Lettera ai docenti: non è mandando via mail massicce dosi di compiti che si fa scuola

Elisabetta Patelli portavoce dei Verdi della Lombardia ha scritto una lettera indirizzata ai  docenti in questi giorni impegnati nella didattica a distanza. 

Innanzitutto va sfatato il pregiudizio secondo il quale sarebbero in vacanza, quando invece sono impegnati in un grande lavoro di riprogrammazione della didattica.

D’altro canto però il monito verso gli insegnanti è quello di moderare l”‘ansia di prestazione altrui”, per tre motivi

1) l’emergenza adesso è un’altra;

2) sarebbe dovuta un po’ di umana comprensione verso le famiglie di cui sopra (quelle che continuano a lavorare e non sanno più da che parte girarsi con i figli);

3) non è mandando via mail massicce dosi di compiti, esercizi, capitoli da studiare che si fa scuola. E soprattutto, educare è altro.

La lettera completa

Indicazioni Miur didattica a distanza

Sulla didattica a distanza ieri sera è intervenuto il Ministero con alcune indicazioni contenute nella nota n. 279 dell’08 marzo 2020

L’indicazione principale è quella abbandonare progressivamente la mera trasmissione di materiali  a favore di altre modalità (registrazione delle lezioni, utilizzo di piattaforme).

“Si consiglia comunque di evitare, soprattutto nella scuola primaria, la mera trasmissione di compiti ed esercitazioni, quando non accompagnata da una qualche forma di azione didattica o anche semplicemente di contatto a distanza.

Va, peraltro, esercitata una necessaria attività di programmazione, al fine di evitare sovrapposizioni tra l’erogazione a distanza, nella forma delle
“classi virtuali”, tra le diverse discipline e d evitare sovrapposizioni.

Va infatti rilevato (e ciò vale anche per i servizi all’infanzia) come i nostri bambini e le nostre bambine patiscano abitudini di vita stravolte e l’assenza della dimensione comunitaria e relazionale del gruppo classe. Anche le più semplici forme di contatto sono da raccomandare vivamente. E ciò
riguarda l’intero gruppo classe, la cui dimensione inclusiva va, per quanto possibile mantenuta, anche con riguardo agli alunni con Bisogni educativi speciali.”

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