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L’eredità della memoria: luoghi e percorsi didattici per non dimenticare Auschwitz. Scarica scheda progetto per secondaria I grado

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La valorizzazione del patrimonio celebrativo è, oggi, ancor più di prima, una strada da percorrere con convinzione e determinazione. Da farla nelle scuole, da percorre nelle scuole. Rusen sostiene che la memoria, o anche la storia come forma più elaborata di memoria, mira a preservare il passato per utilizzarlo successivamente come stampo per la costruzione culturale del presente. Tuttavia, a livello educativo, sostiene González-Vázquez il concetto di memoria può essere considerato più appropriato di quello di storia, poiché, come sottolinea Santos, il passato è significativo se stabilisce legami con il presente, che è uno dei principali elementi che definiscono caratteristiche della memoria.

Interrelazioni tra memoria storica ed educazione

Per Tribó, ripreso successivamente nella splendida ricerca di Torruella, il lavoro nel campo delle interrelazioni tra memoria storica ed educazione parte da una premessa su cui c’è un ampio consenso: «è necessario conoscere la propria storia per costruire un futuro basato sui valori di pace e democrazia”. La memoria storica, come rappresentazione del passato nel presente, ha un uso utilitaristico.

L’insegnamento della storia nel mondo occidentale dopo la Seconda guerra mondiale

Lo studio del passato è stato affrontato in questo modo per decenni. Secondo González, l’insegnamento della storia nel mondo occidentale dopo la Seconda guerra mondiale, pur senza abbandonare completamente – come precisa Iñiguez-Gracia – la visione nazionalista ereditata dall’educazione ottocentesca, si basa sulla trasmissione di conoscenze e competenze con il fine ultimo di educare a partecipare attivamente alla democrazia. Questo paradigma è ormai consolidato, dove l’educazione alla storia, nel caso specifico, alla storia recente, deve mirare a mantenere i ponti tra passato e presente; non come modello da imitare, desiderare o riparare, ma come generatore di preoccupazioni per il presente.

Nuovi paradigmi per l’analisi degli elementi del patrimonio legati alla memoria storica

Recentemente – come precisa Torruella – sono stati sviluppati nuovi paradigmi per l’analisi degli elementi del patrimonio legati alla memoria storica nel contesto educativo, come il cosiddetto patrimonio controverso. Attraverso questa visione si comprende che i diversi elementi del patrimonio di cui tenere conto nei contesti educativi devono essere classificati e analizzati in base alla loro natura conflittuale. Nel caso dei luoghi della memoria, questa natura sarebbe dovuta a un carattere ideologico o politico, e la sua trattazione didattica consentirebbe agli studenti di avvicinarsi allo sviluppo di un pensiero critico legato ai valori democratici.

La memoria storica è una delle più significative

Per aspirare a un’educazione civica che promuova i valori democratici, è importante non evitare alcun tipo di questione controversa, la cosiddetta memoria storica è una delle più significative. Come affermano Estepa e Delgado, insegnare la storia attraverso il prisma della memoria storica incoraggia l’analisi critica nei casi in cui si è verificata violenza politica, repressione o violazione dei diritti umani.

La salute democratica della società contemporanea

La premessa di lavorare sulla memoria storica per rafforzare la salute democratica della società contemporanea è particolarmente rilevante in Italia. La dittatura fascista è un tema storico problematico la cui formazione deve essere affrontata in modo approfondito, affinché la sua trasmissione possa collaborare alla creazione di una cittadinanza democraticamente consapevole.

L’approccio appropriato alla trasmissione della conoscenza di quel travagliato periodo storico

Pertanto, l’approccio appropriato alla trasmissione della conoscenza di quel travagliato periodo storico dovrebbe essere inteso solo nella prospettiva del rafforzamento dei valori e delle convinzioni democratiche dei giovani e del rifiuto delle dittature e dei comportamenti violenti.

La Shoah la ricordiamo per non ripeterla in un progetto per la Secondaria di I grado

“La Shoah la ricordiamo per non ripeterla” è la sintesi di un percorso educativo sviluppato nell’ambito dell’educazione civica, insegnamento trasversale i cui obiettivi più importanti sono stati:

1) la comprensione e l’apprezzamento delle differenze culturali;

2) sensibilizzazione verso la difesa dei diritti umani;

3) disponibilità alla soluzione non violenta dei conflitti. Sono stati ripercorsi i passi di grandi uomini quali Gandhi, Martin Luther King e Nelson Mandela.

Un progetto per dare voce al lavoro degli alunni con la partecipazione al concorso “I giovani ricordano la Shoah”. Il progetto elaborato, qualche anno fa, dai docenti validissimi dell’Istituto Comprensivo di Praia a Mare, diretto, quest’anno, dal dirigente scolastico professoressa Patrizia Granato, valido manager e competente preside, che ha visto come coordinatori il prof. Michele Maggio e il Prof. Giuseppe Marsico. Uno strepitoso progetto per gli alunni della Secondaria di I grado.

Scheda Progetto Shoah

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