L’estate dei ragazzi ai tempi del Covid

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Per i giovani l’arrivo dell’estate è sempre stato un momento di spensieratezza. L’anno scolastico, seppur diverso dagli anni precedenti, è terminato e i ragazzi si stanno godendo le tanto attese vacanze estive.

Quest’anno, però, la loro estate è ancora più importante, in quanto vengono da un periodo caratterizzato da importanti privazioni, soprattutto relazionali. I ragazzi, sempre rispettando le disposizioni attuali, ora possono vedersi con gli amici, andare a mangiare insieme una pizza e passare qualche ora in spiaggia, un vero e proprio traguardo se si pensa alle restrizioni che fino a qualche mese fa sono stati costretti a rispettare. Un periodo difficile da comprendere e da gestire, soprattutto per i più piccoli, che hanno potuto continuare a mantenere rapporti solo attraverso la tecnologia.

Le conseguenze del lockdown le conosciamo, come riportato anche dall’indagine promossa dall’Associazione Nazionale Di.Te. in collaborazione con il portale Skuola.net: più del 35% dei 9.145 ragazzi intervistati tra gli 11 e i 21 anni ha dichiarato di non riuscire a immaginare un domani. La maggior parte di loro ha sofferto il senso di solitudine, nonostante l’uso maggiore della tecnologia che li avvicina ai compagni e gli amici distanti, e ha accusato un peggioramento dei rapporti familiari.

Il periodo più critico, legato all’emergenza Covid, è passato ma è importante continuare a non abbassare la guardia. Adesso, i ragazzi, dopo aver rinunciato a molte libertà nei mesi scorsi, saranno pronti a “contenersi” anche nei mesi estivi? Sicuramente sono stati tra i primi a gioire di questa “riconquistata” libertà, ma non per i motivi futili che immaginiamo. Le nuove generazioni sono state e sono ancora in difficoltà: tanti mesi costretti a gestire rapporti a distanza hanno alimentato un enorme bisogno di contatto. Con l’isolamento hanno provato sulla propria pelle cosa è la distanza e che, con la sola tecnologia, non è possibile colmarla del tutto.

La tecnologia dissocia le emozioni dal rappresentarle. Non danno più per scontato l’importanza di poter scegliere cosa fare o come passare le proprie giornate. Un insegnamento importante che spero si porteranno dietro anche una volta che ci saremo lasciati questa brutta situazione alle spalle. Devono ricordare quanto sia importante il rispetto delle regole, non solo per salvaguardare se stessi, ma anche chi ci sta intorno.

Leggiamo, infatti, sempre più spesso sui giornali di notizie di assembramenti in luoghi pubblici e il dito viene puntato contro i giovani. Anche durante l’emergenza sono stati sempre loro i primi a essere accusati di superficialità e poca sensibilità, ma è sbagliato etichettare i nostri ragazzi in questo modo, anche perché non erano e non sono tutt’ora solo i giovani a non rispettare pienamente le direttive imposte per arginare i contagi. Ma, sicuramente, la loro voglia di libertà che negli ultimi mesi è stata repressa li ha portati a non riuscire a gestire correttamente gli incontri con gli amici. Questa disattenzione da parte di alcuni è stata causata perlopiù da un eccessivo bisogno di ricerca di empatia oppure da un pizzico di superficialità? Come già detto, i ragazzi hanno sicuramente un forte bisogno di riprendere in mano i propri rapporti di persona, hanno voglia di rivivere tutte le emozioni di cui sono stati privati durante l’emergenza. Questo, ovviamente non vuole essere una giustificazione. Loro, così come gli adulti, devono fare un ultimo sforzo e compiere un altro gesto di altruismo e rispetto: mantenere le norme di comportamento indicate dal Governo. Del resto, purtroppo, molti di loro, basandosi su dati diffusi sui contagi, hanno avuto l’errata convinzione che questo virus non li riguardasse. Convinzione assolutamente errata, sia da un punto di vista clinico che umano. L’aspetto clinico è stato, inoltre, smentito, anche qualche giorno con la notizia di bambini e giovani trovati positivi al Covid. È compito di tutti noi sconfiggere questo virus e rimanere uniti, ora più che mai. Ricordiamoci che l’”io” da solo non esiste, c’è sempre un “noi” che dobbiamo salvaguardare. Invito, pertanto, tutti a mantenere un comportamento responsabile e rispettare le regole di base: distanziamento fisico, uso corretto delle mascherine, igiene delle mani e controllo dei sintomi respiratori.

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