Legge elettorale, garantire subito diritto di voto a studenti fuori sede ed Erasmus

di redazione
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Campailla: "È una questione di civiltà che non può essere in nessun modo ignorata o rimandata. Da tempo studenti e studentesse riunitosi attorno al comitato "Io voto fuori sede" si battono per il riconoscimento del diritto di voto per studenti e lavoratori fuori sede ed erasmus che ad ogni tornata elettorale non possono esercitare il proprio uno dei diritti civili più importanti e quindi contribuire alla definizione della volontà popolare.

Campailla: "È una questione di civiltà che non può essere in nessun modo ignorata o rimandata. Da tempo studenti e studentesse riunitosi attorno al comitato "Io voto fuori sede" si battono per il riconoscimento del diritto di voto per studenti e lavoratori fuori sede ed erasmus che ad ogni tornata elettorale non possono esercitare il proprio uno dei diritti civili più importanti e quindi contribuire alla definizione della volontà popolare.

"In Italia sono 286.353 – dichiara Alberto Campailla, Portavoce Nazionale di LINK-Coordinamento Universitario- gli studenti attualmente iscritti in Università di regioni diverse dalla loro, che corrisponde al 19,28% dell’intero corpo studentesco, di cui la maggioranza sono studenti provenienti dalle regioni del sud dove l’affluenza non casualmente risulta più bassa nonostante la maggiore fidelizzazione del voto. Inoltre sono circa 25.000 gli studenti italiani che trascorrono alcuni mesi all’estero nell’ambito del progetto Erasmus, e risulta ancora più difficile calcolare quante sono quelle persone costrette a spostarsi da casa per lavorare"

Le condizioni economiche –  continua Alberto Campailla, Portavoce Nazionale di LINK-Coordinamento Universitario- impediscono a tantissimi studenti e lavoratori di poter tornare a casa per esercitare il proprio diritto di voto. Risulta paradossale come il voto per corrispondenza sia garantito a personale delle forze armate, agenti di polizia e addirittura professori e ricercatori universitari e cittadini italiani che vivono da decenni in paesi stranieri mentre non si fa nulla per garantire questo basilare diritto a chi vive stabilmente nel nostro paese. *Nell’ambito della discussione sulla legge elettorale, che si sta tenendo alla Camera dei Deputati, è stato presentato un emendamento, proveniente da una proposta di legge del comitato "Io voto fuori sede" e cofirmato da parlamentari di diverse forze politiche, che introduce l’"early vote", cioè la possibilità per ogni cittadino di votare venti giorni prima del giorno del voto presso la Prefettura della provincia in cui intende votare, senza essere costretto a tornare nel Comune di residenza.

L’eventuale approvazione di questo emendamento darebbe già da subito, e quindi in occasione delle elezioni europee la possibilità di poter votare a diverse centinaia di migliaia di persone.

"Riteniamo- conclude Alberto Campailla, Portavoce Nazionale di LINK-Coordinamento Universitario- che il momento elettorale che porterà al rinnovo delle rappresentanza parlamentare europea sia decisivo per comprendere quale strada l’Europa vorrà prendere nel prossimo futuro e per questo lanciamo un appello al Parlamento, al nuovo Governo e a tutte le forze politiche affinché sia votato unanimemente questo emendamento"

È una questione di civiltà che non può essere in nessun modo ignorata o rimandata.

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