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Legittimo il divieto di cumulo imposto dalla Quota 100, lo dice la Consulta

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La Consulta si esprime sul divieto di cumulo imposto dalla quota 100 e dalla quota 102.

La pensione con la quota 100 impone a chi la sceglie un divieto che, alla lunga, può essere anche molto pesante. Si tratta del divieto di cumulo tra redditi da lavoro e redditi da pensione. L’unica eccezione è rappresentata dal lavoro autonomo occasionale nel limite dei 5000 euro.

La censura della norma

Questo divieto è fonte di dibattito dall’introduzione della quota 100 stessa. Da considerare che lo stesso è stato ereditato anche dalla quota 102. Di fatto, quindi, chi sceglie queste due forme di pensione non può esercitare lavoro autonomo o subordinato fino al compimento dei 67 anni. La pena per chi non lo rispetta è la sospensione del trattamento pensionistico per tutto l’anno solare in cui si sono cumulati redditi. E questo significa che eventuali mensilità ricevute nello stesso anno solare, prima della sospensione, vanno restituite.

Il Giudice del Lavoro di Trento ha affermato che la norma che prevede la non cumulabilità viola l’articolo 3 al comma 1 della Costituzione in quanto non prevede lo stesso trattamento riservato al lavoro autonomo anche per il lavoro subordinato.

In poche parole, infatti, si sostiene che visto che per il lavoro autonomo occasionale è prevista l’eccezione fino a 5.000 euro di reddito, la stessa eccezione dovrebbe essere prevista anche per il lavoro subordinato.

La conclusione della Consulta

Prima di addentrarci in quanto sostenuto dalla Consulta, val la pena fare una digressione. Il lavoro autonomo non è cumulabile con la quota 100, proprio come il lavoro subordinato. L’eccezione è rappresentata solo dal lavoro autonomo occasionale ed è il caso di ricordare che si tratta di due tipologie lavorative profondamente diverse.

Veniamo a quanto affermato, invece, dalla Corte Costituzionale. La Consulta sostiene che la questione non è fondata poiché le situazioni su cui si sta dibattendo non possono essere paragonate. In primis perchè il lavoro autonomo occasionale nel limite dei 5.000 non da luogo all’obbligo del versamento contributivo mentre il lavoro subordinato, anche se limitato a 5.000 euro, lo prevede sempre.

Secondo la Consulta, infine, essendo la quota 100 una uscita agevolata dal lavoro (a spese dello Stato) andrebbe a cozzare contro la prosecuzione dell’attività lavorativa. Di fatto, quindi, non è incostituzionale il divieto di cumulo dei redditi imposto dalla misura.

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