Ricostruzione carriera docenti, non vale il servizio da precari svolto nelle scuole paritarie. Sentenza della Corte Costituzionale

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Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 485 del decreto legislativo n. 297 del 1994 che non consente di valutare, ai fini della ricostruzione di carriera e della mobilità, l’insegnamento prestato presso le scuole paritarie, prima dell’immissione nei ruoli della scuola statale.

Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n. 180 depositata oggi (redattore il vicepresidente Giuliano Amato), osservando che la legge n. 62 del 2000 ha voluto garantire agli alunni delle scuole paritarie i medesimi standard qualitativi di quelle statali, sia quanto all’offerta didattica sia quanto al valore dei titoli di studio.

Peraltro, ciò non ha portato alla completa equiparazione del rapporto di lavoro dei docenti di tali scuole a quello dei docenti della scuola statale in regime di pubblico impiego privatizzato.

Infatti, la mancanza in esse di selezioni concorsuali non consente di tenere conto dei principi che, in base all’articolo 97 della Costituzione, devono informare l’attività delle amministrazioni pubbliche.

D’altra parte, il margine di discrezionalità delle scuole paritarie nella selezione dei propri insegnanti garantisce la loro autonomia e libertà nel dotarsi di personale connotato da un’impostazione culturale, didattica ed educativa coerente con il loro progetto formativo.

La Corte Costituzionale conferma quanto affermato dalla Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, nell’Ordinanza n. 25226 del 10 novembre 2020.

Ricostruzione carriera docenti, non vale il servizio da precari svolto nelle scuole paritarie. Ordinanza Corte d’Appello

Il servizio pre ruolo, prestato in scuole private o paritarie, anche se legalmente riconosciute, è valido per l’inserimento nelle graduatorie e per il punteggio, ma non per la determinazione dello stipendio spettante nel momento che si entra in ruolo.

La ricostruzione di carriera prende in considerazione soltanto i seguenti servizi prestati prima dell’entrata in ruolo dell’insegnante:

  • servizi di docenza presso scuole statali che abbiano avuto durata minima di 180 giorni nell’anno scolastico a patto che siano stati prestati in possesso dell’idoneo titolo di studio (validi anche i servizi dal 1 febbraio agli scrutini o al termine dell’attività didattica nella scuola dell’infanzia)
  • servizio di leva obbligatorio se era in corso di svolgimento al 31 gennaio 1987 o in data successiva (se antecedente tale data, invece, può essere utilizzato solo in costanza di impiego e coperto da nomina
  • servizi prestati nella scuola di infanzia (sia di ruolo che non di ruolo) e nella scuola prima solo nel caso sia di ruolo, di enti locali solo nel caso che al momento della domanda si abbia un contratto a tempo indeterminato nella scuola dell’infanzia o nella scuola primaria
  • servizio prestato fino al 31 agosto 2008 presso scuole parificate e nelle scuole secondarie pareggiate
  • servizi prestati presso le Università come professore incaricato e assistente sia incaricato che straordinario
  • deve essere conteggiato anche l’anno si prova superato ma non sarà conteggiato l’anno scolastico in corso.

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