Aumenti stipendiali, Valditara convoca i sindacati: incrementi già stanziati e gli arretrati potrebbero arrivare subito. Novità in vista?

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Le risorse a disposizione sono poche e saranno tutte, o quasi, concentrate sul dossier più caldo, il caro energia. Si tratta della sintesi del discorso che il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tenuto oggi davanti ai gruppi parlamentari di Fdi riuniti in assemblea a Montecitorio. Confermando dunque che la manovra, in tutti i sensi, sarà limitata, con la scuola che dovrà, ancora una volta attendere con ogni probabilità.

“Stiamo lavorando sulla legge di bilancio, su questo devo essere chiara: la situazione è quella che è, bisogna ragionare per priorità, noi abbiamo deciso che la priorità è coprire la questione energetica, le bollette. Quindi le risorse le metteremo tutte lì”, ha spiegato Meloni secondo quanto ricostruito dall’Adnkronos.

Meloni parlando ai suoi, ha rimarcato: “significa rinviare alcune delle nostre storiche rivendicazioni“, da riprendere “quando liberemo altre risorse, perché su questo sono ottimista, potremmo trovarci tra qualche mese a fare una variazione di bilancio che ci consente di spostare risorse“. Oggi però “bisogna lavorare a saldi invariati“, ha proseguito la presidente del Consiglio, il che “vuol dire” che ogni voce di spesa deve “trovare delle compensazioni“.

Rinnovo contratto scuola e aumenti di stipendio: sembra probabile il piano Valditara

A giudicare dallo scenario tratteggiato dalla premier, il piano per il rinnovo contrattuale pensato da Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito, appare a questo punto sempre più probabile.

La proposta sarebbe, come abbiamo riportato, di firmare subito l’ipotesi di contratto, così come previsto fino ad oggi, per garantire immediatamente quei soldi in più in busta paga e gli arretrati ma apporre una nota sul contratto, ovvero entro il 2023 rimpinguare i fondi con nuove risorse aggiuntive.

Secondo il nuovo Ministro,  quella della sequenza contrattuale se si dovesse attendere lo stanziamento delle risorse aggiuntive in manovra, si dovrebbe modificare l’atto di indirizzo e far partire una trafila burocratica piuttosto lunga. Se si optasse per la sequenza contrattuale, almeno gli incrementi già stanziati e gli arretrati potrebbero arrivare subito, e attendere l’iter solo per le nuove eventuali risorse aggiuntive.

Proposta che molto probabilmente sarà al centro dell’incontro urgente fra Valditara e le organizzazioni sindacali previsto per oggi, giovedì 10 novembre alle ore 12, come riferisce il sindacato Anief.

Ancora resta però da capire cosa ne sarà del piccolo tesoretto di oltre 300 milioni provenienti dal salario accessorio, quello destinato alla valorizzazione degli insegnanti.

Valditara non vorrebbe toccare quei fondi ma puntare a risorse nuove in legge di bilancio: “Nella legge di Bilancio ci sarà grande attenzione alla scuola, senza dover toccare il fondo per la valorizzazione professionale”, ha detto il Ministro al Corriere della Sera.

Invece, per i sindacati quei soldi devono trovare la strada del contratto, per aggiungersi a quell’aumento medio di 100/120 euro lordo già preventivato.

Legge di bilancio da approvare in tempi record

Per quanto riguarda la manovra, il premier Meloni ha aggiunto: “Vi prego di fidarvi dei vostri capigruppo, di non andare in ordine sparso, di capire quando vi viene detto di no“, ha rimarcato nel corso dell’assemblea congiunta la premier e leader di Fratelli d’Italia, secondo quanto ricostruito dall’Adnkronos.

Abbiamo pochissimo tempo, siamo fuori tempo per la presentazione della legge di bilancio, siamo giustificati perché ci sono state le elezioni. La stiamo scrivendo in dieci giorni, una cosa che non si è mai vista“, ammette Meloni, spiegando che “il Parlamento si troverà ad approvarla con tempi ristretti. Costringeremo il Parlamento a dei tempi che non sono proprio ordinari, ma siamo arrivati due settimane fa“. Da Meloni arriva una frecciata nei confronti del precedente esecutivo guidato da Mario Draghi: “L’anno scorso, quando c’era un governo da febbraio, la legge di bilancio arrivava in Parlamento il 20 novembre e nessuno ha detto niente. Erano in maggioranza quelli che oggi ci fanno la morale…“.

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