Lettera al futuro Ministro dell’Istruzione: insegnanti hanno bisogno di essere valorizzati

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inviata da Mario Bocola – Caro futuro Ministro dell’Istruzione, ti scrivo in un momento di gravissima difficoltà non solo per l’Italia, ma soprattutto per la scuola.

Questa istituzione ha urgentissimo bisogno di maggiore attenzione da parte della politica perché sono troppi e sono troppo gravi ed indifferibili i problemi della scuola italiana.

Troppe riforme l’hanno drogata, l’hanno ipnotizzata, l’hanno resa disabile fino al punto di ucciderla, o meglio farla pian piano andare verso uno stato comatoso.

La nostra povera scuola, caro futuro Ministro dell’Istruzione ha bisogno di robusti finanziamenti, ha bisogno di infrastrutture idonee, ha bisogno di ammodernamenti tecnologici, ma soprattutto ha bisogno di insegnanti che tornino a far appassionare gli alunni e per fare questo ha bisogno che gli stessi insegnanti vengano valorizzati, vengano premiati e vengano sostenuti nell’attività didattica da dirigenti scolastici che lavorano per l’amore della scuola e non secondo i fini del “dio denaro”.

La scuola, caro futuro Ministro dell’Istruzione, ha bisogno di docenti pagati per i loro duro, delicato ed importante lavoro che svolgono e non meritano di essere continuamente presi in giro dalla politica.

In questi anni la classe docente è stata troppo vessata dalla politica, tanto da essere sbeffeggiata dall’opinione pubblica che non la considera affatto più.

Caro futuro Ministro dell’Istruzione, insomma i docenti sono stati letteralmente messi su un “piede di porco” ed essere maltrattati non soltanto dai genitori e dagli alunni, ma soprattutto dallo Stato.

È veramente un’azione ignobile e vergognosa quella di uno Stato che non si preoccupa minimamente dei suoi dipendenti, che non li difende, li sostiene, li incoraggia! È veramente grave.

Ora con l’eventuale nomina di un nuovo inquilino a Viale Trastevere si spera che le cose possano migliorare, ossia che si possano adeguatamente retribuire i docenti per il lavoro che svolgono, in classi meno affollate che permetta loro di ritrovare l’entusiasmo per la scuola.

Non ci deluda ancora una volta futuro Ministro dell’Istruzione, perché ormai siamo diventati disillusi cronici. Tuttavia continuiamo a sperare perché la speranza è sempre l’ultima a morire.

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