L’esperienza e l’analisi degli errori possono risollevare la scuola. Lettera

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inviata da Enrico Maranzana – Il servizio scolastico italiano é in crisi: le rilevazioni internazionali lo certificano. Stupefacente il generale disinteresse per la ricerca della sua origine, nonostante la sua visibilità ed evidenza.

L’attuale sofferenza istituzionale deriva dall’assenza della cultura dell’organizzazione: il principio di distinzione, che afferma la necessità di separare le scelte politiche, spettanti agli organismi collegiali, dalle responsabilità amministrative, di competenza della dirigenza, è stato cestinato, così com’è stata elusa la norma sulla dirigenza pubblica, del 2009, che l’ha richiamato.

La trasgressione é comprovata dagli organigrammi che le scuole hanno messo in rete: il dirigente scolastico appare come dominus, leader educativo, tuttologo.

Un disegno, contrario alla legge e alla dottrina.

Un errore che attesta l’incapacità delle scuole di costruire modelli.

La rappresentazione della struttura decisionale scolastica si realizza nello spazio tridimensionale.

Appare una piramide sulla cui base sono collocati gli organi collegiali e sul cui vertice c’è il dirigente, che li vincola all’assolvimento degli impegni posti dal mandato ricevuto.

Ne discende che la principale responsabilità dei dirigenti consiste nel portare a unità l’attività delle scuole. Essa si sostanzia nell’insufflare lo spirito vitale negli organismi collegiali.

Così non è stato: le loro convocazioni hanno riguardato solo questioni marginali; la partecipazione è stata avversata, scoraggiandola.

Due esempi: il Consiglio di Circolo/Istituto avrebbe dovuto essere l’organo che elabora le strategie educative; il Collegio dei docenti avrebbe dovuto “valutare periodicamente l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati..”

Un buon padre di famiglia studierebbe il campo del problema per individuare e rimuovere le cause del malessere, per capitalizzare l’esperienza e ridare efficacia e dignità al lavoro dei docenti.

Così non è:

E’ stato depositato un disegno di legge per “La revisione della disciplina degli organi collegiali di scuola anche in rapporto alla ridefinizione del ruolo, competenze e responsabilità dei Dirigenti Scolastici, come attualmente disciplinati”.

L’associazione dei dirigenti scuole autonome e libere scrive: Gli organi collegiali scolastici sono veramente datati, essendo stati approvati con i decreti delegati del lontano 1974 e ridefiniti con il Testo Unico del 1994. E’ necessario attualizzarli, adeguandoli a una formazione che è fortemente cambiata; é giunto il momento.

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