Caro candidato al concorso per dirigenti scolastici, se pensi di guadagnare di più rinuncia subito. Lettera

di redazione
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Inviato da Dario Spagnuolo – Caro (ex) collega che guardi con interesse il nuovo bando per dirigenti scolastici, se pensi di partecipare al concorso per migliorare la tua condizione economica e il tuo magro stipendio è bene che ci rinunci da subito.

 Non solo quelli scolastici sono i dirigenti meno pagati dello stato, ma la loro busta paga in questi anni si è sensibilmente alleggerita e non per l’inflazione o il blocco contrattuale, proprio in termini numerici. Ma si sa, nella scuola la maggior parte del personale è donna, e in Italia se un lavoro è “femminile” allora è considerato e pagato meno.

Certo arriverai quasi a 2500 euro al mese. Ma non avrai trasferte, buoni pasto, niente FIS, carta del docente, bonus premiale, riconoscimenti da progetti europei.  Potrai invece avere l’opportunità di guadagnare trecento euro in più, ma solo se sei disposto a gestire due istituti scolastici invece di uno e spesso non potrai nemmeno rifiutarti di farlo (doppi collegi, doppi consigli, doppi colloqui con genitori, doppie responsabilità in materia di scurezza, lavoro, diritto, civile, penale, amministrativo …).  Avrai invece tante spese non previste. Dovrai sottoscrivere una buona assicurazione professionale ogni anno, perché a causa di una legge che attribuisce il compito della manutenzione agli enti locali e le responsabilità civili e penali ai dirigenti scolastici, ogni anno ci sarà almeno una famiglia che ti citerà penalmente in giudizio perché il figlio si è fatto male, per una mattonella rotta, per una finestra che si chiude male, per il riscaldamento che non funziona. Sappi anche che le spese legali le dovrai anticipare tu, senza alcuna certezza di ricevere un rimborso.

Ricordati anche che ogni volta che non sanzioni disciplinarmente un docente, un amministrativo o un collaboratore scolastico rischi di essere sanzionato e in maniera molto più pesante.  D’altronde, sanzionandoli finirai a trascorrere buona parte del tuo tempo alle prese con interminabili cause civili. Attento poi ad ogni volta che firmi un contratto per una supplenza o un mandato di pagamento, se sbagli rischi di dover rimborsare di tasca tua il danno erariale.

Se sei invece un docente, possibilmente di scuola superiore, con una quindicina di anni di servizio sono sufficienti un po’ di incarichi (funzione strumentale, coordinatore di progetto, ecc.) per guadagnare quanto e più di un dirigente scolastico, senza ovviamente affrontare le stesse spese.

Se poi pensi che come dirigente lavorerai meno, sappi che negli ultimi 10 anni il numero dei dirigenti scolastici si è ridotto di oltre un terzo per effetto dei “dimensionamenti”.  Questo significa che, mediamente, dovrai badare a 5 plessi, 1200 alunni, 150 docenti e una trentina tra collaboratori scolastici e assistenti amministrativi e dunque per circa 200 persone rappresenterai il datore di lavoro, senza di fatto averne il potere. Ricordati anche che la scuola è un front-line dei servizi, dunque a differenza di tanti altri dirigenti statali che devono vedersela solo con una trentina di dipendenti, dovrai anche fronteggiare duemila genitori inaciditi da circa 25 anni di continua denigrazione della scuola e convinti, per il semplice fatto di avere un figlio, di essere educatori irreprensibili ed esperti pedagogisti.  Ricorda poi, che a differenza di quasi tutti gli altri servizi sociali, la scuola continua ogni giorno, ogni settimana e ogni anno.  Non si può, insomma, rimandare a casa qualcuno dopo pochi minuti, dandogli un’aspirina o stampandogli un certificato di nascita.

Sappi che per fronteggiare questa mole di lavoro lavorerai almeno 40 ore a settimana e non di rado perderai parte delle ferie (che non sono monetizzabili), per provvedere alla “chiamata per competenze” e ritrovarti ad inizio anno con un organico un po’ meno incompleto.  Sappi che sulle scuole gravano una sessantina di monitoraggi all’anno, che dovrai occuparti di didattica, bullismo, disabilità, formazione, sicurezza, vaccinazioni, mense, rappresentanza legale, certificazioni, esami, accesso agli atti, trasparenza, anticorruzione, manutenzione, rapporti con gli enti locali, con le associazioni e le famiglie.  Se poi sei sfortunato, puoi finire in una scuola priva di DSGA oppure con un incaricato inadeguato e sarai costretto a fare anche il bilancio (il programma annuale), istruire le gare di appalto, occuparti dell’accertamento delle entrate e dei pagamenti. Diversamente la scuola non funzionerebbe.

Sappi che alle 20.00 di sera o in piena estate incontrerai sempre un genitore che, vedendoti uscire da scuola, ti dirà simpaticamente “ma la scuola non è chiusa?”, convinto che la frottola popolare che la scuola è chiusa due mesi all’anno e che ogni attività termina a mezzogiorno sia vera.

Sappi anche che nessuno ti dirà mai grazie di questo lavoro, anzi ci sarà sempre chi crede che tu in quelle lunghe ore di lavoro stia a fare i fatti tuoi. Sappi anche che ogni settimana troverai almeno un genitore pronto ad accusarti di non esserci mai o di non volerlo ricevere il giorno stesso.

Sappi che come unico strumento avrai quello del diritto, e che su di te ricadranno gli strali per leggi superficiali, contorte, contraddittorie. E anche quando le leggi sono scritte bene, ci sarà sempre qualcuno che, senza nemmeno averle lette, ti contesterà il modo in cui le interpreterai e le applicherai. Perché il diritto lo si invoca quando sono lesi i propri diritti e lo si contesta quando diviene un ostacolo alle piccole furbizie di cui questo paese è pieno.

Sappi anche che, se vincerai e finirai lontano da casa (il concorso è nazionale) non ci saranno utilizzazioni, assegnazioni provvisorie, mobilità annuale e che, anzi, nessuno si preoccuperà di tutelare i tuoi (pochi) diritti di lavoratore. I presidi sono pochi e dal punto di vista sindacale contano meno di niente.

Sappi anche che per elencare tutte le criticità non basterebbe questa lettera, ma sarebbe necessario un libro, anche voluminoso.

Caro (ex)collega, se invece intendi diventare dirigente scolastico perché credi nella scuola come luogo di libera espressione democratica del proprio pensiero, perché hai fiducia che le giovani generazioni possano, un giorno, rendere l’Italia un paese meno gerontocratico, meno artritico, meno pauroso, meno razzista, meno  ignorante, più capace di sognare e realizzare un futuro migliore allora, forse, reggerai questo peso con il sorriso, come fanno coraggiosamente tanti presidi italiani.  Se è così, ti auguro di partecipare e vincere il concorso.  Anzi, aspetto ansiosamente di incontrarti come collega.

 

Dario Spagnuolo

Dirigente Scolastico Emilia Romagna

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