Legge di bilancio, presentato emendamento sul jazz a ordinamento. Il coordinamento: tutto è avvenuto in sordina. Italia indietro su ammodernamento culturale

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Il Coordinamento Nazionale per il Ripristino del Jazz nei Licei Musicali -Segnaliamo che è stato depositato un emendamento fortemente voluto dall’On.Donno e a prima firma dell’On.Russo sull’inserimento ad ordinamento degli strumenti jazz nei licei musicali.

Tutto questo è avvenuto in “sordina”, nella più totale indifferenza della maggior parte della politica e delle istituzioni che a parole diffonde proclami quali “musica per tutti”, ma che nei fatti realizza solo ennesimi progetti senza chiari obiettivi nè didattici nè formativi, tantomeno educativi. E’ il caso dei progetti sul jazz pensati dal Ministero dell’Istruzione come corsi extracurriculari e pertanto non messi ad ordinamento come accade invece con i corrispettivi strumenti classici. Non c’è la volontà di rendere pari diritti a tutta la musica e tale discriminazione non lascia altre alternative al perseguimento di iter giurisdizionali.

L’articolo 1, commi 510 e 511, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, apriva finalmente la strada all’insegnamento del Jazz e dei Nuovi linguaggi nei Licei Musicali. Tale decreto attuativo, firmato ad agosto 2021 dal Ministro Bianchi, ha ridotto notevolmente questa opportunità, contraddicendo lo spirito della norma, e riducendo il tutto a un generico “ampliamento dell’offerta formativa” extracurricolare mal gestito, con risorse distribuite a pioggia, e senza una chiara indicazione né pedagogica, tantomeno didattica.

In gran parte dei casi, quindi, i “progetti” presentati dai Licei Musicali su richiesta degli USR, si sono tradotti in meri laboratori extracurricolari affidati a insegnanti interni (spesso già di ruolo) e, circostanza ancora più indicibile e svilente, non qualificati in quanto privi di un titolo di studio afferente le discipline jazzistiche o pop-rock.

Pertanto, abusando della possibilità di assegnazione dell’incarico a docenti interni, pochissimi sono stati gli esperti esterni e specializzati coinvolti dai LM nelle candidature, compromettendo, così di fatto, la qualità di tali percorsi formativi, i quali nascevano con precisi obiettivi per il discente, mirati all’acquisizione di conoscenze, competenze e abilità orientati ai nuovi linguaggi musicali. Tali obiettivi, inoltre, sono stati chiaramente richiesti nel Decreto in oggetto e puntualmente disattesi: “laboratori e percorsi finalizzati alla produzione autoriale di testi e musica, dimensioni creative e produttive collegate all’universo digitale; […] realizzazione di prodotti creativi inerenti al progetto formativo realizzato.”

Ci chiediamo come un docente non titolato nelle discipline in oggetto possa, non solo redigere l’intero “prodotto creativo” (dal momento che rientrava nei criteri di valutazione della commissione USR), ma per di più impartire corsi di formazione liceale di livello qualificante per gli studenti interessati.
Più volte, al Ministero dell’Istruzione abbiamo chiesto che uno dei requisiti fondamentali per garantire la qualità del servizio erogato, fosse insito nel criterio di reclutamento del personale e cioè, nello specifico, che l’individuazione e l’attribuzione degli incarichi di docenza fosse riservata esclusivamente ai possessori di Diploma Accademico AFAM ad indirizzo Jazzistico o Pop-rock (possibilmente “esperti esterni” ai fini di favorire anche l’occupazione professionale, evitando altresì di conferire ulteriori incarichi a chi già è docente in ruolo).
Tale richiesta avrebbe evitato l’imbarazzante situazione, che inevitabilmente si è poi venuta a creare, relativa alla circostanza per la quale molti di questi corsi attualmente sono stati affidati a docenti interni privi di competenze adeguate alla formazione di uno studente sui linguaggi del jazz e delle tecniche dell’improvvisazione.
Le nostre istanze sono rimaste inascoltate e gli obiettivi di formazione dei discenti seriamente compromessi.
Inoltre, sul fronte sindacale, queste circostanze continuano ad esercitare un principio di discriminazione professionale anche tra i possessori di Diploma AFAM ad indirizzo Jazz e/o Pop-rock, e quelli ad indirizzo “classico” senza peraltro alcuna motivazione normativa di matrice costituzionale.

Si rende necessaria, quindi:
➢ la messa a ordinamento dei corsi di strumento jazz/pop e musica d’insieme jazz e nuovi linguaggi,
➢ la creazione (razionalizzazione) di specifiche classi di concorso per ciascun strumento moderno (chitarra elettrica, basso elettrico, canto moderno, batteria, etc…);
➢ ai fini del reclutamento del personale docente: possesso del titolo d’accesso all’insegnamento di qualsiasi Diploma Accademico AFAM di II livello in discipline o strumenti afferenti la “Scuola di Jazz” (jazz e/o pop-rock).

Sappiamo già che questo emendamento non è tra i “segnalati”: l’Italia resterà nuovamente indietro anche sul fronte dell’ammodernamento culturale rispetto, ad esempio, a Francia o Germania, etc..
Ministro Bianchi e Presidente Draghi, ancora dopo 4 anni siamo qui a chiedervi di porre la dovuta attenzione europea alla formazione musicale quanto più completa possibile per i nostri studenti.

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