Legge di Bilancio, rimane emergenza 100 mila cattedre vacanti e migliaia di posti vuoti come preside e Dsga

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Anief – Tra i tanti emendamenti presentanti dall’Anief alla manovra finanziaria, ve ne sono alcuni specifici sull’utilizzo dei candidati risultati idonei nei concorsi, quindi meritevoli di essere assunti, al fine di coprire l’alta mole di posti vacanti e disponibili tra tutti i profili professionali della scuola.

In particolare, il giovane sindacato chiede di sostituire il comma 3 dell’articolo 3 del decreto legislativo del 13 aprile 2017, n. 59, inserendo un nuovo testo: “Sulla base della graduatoria di merito i vincitori e idonei del concorso sono ammessi in ruolo fino all’approvazione della nuova graduatoria, fermo restando il diritto dei vincitori ad essere assunti anche negli anni successivi”. Conseguentemente all’articolo 7, comma 1, verrebbe meno il periodo: “La predetta graduatoria è composta da un numero di soggetti pari, al massimo, ai posti messi al concorso”.

“La norma – spiega il sindacato – intende armonizzare quanto disposto recentemente per il personale docente con l’articolo 1, comma 604, della legge 29 dicembre 2017, n. 205, che ha eliminato in corso d’opera il precedente vincolo del 10% degli idonei previsto dalla legge 13 luglio 2015, n. 107, al nuovo sistema di reclutamento riprendendo quanto già disposto dal Testo Unico (d.lgs. 297/1994) come modificato dalla legge 124/1999”.

Anief ritiene che lo stesso utilizzo degli idonei possa essere applicato ai dirigenti scolastici e ai Direttori dei servizi generali e ammnistrativi, per i quali ad oggi mancano all’appello circa 2 mila posti per ciascun profilo: gli idonei, scrive il sindacato, “possono essere assunti secondo l’ordine di ammissione nella graduatoria di merito, nel limite dei posti annualmente vacanti e disponibili, fatto salvo il regime autorizzatorio in materia di assunzioni di cui all’articolo 39, comma 3, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. La graduatoria di merito vige per un triennio e comunque fino alla pubblicazione della nuova del concorso successivo”.

Secondo il sindacato, dunque, “per la copertura annuale dei posti vacanti e disponibili, a fronte di mille sedi di presidenza ad oggi scoperte e degli attuati 500 candidati risultati idonei dall’ultima procedura concorsuale, risulta necessario dopo l’intervento dell’art. 10 della legge 12 febbraio 2019 n. 12, procedere allo scorrimento delle vigenti graduatorie di merito, scorrimento cui ha già ricorso il Miur per la nomina di ulteriori 80 vincitori lo scorso mese, a seguito delle rinunce da parte di alcuni vincitori della sede di servizio assegnata”.

“La misura – prosegue l’Anief – si rende necessaria anche per il concorso DSGA, in considerazione del vigente blocco (10%) degli idonei che saranno ammessi alla graduatoria di merito finale utile per i ruoli e dell’alto numero (più di 3 mila) di sedi di Dsga scoperte rispetto anche ai duemila posti banditi, al punto da precarizzare anche il servizio dei facenti funzione attraverso contratti a personale ata a tempo determinato secondo l’intesa firmata a settembre tra Miur e OO.SS. firmatarie di contratto. La norma riprende quanto già disposto per il personale docente con l’articolo 1, comma 604, della legge 29 dicembre 2017, n. 205, che ha eliminato in corso d’opera il precedente vincolo del 10% degli idonei previsto dalla legge 13 luglio 2015, n. 107”. Anief ricorda, infine, che “la norma non ha alcun impatto finanziario”.

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