Legge di Bilancio, Serafini (Snals): 12 euro di premio che dividono i docenti, ATA Covid dimenticati. Diciamo basta [INTERVISTA]

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La scuola si ribella, sarà sciopero venerdì 10 dicembre. Classi pollaio, aumenti stipendio miseri, incertezza sulla proroga dei contratti Covid ATA, 33 miliardi di euro nella legge di bilancio 2022 ma la scuola è esclusa: Elvira Serafini, segretario generale dello Snals-Confsal, a Orizzonte Scuola spiega i motivi per cui i sindacati dicono basta.

“Adesso basta, la scuola si ribella”. Questo il motto della vostra campagna informativa sullo sciopero del 10 dicembre. A cosa dite basta?

Durante la pandemia la scuola italiana ha dimostrato di saper adattare le proprie funzioni alle mutate condizioni operative della didattica, garantendo la continuità del servizio pubblico, anche quando non era stato collaudato alcun sistema per la didattica a distanza, e offrendo una disponibilità illimitata per rispondere alle esigenze egli alunni e delle famiglie.
Ha fatto più del suo dovere svolgendo anche compiti che non le appartengono, surrogando funzioni che dovrebbero essere a carico di altri enti.

A fronte di un dimostrato senso del dovere e di una spontanea disponibilità a stare sempre e comunque vicino alle studentesse ed agli studenti, il Governo ha tradito i patti sottoscritti nel maggio scorso e gli impegni assunti per il rilancio della scuola e la valorizzazione di tutto il personale sono stati del tutto disattesi. Il Governo con il DDL di Bilancio per il 2022 ha proposto una manovra da 33 miliardi dalla quale la scuola è sostanzialmente esclusa se non per proposte di differenziazione delle retribuzioni, tra l’altro misere, con l’unico scopo di dividere il personale, le scuole e gli alunni. Il PNRR stanzia risorse per le strutture edilizie destinate alle scuole ma con assoluta incoerenza non prevede risorse per un incremento stabile degli organici, unico vero strumento per garantire sicurezza a personale ed alunni. Sono questi alcuni motivi per i quali diciamo basta.

L’anno sta per finire e nessuna certezza è arrivata per il personale ATA Covid. Potrebbe trattarsi di un licenziamento di massa mentre la situazione epidemiologica non sembra arrestarsi

Altro esempio di incoerenza. Il Governo stanzia 300 milioni di euro per prorogare i contratti Covid dimenticando totalmente il personale ATA. Le risorse finora stanziate per l’organico Covid sono servite a stipulare contratti per i collaboratori scolastici, che hanno garantito il mantenimento delle condizioni di igiene e sicurezza degli ambienti scolastici.
Anche in questo caso si nega il riconoscimento al personale di cui ci si è serviti per fronteggiare le fasi più acute dell’emergenza sanitaria. Un altro motivo per dire basta.

Rinnovo contratto ancora in alto mare. Lamentate poche risorse per gli aumenti stipendiali

Le risorse stanziate per il rinnovo del contratto scaduto da tre anni garantiscono circa 80 euro medi mensili di aumento, circa 50 euro netti, che non servono nemmeno a coprire la perdita del potere di acquisto degli stipendi.

La manovra finanziaria presenta tra l’altro, come già accennavo, una clausola che prevede l’erogazione di una sorta di premio, circa 12 euro mensili, a chi mostra “dedizione” al lavoro, senza definire e connotare tale parametro e senza individuare le procedure per la sua applicazione. La storia recente del Bonus premiale non ha insegnato nulla e ciò che era stato mandato in soffitta torna di attualità. Gli impegni assunti per la valorizzazione di tutto il personale sono stati sconfessati nei fatti.

È d’accordo con l’estensione dell’obbligo vaccinale al personale scolastico? Pensa possa essere strumento utile per la riduzione dei contagi nelle scuole?

Noi siamo stati sempre favorevoli alla campagna vaccinale per il personale della scuola. Allo stesso tempo riteniamo che la crescita costante dei contagi nelle scuole possa essere contrastata efficacemente solo con l’eliminazione del sovraffollamento delle classi, con un efficiente e tempestivo sistema di tracciamento, con una sistematica campagna di testing degli alunni e con investimenti che garantiscano sistemi di areazione dei locali scolastici ma soprattutto con il potenziamento del trasporto pubblico locale.

Senza questi interventi sui quali il Governo non ha mai agito con i fatti non riusciremo mai a frenare la crescita dei contagi.

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