L’ennesimo concorso straordinario, ma servirebbe solo buon senso. Lettera

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Inviato da Mattea Guantieri – Sono un’insegnante precaria con 24 Cfu e due anni (SOLI!) di servizio presso scuole Statali.  Leggo oggi la notizia del nuovo concorso straordinario che si prevede entro il prossimo dicembre, riservato come sempre a chi ha almeno tre annualità di servizio.

Tale concorso “straordinario” (che ormai è una parola carissima a questo disgraziato Paese),  viene presentato dal Pd o da altri politici -che di concorsi non ne hanno mai fatti certamente – (la selezione su concorso per conoscenza della nostra Costituzione e del nostro sistema statale sarebbe interessante  da proporsi)  la manna dal cielo alla risoluzione dell’annuale problema del precariato italiano e solo italiano.

Ora, intanto un concorso straordinario è già stato fatto ed era anch’esso riservato a chi aveva tre annualità (non mi dilungo sul come e sulle condizioni in cui è stato fatto perchè non è oggetto di questa lettera), ciò che ravvedo è che, pur avendo pagato la tassa per l’iscrizione all’ordinario, di esso non si parla minimamente, come non si parla più di un procedimento vero e non “riservato” di abilitazione.

Ancora una volta la soluzione è uno straordinario che promette di risollevare le sorti degli insegnanti ‘precari vecchi e giovani ma pur sempre precari’ a spese di chi sta aspettando di poter dire almeno di averci provato.

Mi viene in mente la canzone dei Maneskin che ultimamente stanno spopolando nel mondo:  “zitti e buoni”. Perchè così che bisogna essere oggi, zitti e buoni, ad aspettare che qualche testa pensante faccia solo cose di buon senso.

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