Potenziamento maestri infanzia, PD promette interventi in Legge Bilancio. Anief: sono doverosi

di redazione
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Il Partito Democratico proverà con la Legge di Stabilità 2018 ad autorizzare dei posti per il potenziamento per i maestri della scuola dell’Infanzia ed è pronto ad adeguarsi all’esito della Plenaria del Consiglio di Stato che si riunirà il 15 novembre per esprimersi sulla legittimità della richiesta dei docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02 ad essere inseriti nelle Graduatorie ad Esaurimento.

A dirlo è stata l’on. Camilla Sgambato, durante un incontro con il mondo della scuola, in particolare per i tanti precari che, a vario titolo, attendono delle risposte alle loro istanze professionali.

“Sarebbe infatti pronto – scrive Orizzonte Scuola – un emendamento che prevede un contingente di personale di potenziamento per un numero di 2mila unità, anche se alla riunione non è stato fornito nessun numero. Il decreto per l’indizione della procedura concorsuale per i docenti abilitati è pronto e sarà inviato agli organi preposti per il prescritto parere. Nel frattempo ci sono delle anticipazioni sulla bozza della tabella titoli”.

Intanto, proseguirà, come previsto dal decreto legislativo n. 59/2017, l’immissione in ruolo sia dalle GaE che dalle graduatorie di merito, che si utilizzeranno per procedere alle immissioni in ruolo in modo proporzionato. Operazione che però, almeno per questa categoria di docenti, sino ad oggi ha prodotto così poche stabilizzazioni da non coprire nemmeno il turn over. Infine, il PD si impegnerà sul problema del mancato assorbimento dei docenti di Scienze della formazione primaria, in modo che “abbiano opportunità di inserimento in ruolo coerente con il loro percorso e la loro preparazione”.

“Secondo l’Anief queste prospettive politiche continuano ad essere fortemente deboli – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisa – confermando, purtroppo, la linea degli ultimi due anni e mezzo, con l’approvazione della Legge 107/2015 non ha contemplato immissioni in ruolo per i docenti della scuola dell’infanzia, lasciando ancora oggi nelle GaE decine di migliaia di maestri precari, in barba a quanto annunciato sulla volontà di porre fine alla supplentite. Con i nuovi concorsi, il Governo si è poi superato, escludendo gli stessi maestri d’infanzia, assieme a quelli della primaria, dalle nuove procedure selettive previste dal D.M 59/2017 approvato lo scorso aprile, attraverso cui sono state introdotte le nuove modalità di selezione e formazione unicamente per i futuri insegnanti della scuola secondaria di primo e secondo grado. Come non si comprende ancora quale futuro attende i 6.399 candidati dell’ultimo corso di Scienze della formazione primaria che hanno superato le prove selettive solo qualche settimana fa”.

“Se davvero si ha intenzione di cambiare marcia, adottato provvedimenti doverosi, – continua Pacifico – allora si provveda subito, con la Legge di Stabilità che sta arrivando alle Camera, ad avviare dei nuovi concorsi anche per questi docenti, sino ad oggi trattati come figli di un dio minore in attesa di una riforma del settore ancora tutta da definire. Contemporaneamente, si provveda allo sblocco delle immissioni in ruolo, sia per le discipline comuni sia per il sostegno agli alunni disabili. E lo si faccia, finalmente, collocando nell’organico di diritto tutti i posti oggi ancora inspiegabilmente ‘congelati’ in quelli di fatto: solo in questo modo, decretando una volta per tutte le cattedre libere, si potrà risolvere il vulnus del precariato. In caso contrario, se dovesse permanere la politica degli annunci e del rimando – conclude il sindacalista Anief-Cisal – allora la nostra battaglia proseguirà in tribunale”.

La lesione dei diritti dei docenti d’infanzia si è poi riscontrata in occasione della formazione delle liste di idonei che hanno partecipato e superato tutte le prove del concorso a cattedra: poiché il Tar non ha esitato a ribadire quanto espresso dal Consiglio di Stato, confermando la fondatezza della tesi di rinnovamento delle graduatorie con al loro interno tutti i docenti idonei, facendo cadere qualsiasi “tetto”, perché ancora oggi tale estensione non è stata ancora adottata per i docenti della scuola dell’infanzia e primaria? A questo proposito, Anief ricorda di avere attivato uno specifico ricorso per ottenere giustizia se dall’Amministrazione non arriverà nell’immediato una soluzione.

Anief, inoltre, dopo la discussione della petizione presso il Parlamento Europeo e la presentazione del reclamo al consiglio d’Europa, di recente ha deciso di rivolgersi anche alla Cedu, la Corte europea dei diritti dell’Uomo, proprio per consentire la stabilizzazione di tutto il personale docente e Ata scolastico con più di 36 mesi di servizio svolto. Nel frattempo, la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha espresso forti perplessità sul limite dei 12 mesi di risarcimento sanciti dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 27384/2016) per indennizzare i precari della Pubblica Amministrazione che non vengono immessi in ruolo. Chi volesse presentare ricorso con Anief per ottenere la stabilizzazione e i risarcimenti danni, può  ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità e risarcimenti adeguati.

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