Lettera ai sindacati sulle pensioni

Lettera

Inviato da Marianna Amico – In questi giorni, il Governo sta incontrando i Sindacati per stabilire le nuove norme pensionistiche alla scadenza di quota 100 e le voci circolanti, in merito, non possono che allarmare noi Docenti.

Conoscete benissimo l’iter lunghissimo che precede l’assunzione lavorativa dei docenti.
Dopo lunghi anni spesi per l’Università, la preparazione e partecipazione ai concorsi, spesso rinviati alle calende greche, e le supplenze a singhiozzo, è evidente che noi siamo i più penalizzati per quanto riguarda gli anni di servizio contributivo.
Parlare, pertanto, di Quota 41 o di quota 102 con soglie minime di 38 anni contributivi, significa condannarci a pensionamenti in età molto più elevate rispetto ai 59 anni dei lavoratori precoci!

Non ci si lamenti, quindi, se i Docenti italiani sono i più anziani in Europa!
Non vediamo, quindi, che 2 strade: o si stabiliscono regole diverse per il mondo della Scuola ( come si faceva, correttamente, in passato!), con particolare riferimento ai Docenti DI OGNI ORDINE E GRADO ( non solo alle maestre dell’infanzia, come avviene ora) e si riserva al loro lavoro altamente stressante (come riconosciuto da numerosi studi scientifici, fra cui quelli del professore Lodolo D’Oria) il riconoscimento DOVUTO di appartenenza ai LAVORI USURANTI rientranti nell’ APE Social o si stabilisce un corrispettivo tra età e contributi versati.
Non si può generalizzare, come ha fatto Salvini con quota 100, indicando 62 anni di età e 38 di contributi: e chi ne ha 64 e 36 di contributi, perché deve aspettare altri 2 anni?

Quindi, se vi proporranno quell’odioso paletto dei 38 anni contributivi, vi invitiamo caldamente a non accettarlo, perché ci costringerebbe ad andare in pensione alla stessa assurda età proposta dalla Fornero!
Rientrare nell’Ape Social sarebbe la soluzione ideale, poiché le altre soluzioni prevedrebbero penalizzazioni inique, aggiunte ai già esigui stipendi di partenza (anche qui abbiamo un record: i più bassi in Europa!) e scoraggerebbero il turn over che la società italiana, ma non i Governi, auspicherebbe.
Voi che tutelate i lavoratori della Scuola ( lo speriamo!), non potete accettare condizioni, per noi, davvero angoscianti, specie in questi tempi di pandemia, in cui il contatto con alunni e famiglie, a cui non è stato richiesto alcun test come per noi, è enormemente rischioso data la nostra età e le nostre patologie!

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