase, ma una realtà.
Un cordiale saluto.

Piemonte, didattica digitale per seconda e terza media fino al 23 dicembre. Ordinanza

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