Lettera a Toccafondi (Italia Viva): PAS non è sanatoria ma giusto riconoscimento a chi manda avanti le scuole

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Inviato da* – Sono una docente di lettere precaria di terza che da quattro anni insegna nella scuola secondaria di I grado e con questa mia vorrei rispondere alla lettera, pubblicata dalla vostra testata, in cui l’onorevole Toccafondi definisce il pas una sanatoria .

Noi cinquantacinquemila docenti precari che ogni giorno lavoriamo nelle scuole dal Nord al Sud Italia vogliamo portare l’attenzione sul vuoto
normativo che da cinque anni ci ha impedito di abilitarci. Da allora sono stati banditi solo concorsi per abilitati a cui, ovviamente, non abbiamo potuto partecipare in quanto privi del titolo.

Perché, quindi, Onorevole ogni anno lo Stato Italiano ci considera idonei a lavorare nelle scuole ricoprendo gli stessi incarichi e svolgendo le stesse mansioni dei colleghi di ruolo; insegnando, valutando, utilizzando le nostre competenze e rifacendoci alla normativa vigente senza però, poi, veder
riconosciuto il nostro lavoro? Perchè la Comunità Europea che con due procedure di infrazione per abuso di precariato, chiede a gran voce un modo per sanare questa situazione non viene ascoltata? Vogliamo, inoltre, ricordare che il Pas è un percorso di abilitazione con selezione in
itinere che noi siamo anche disposti a pagare.Non crede forse che, l’abilitazione sia il giusto riconoscimento per il lavoro di anni di tanti docenti dimenticati dalla politica? Perché dare sempre la colpa agli altri e a chi ci ha preceduto per ciò che non funziona invece di cercare di trovare
soluzioni prendendo consapevolezza di una situazione che esiste realmente e di quei  cinquantacinquemila docenti che voi non riconoscete ma che ogni anno vi servono e che ogni anno vengono licenziati per poi essere assunti di nuovo, spesso nella stessa scuola,sulla stessa cattedra?

Non crede Onorevole Toccafondi che, forse, non si tratti di sanatoria ma di “sanare”, con un’abilitazione maturata sul campo, secondo i dettami europei, una situazione diventata ormai insostenibile per la precarietà in cui siamo costretti a vivere, senza poter fare programmi per il futuro nostro e delle nostre famiglie e senza poter garantire la continuità didattica ai nostri
studenti?

La ringraziamo per l’attenzione e speriamo che il governo ci permetta di conseguire l’abilitazione che ci toglierebbe da questa perenne situazione di incertezza.

*Maria Eugenia Leoni e tutti i cinquantacinquemila docenti precari
d’Italia

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