L’esperienza di questo concorso a cattedra è stata un incubo che difficilmente potrò dimenticare. Lettera

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Buongiorno, mi chiamo Salvatore Mirenda e scrivo per denunciare una situazione assurda, quanto ingiusta, subita personalmente come concorrente del concorso docenti.

Buongiorno, mi chiamo Salvatore Mirenda e scrivo per denunciare una situazione assurda, quanto ingiusta, subita personalmente come concorrente del concorso docenti. Premesso che svolgo, da precario, il mestiere di docente da circa 10 anni, possiedo due abilitazioni, Laurea di II livello, diplomi accademici, certificazione linguistica di livello C1, più svariati altri titoli, ho partecipato al concorso per la classe di concorso A63 (Tecnologie Musicali nei Licei musicali) per la Regione Calabria (aggregata per lo svolgimento della procedura alla Regione Sicilia) e non sono stato ammesso all'orale.

Insegno questa materia da tre anni in un importante Liceo musicale della Toscana e credo che, oltre a conoscere bene la disciplina ho acquisito, dopo anni di esperienza sul campo, le competenze pedagogiche necessarie per lo svolgimento della professione docente. Fervido sostenitore del lifelong learning, ho sempre sostenuto, e continuo a farlo (di certo la cattiva esperienza del concorso non mi leverà la voglia) che l'apprendimento permanente sia fondamentale in un mestiere come quello del docente, a maggior ragione quando si ha a che fare con una disciplina tecnica come la mia, e perciò mi sono messo a studiare e ad approfondire maggiormente le mie competenze e conoscenze. 

Nonostante ciò, l'esperienza di questo concorso è stata un incubo che difficilmente potrò dimenticare. A cominciare dalla prova scritta, dalla dubbia regolarità in merito alla formulazione dei quesiti, dove veniva preteso di rispondere in 15 min. scarsi a dei quesiti che richiedevano molto più tempo ma, soprattutto, avrebbero necessitato di un interprete per la loro decifrazione (nella stragrande maggioranza formulate in modo strampalato); l'irregolarità riguardo al luogo dove la prova è stata espletata (una stanzetta di 2×2 mq, evviva la copiatura tra i candidati); l'assenza, nel giorno della prova, dei commissari "tecnici" della materia (e su questo ci ritornerò più avanti perché c'è del grottesco); per non parlare del Presidente e aggregati vari della commissione (Dirigente scolastico e docenti) che dovrebbero valutare le prove in modo trasparente, ma che si ritrovano tra i candidati persone che insegnano nella loro scuola da anni (ma tanto la correzione era "segreta" sic!!).

Ma fin qui, tutto "normale", si tratta di ordinaria amministrazione di una procedura organizzata e gestita male e i cui contenuti, per la formulazione dei quesiti, sono stati affidati a non si sa quale comitato tecnico/scientifico "competente" (tanto competente da essere completamente sconnesso da quella che è la vera realtà scolastica di oggi). Arriviamo alla seconda prova pratica, svolta nel mese di luglio, e si arriva al paradosso più eclatante. Tale prova, della durata complessiva di 6 ore, si svolgeva in due parti: la prima scritta (carta e penna), la seconda parte da svolgere interamente al computer (programmazione audio-informatica).

Prima dell'inizio della prova, i due commissari "tecnici" e "competenti" della materia iniziano a dare delle indicazioni sulle modalità di svolgimento della stessa (con riferimento particolare alla parte da svolgere al computer), con indicazioni inutili quanto elementari su questioni talmente basilari che per chi insegna questa materia risultavano quasi denigranti. Atteso con pazienza la fine della "spiegazione" ho posto un quesito prettamente tecnico, inerente a quella che sarebbe stata poi la possibilità di applicare determinate conoscenze pratiche sulla prova, tra l'altro previste anche dalla traccia, nessuno dei due commissari è stato in grado di rispondere: dopo un'espressione del volto alquanto disorientata di entrambi (probabilmente non avevano capito/decifrato nemmeno il contenuto della mia domanda) hanno risposto con un "non so". Decido di iniziare lo svolgimento della prova partendo dalla seconda parte al computer perché più complessa e, dunque, richiedeva più tempo, e qui inizia il vero calvario.

Il computer che mi è stato assegnato per estrazione ha dei problemi con l'audio, che non funziona (non potevo ascoltare in cuffia, e di conseguenza valutare il mio operato in itinere). Trattandosi di una disciplina musicale dove viene richiesto, da bando nazionale, di riproporre delle rielaborazioni audio basandosi su quelle riscontrate in analisi scritta del brano fornito, si può immaginare quale sia la condizione di totale impossibilità a svolgere degnamente la prova. Segnalo immediatamente la cosa alla commissione la quale, dopo essere venuta alla mia postazione e cercato di risolvere il problema senza successo (facendo, tra l'altro, delle operazioni che io già avevo provato autonomamente), mi viene esplicitamente detto: "lei si preoccupi di scrivere bene il codice di programmazione che anche se non si sente l'audio noi capiamo lo stesso se è fatto bene"; e dopo uno sguardo superficiale sulla schermata del computer, dove avevo scritto un paio di righe di codice di programmazione, al solo scopo di testare l'audio e che nulla avevano a che fare con la reale prova che dovevo svolgere, mi viene aggiunto: "e da quello che vediamo è scritto bene!!!!" (assurdo!!).

Premesso che avrebbero dovuto sapere da sé che lo svolgimento della prova senza una tra le condizioni principali era impossibile, completamente basito da tali risposte, cerco di dare le mie motivazioni sull'impossibilità ecc. e dopo svariati tentativi andati male (era nel frattempo trascorsa più di mezz'ora dall'inizio ufficiale), mi viene consigliato di procedere con la parte scritta che nel frattempo avrebbero provveduto a risolvere.

Altri concorrenti, sebbene inizialmente avevano riscontrato qualche problema, nel frattempo svolgevano tranquillamente la prova (utilizzavano un altro linguaggio di programmazione tra i 4 previsti dal bando, e guarda caso si trattava di quello dove i commissari erano, forse, un po' più ferrati). Viene stabilito dalla Presidente e dalla commissione tutta che, a causa dei vari problemi riscontrati viene concessa un'ora in più (ma i problemi li avevo avuti principalmente io!!! E a beneficiarne erano tutti!!). Cerco di mantenere la calma (che già avevo perso di gran lunga!!) e procedo con lo svolgimento della parte scritta nella speranza che nel frattempo avrebbero trovato una soluzione al mio problema. Finito la parte scritta in meno di due ore (me ne rimanevano circa 4 per lo svolgimento della seconda parte), fiducioso e consapevole delle mie possibilità con quattro ore a disposizione, chiedo delucidazioni sulla risoluzione del problema audio.

Uno dei due "tecnici" della materia si avvicina sbandierando, fiero, la soluzione al problema e quasi volendo sottolineare che il non funzionamento sulla mia macchina era dovuto ad errori di codice del sottoscritto (ma prima aveva detto che il codice che ha visto andava bene!!), prova la sua "formula magica" sul mio pc ma, peccato, l'audio continua a non funzionare. Dopo i vari "ma è strano", "ma se tutto è scritto bene dovrebbe funzionare", "io l'ho provato di là e funziona", ecc. addirittura, uno dei due si presenta con un pc portatile propinandomi di utilizzare, su quel pc, una versione del software, a suo dire, "perfettamente funzionante" ma che a giudicarla obsoleta è voler essere buoni!! Mi rifiuto di utilizzare quel pc (oltretutto fuori ogni regola di correttezza perché il computer assegnato era collegato all'anagrafica) e pretendo che mi venga assegnata un'altra postazione, dove non c'è il problema con l'audio. Mi viene finalmente assegnato un altro computer, faccio le mie prove iniziali e miracolosamente l'audio funziona. Contento e armato di tanta buona volontà inizio a svolgere la mia prova al computer.

Ed ecco che irrompono sulla scena le catastrofi peggiori. Stavolta era il software che non possedeva i requisiti minimi essenziali: nella fase di installazione del linguaggio di programmazione, avvenuta precedentemente alla prova e che avrebbe dovuto garantire il perfetto funzionamento del compilatore (CSound, linguaggio di programmazione per la sintesi del suono), preoccupandosi, prioritariamente di cancellare gli help files, hanno cancellato, da perfetti “esperti della disciplina”, delle librerie essenziali che avrebbero invece garantito l’utilizzo di alcune funzionalità di base del compilatore. In sintesi, per effettuare un’operazione anche più semplice (che normalmente faccio per mestiere in meno di un minuto) ed avere un riscontro in tempo reale del codice scritto, dovevo fare tutto un giro assurdo di operazioni (salvataggio, chiusura del compilatore, ascolto in cuffia su un lettore esterno, riapertura del compilatore per eventuale correzione, e, nuovamente tutto il procedimento).

Tutto ciò non è previsto perché, normalmente, dopo la scrittura del codice, in modo immediato e con il tasto “play” ascolto immediatamente il risultato della mia scrittura. Ma questo non è tutto!! La traccia sorteggiata prevedeva la scrittura di un codice, attraverso la creazione di interfacce grafiche (era una possibilità che avrei certamente voluto e saputo sfruttare) che avrebbe permesso all’utente (il fruitore del codice, in questo caso i commissari) di interagire con il compilatore per la manipolazione dei suoni in real time (questo era contemplato nella traccia fornita e chi possedeva le competenze poteva metterle in campo), ma anche questa funzionalità del software era inibita. In definitiva, quella che per me sarebbe dovuta essere una prova tutta in discesa, poiché con una punta di orgoglio e presunzione posso affermare di conoscere bene la disciplina, è stata un incubo infernale.

Ciononostante, armato di quella poca pazienza che ormai mi rimaneva, ho cercato di svolgere, meglio che potevo (considerate le condizioni precarie sopra descritte), la prova e, consapevole di aver svolto un buon elaborato scritto (analisi di un brano elettroacustico su otto facciate di foglio protocollo), ho, comunque, svolto anche la parte di rielaborazione del suono al computer, realizzando, tra l’altro, delle esemplificazioni scritte e verificabili (anche se non perfettamente funzionanti, non certo per colpa mia) di quello che avrei voluto realizzare e specificando, direttamente sul codice (su suggerimento dei commissari esperti), tutto il procedimento.

Non posso certamente ritenermi soddisfatto della prova realizzata, ne ero consapevole sin da subito, ma non possedere nemmeno i requisiti minimi, questo è inaccettabile, soprattutto se a giudicarmi c’è gente completamente incompetente e che si trova lì chissà per quale ironia della sorte. La beffa ancora più assurda ed eclatante, subita, sta nel fatto che tra chi ha superato la prova c’è gente, che io conosco personalmente, che fino al giorno prima, e durante tutto il periodo precedente l’inizio delle prove, ha chiesto al sottoscritto consigli e delucidazioni sui contenuti della disciplina perché totalmente ignari anche degli elementi minimi fondamentali ed epistemologici della materia e che si concedono il lusso di cambiare il giorno prima la scelta del linguaggio di programmazione con cui svolgere la prova (chi possiede un minimo di conoscenza in questo settore, sa perfettamente che occorrono degli anni per apprenderne solo uno e ci sarà sempre da imparare). Ora mi chiedo, come è possibile che queste persone lo abbiano superato ed io no?!

Al termine della prova ho preteso che venisse messo a verbale, punto per punto, tutto l’accaduto; ho fatto richiesta di accesso agli atti, all’USR di competenza, il giorno successivo la pubblicazione del calendario della prova orale, nel quale, ahimé, non figurava il mio nome. Adesso attendo che mi vengano inviati i documenti richiesti e successivamente procederò, immediatamente, con un ricorso al TAR. Sono disposto ad accettare un mio fallimento, se così dovesse essere, ma certamente non ho alcuna intenzione di farla passare liscia a questi cialtroni che si spacciano per esperti. Se non sono ancora pronto per svolgere la funzione docente, posso accettarlo e mi rimboccherò, come ho sempre fatto, le maniche, per acquisire quelle competenze e conoscenze che mi mancano, ma che a giudicare il mio operato vi sia gente che ne sa meno di me, questo no!!

Prof. Salvatore Mirenda

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