Lettera al candidato Ministro Giuliano (M5S): non vogliamo essere stupiti. Servono serenità e piccole certezze

di redazione
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inviato da Michele Basile –  Se il buongiorno si vede dal mattino, allora potrebbe non essere una buona giornata per la scuola italiana.

Il “papabile” Ministro dell’Istruzione 5stelle, oltre ad aver partecipato attivamente alla riforma della “buona scuola” renziana, è stato il promotore del progetto della scuola 2.0 “book in progress”, appoggiato, sostenuto e in parte finanziato anche dal Ministero dell’Istruzione.

Certamente molti sanno di cosa parlo, un progetto ambizioso e rivoluzionario, pensato per arginare il dominio delle case editrici sui libri di testo con la diffusione di contenuti didattici, prevalentemente digitali, autoprodotti da alcuni insegnanti delle scuole aderenti al progetto.

L’intento, in apparenza nobile (riduzione dei costi per le famiglie e organizzazione del sapere calibrato sulle caratteristiche delle varie tipologie di studenti), si è dissolto in breve tempo mostrando tutto il suo limite: materiale didattico generalmente scadente, povero nel linguaggio, senza profondità del sapere e, secondo alcuni colleghi, con qualche disattenzione sul copyright. Per un periodo, una parte degli insegnanti della mia scuola ha aderito al progetto e mi è capitato di sfogliare qualche libretto, non digitale ma cartaceo (?), non della disciplina che insegno (il mio dipartimento non ha aderito).

Caro “possibile mio Ministro” Giuliano, visto che lei è un sostenitore delle “rivoluzioni dal basso” (espressione che alimenta grandi speranze ma che spesso è stata foriera di sciagure) faccia in modo che il termine “basso” non significhi anche scarsa qualità. Se il suo impegno di Ministro sarà quello di contribuire al progresso della nostra comunità, si preoccupi sin da subito di capire come reperire risorse per ridare forza e dignità ad una delle sue istituzioni fondamentali, in grande sofferenza da troppo tempo, e distolga il suo pensiero dal voler lasciare a tutti i costi il segno del suo passaggio, consegnandoci, Dio non voglia!, una nuova e “innovativa” riforma scolastica. Non abbiamo bisogno di grandi ed epocali rivoluzioni ma di molta serenità e di piccole certezze. Voi politici, o presunti tali, avete una fortuna sfacciata: gli insegnanti sono generalmente molto responsabili verso i propri studenti e le loro famiglie e di questo ne avete sempre approfittato per costringerci a sopportare l’insopportabile.

Pertanto, possibile sig. Ministro, guardi con interesse ai sistemi scolastici europei, naturalmente quelli virtuosi, e agisca di conseguenza.

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