Legge di Bilancio: la scuola, l’ultima della classe. Lettera

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Inviata da Provvidenza Greco – Ci risiamo! Ancora una volta le legittime aspettative del mondo della scuola sono state disattese! Il castello di carta, fatto di lusinghiere proposte di emendamento e costruito dalle varie forze politiche (timorose forse di perdere consenso elettorale), è crollato miseramente sotto i colpi di scure, inferti da un governo incurante delle prerogative parlamentari e desideroso soltanto di “blindare” la manovra.

Cosi, quattordicimila ATA, assunti con l’organico Covid, non vedranno il rinnovo dei contratti, i docenti gioiranno degli ottantasette euro lordi di aumento stipendiale e dei quindici euro per la “dedizione” all’insegnamento (peccato che qualcuno ne ha perso cento con lo sciopero!), il vincolo triennale di mobilità terrà ben “distanziate” le famiglie, chi ha superato l’anno di prova “con riserva” continuerà a stare “nel limbo”, chi sperava per il prossimo anno di essere assunto da GPS, in quanto specializzato sul sostegno, ha visto sfumare le sue speranze, gli “ingabbiati” resteranno tali, per non parlare delle diverse centinaia di migliaia di precari, discriminati e sfruttati, sempre nell’attesa di un qualche concorso o percorso abilitante che ponga fine alla loro drammatica situazione.

L’anno vecchio si è chiuso male, ma “l’anno che verrà porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando”: torneremo a scuola in classi sovraffollate e con le finestre aperte, ma, se sarà necessario, faremo la DAD ( naturalmente senza alcun riconoscimento economico o sociale), ci spenderemo generosamente per far raggiungere a tutti gli alunni i traguardi formativi richiestici dall’Europa e, soprattutto, creeremo una scuola “più affettuosa”, dimentichi dei tanti colleghi sospesi e senza stipendio!

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