Letta. Reclutamento nuovi insegnanti con concorsi triennali, riformare cicli scolastici e valutazione del merito

di redazione
ipsef

red – Questi i capitoli che riguardano la scuola nel documento "impegno Italia", il nuovo patto che presenterà ai partiti di coalizione, smentendo, di fatto, le voci che lo volevano dimissionario. Per la scuola: diploma a 18 anni, valutazione delle scuole e blocco delle graduatorie per sconfiggere il precariato.

red – Questi i capitoli che riguardano la scuola nel documento "impegno Italia", il nuovo patto che presenterà ai partiti di coalizione, smentendo, di fatto, le voci che lo volevano dimissionario. Per la scuola: diploma a 18 anni, valutazione delle scuole e blocco delle graduatorie per sconfiggere il precariato.

Il testo del patto riguardante la scuola

Riformare i cicli scolastici

La scuola dell’infanzia ha un ruolo fondamentale nello sviluppo personale, sociale e cognitivo del bambino. Valorizzare questa fase integrandola nel ciclo di istruzione ha lo scopo di mettere gli studenti nella condizione di iniziare ad apprendere prima e meglio, con la possibilità di terminare
gli studi in anticipo con un livello di conoscenze e occupabilità pari, o superiore, a quello garantito dal sistema attuale. Ci impegniamo a:

  • avviare la sperimentazione di un modello, da introdurre in modo graduale, in cui la scuola dell’infanzia costituisca il primo grado nel ciclo di istruzione obbligatoria;
  • ristrutturare i cicli scolastici in modo da consentire ai giovani italiani di diplomarsi prima in linea con gli standard europei.

Tempi

Entro il terzo trimestre saranno individuate risorse per l’istituzione, in via sperimentale, di sezioni aggiuntive di scuola dell’infanzia.

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Introdurre criteri più stringenti di valutazione e valorizzazione del merito

È essenziale poter contare su un sistema condiviso e affidabile di valutazione delle scuole, che permetta di premiare il merito. Ci impegniamo a:

  • attuare il regolamento sulla valutazione al fine di assicurare la piena operatività del Sistema nazionale di valutazione delle scuole pubbliche e delle istituzioni formative incentrato sull’INVALSI.

Tempi

Entro il 2014 e nel prossimo anno scolastico si adotteranno i necessari atti amministrativi per attivare il sistema nazionale di valutazione delle scuole pubbliche e delle istituzioni formative

Garantire la sicurezza e l’adeguatezza delle strutture scolastiche

Tutelare la sicurezza degli studenti, degli insegnanti e degli operatori è un dovere primario dello Stato. Investire nell’edilizia scolastica è fondamentale per contribuire alla ripresa economica e alla rigenerazione urbana. Importanti iniziative sono state già assunte e vanno ora rese tutte
operative. Ci impegniamo a:

  • investire nel periodo 2013-2015 oltre due miliardi di euro per gestire la sicurezza e l’adeguatezza delle strutture scolastiche;
  • completare l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, ferma al 1996;
  • monitorare e accelerare gli interventi in corso di realizzazione a partire dai 692 già avviati con il DL Fare.

Tempi

Entro il secondo trimestre saranno adottati i necessari provvedimenti attuativi

Reclutare nuovi insegnanti e superare il precariato

Il sistema di reclutamento degli insegnanti ha, tra i suoi limiti, quello di non premiare a sufficienza il merito e di generare precariato di lungo termine tra i docenti. Gli interventi devono prevedere un sistema di selezione di alta qualità che abiliti i giovani insegnanti alla professione attraverso
l’università, e in numero adeguato alla domanda.

Ci impegniamo a:

  • confermare la chiusura definitiva delle graduatorie a esaurimento (ndr significa che le graduatorie ad esaurimento saranno svuotate, con l’assunzione di tutti coloro che vi sono attualmente inseriti e che possono aggiornare ed eventualmente modificare la provincia ogni triennio. Non sono previsti nuovi inserimenti.  Prossimo aggiornamento previsto per la primavera 2014)
  • avviare corsi universitari abilitanti calibrati sul fabbisogno effettivo;
  • indire concorsi a cadenza triennale.

Tempi

Entro l’anno riforma dei percorsi di formazione iniziale e di reclutamento.

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