Legge di Bilancio – Organici maggiorati per non perdere più alunni per strada, lo chiede l’Anief

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Comunicato Anief – Nel Disegno di Legge di Bilancio 2021 l’Anief ha portato il tema degli organici del personale scolastico: “è un argomento molto importante – ha detto a Teleborsa il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico – perché garantisce il diritto all’istruzione dei nostri studenti”.

Tra i provvedimenti emendativi chiesti dal giovane sindacato alla legge di fine 2020 c’è innanzitutto (al n. 50) l’adeguamento dell’organico di fatto all’organico di diritto in assenza di ragioni sostitutive e in presenza di posti in deroga assegnati per coprire effettive esigenze. Anche andando a rivedere “i criteri per la formazione delle classi”.

“In questo periodo di emergenza Covid19 – ha ricordato il presidente Marcello Pacifico – se ne stanno rendendo conto tutti gli italiani. Per rispondere a tali esigenze bisogna in primo luogo trasformare l’organico aggiuntivo Covid non solo al 30 giugno 2021, ma anche in organico di diritto. Va poi ricordato che negli ultimi 15 anni sono stati tagliati 250 mila posti nella scuola, nonostante sostanzialmente il numero degli alunni fino all’anno scorso è rimasto uguale. E questo ci porta a rivedere i criteri del dimensionamento, d’altronde questo impegno lo abbiamo sottoscritto come Anief con la ministra Lucia Azzolina all’indomani della firma del protocollo sulla sicurezza”.

Rivedere gli organici del personale docente e Ata della scuola sulla base delle esigenze del territorio: a chiederlo è il sindacato Anief: “Ci aspettiamo – ha detto Marcello Pacifico, leader dell’Anief – che il governo si impegni a recuperare i 10 miliardi tolti alla scuola negli ultimi 15 anni: bisogna recuperarli andando a ridurre il numero di alunni per classe, aumentando dunque il rapporto alunni-docenti e personale Ata, così anche in futuro vanno migliorati i livelli di apprendimento dei nostri studenti con organici che siano legati sulla base delle effettive esigenze del territorio. Questo perché va promossa una scuola non solo più sicura, ma anche più giusta. Così da portare risultati migliori ai nostri studenti”.

COMBATTERE LA DISPERSIONE

A questo proposito, uno degli emendamenti specifici proposti dal giovane sindacato, nella fattispecie all’articolo 29 della bozza della Legge di Bilancio già approvata dal CdM, riguarda proprio la riformulazione degli organici delle scuole proprio sulla base delle esigenze del territorio. Nella richiesta di modifica motivata, il sindacato sostiene che in questo modo si potrebbe di sicuro meglio “affrontare la dispersione scolastica prevenendo la condizione di drop out e quindi fenomeni di Early School Leavers e NEET anche con piani straordinari per il Mezzogiorno”.

DIDATTICA IN BASE AL TERRITORIO

Ma “aumentare stabilmente gli organici di docenti e personale ATA” andrebbe anche fornire un “sostegno alla didattica in base alle necessità del territorio, alla dislocazione, alla rete di collegamento con le stesse istituzioni scolastiche nelle piccole isole o comunità montane, all’ubicazione in luoghi a rischio, ad alto tasso di dispersione scolastica, migratorio. È necessario – scrive ancora il sindacato – prevedere azioni integrate tra la scuola e l’extra scuola, intervenendo sia sulla condizione di svantaggio di partenza che sull’offerta educativa di qualità, mediante opportune azioni formative nella scuola, pur nel rispetto dell’autonomia scolastica”.

RIVEDERE I PARAMETRI GENERALI

Sempre in tema di organici, il sindacato in generale chiede di andare a rivedere i parametri generali per la “ridefinizione degli organici del personale”. Ma anche “per la formazione dell’organico di sostegno di cui all’articolo 15, comma 2 della legge 8 novembre 2013, n. 128, con la trasformazione dei posti in deroga attivati ai sensi dell’articolo 9, comma 15 della legge 30 luglio 2010, n. 122, per due anni scolastici consecutivi, in organico di diritto, in deroga ai contingenti autorizzati”: questo significa che, anziché per 25 mila, il governo dovrà finanziare almeno altri 50 mila insegnanti di sostegno da assumere in pianta stabile.

ANCHE PER LA CARRIERA ATA

Tra le figure professionali da incentivare figurano anche quelle del personale Ata: anche per gestire al meglio l’emergenza, bisognerà attivare “a partire dall’a. s. 2021/2022 in organico di diritto i posti relativi al profilo C professionale dei coordinatori amministrativi e tecnici e al profilo AS dei coordinatori dei collaboratori scolastici, al fine dell’indizione delle procedure per la mobilità professionale e dei passaggi verticali”. Sempre tra gli Ata, il sindacato chiede “un unità di assistente tecnico per ciascuna scuola”, andando quindi a superare i mille già previsti per supportare in particolare gli istituti primari.

PIÙ DOCENTI PER ASSICURARE MOLTO

Inoltre, con “decreto del Ministro dell’Istruzione è riprogrammata progressivamente negli anni successivi la dotazione organica del personale docente”, derogando quindi “quanto previsto dall’articolo 64, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112”. La decisione è stata maturata dal fatto che in questo modo si assicura “la presenza di più insegnanti che si alternano sulla stessa classe, oltre a garantire migliori livelli di apprendimento come testimoniano i rapporti PIRLS sulle capacità di lettura e sui processi dei bambini della scuola elementare, è indispensabile per gestire situazioni gravi come la presente e poter garantire sdoppiamento delle classi per il distanziamento sociale necessario in caso di rischio epidemiologico”. Una decisione che andrebbe di pari passo, quindi, con la “revisione dei criteri per la formazione delle classi”.

POTENZIAMENTO PURE PER INFANZIA, ATA ED EDUCATORI

Tra gli organici da aumentare, inoltre, vi è senz’altro quelli prodotti per la “costituzione dell’organico di potenziamento” della scuola dell’infanzia, ingiustamente escluso da questa integrazione, alla pari del personale Ata ed educativo. In barba ai “rilievi mossi dalla Corte di Giustizia europea (sentenza del 26 novembre 2014 sulle cause riunite C-22/13, da C-61/13 a C-63/13 ee C-418/13)”, per la quale “è necessario procedere alla stabilizzazione anche dei precari di questi settori della scuola su tutti i posti vacanti e disponibili nella scuola dell’Infanzia (oltre 8mila), per il personale Ata (oltre 20mila) e per il personale educativo (oltre 500)”.

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