Legge di Bilancio, Giorgetti: lunedì testo in Parlamento. Cosa è previsto per la scuola [scarica nuova BOZZA]

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Dove è finito il testo della Legge di Bilancio? Approvato nella tarda serata di lunedì 21 novembre, il disegno di legge è ancora una bozza.

Weekend decisivo per la chiusura del testo

Rimbalza da un ufficio all’altro, tra la Presidenza del Consiglio e il Ministero dell’Economia con i tecnici della Ragioneria dello Stato impegnati a far quadrare i conti. Sale a 156 articoli l’ultima bozza (sarebbe per il 95% quella definitiva), definite meglio alcune norme che nella prima bozza erano solo citate, come il mese in più di congedo per le mamme, l’assegno unico rafforzato, Opzione Donna.

Il Ministero dell’Economia, però, in una nota  chiarisce “di non aver diffuso alcun testo agli organi di stampa e che le cosiddette bozze che circolano a vario titolo rischiano di non corrispondere alla realtà dei fatti. Il Mef conferma, al momento, i contenuti già approvati nel Consiglio dei Ministri di lunedì scorso e rinvia ogni valutazione al testo definitivo che sarà presentato entro lunedì in Parlamento”.

La manovra assegna due terzi delle risorse (21 miliardi) alle misure contro il caro energia, i restanti 15 miliardi per finanziare la pace fiscale, la conferma del taglio del cuneo sul lavoro di 2 punti, la flat tax estesa ai ricavi fino a 85mila euro o quota 103 per l’anticipo pensionistico, solo per citare alcune norme, andranno reperiti con tagli equivalenti. Le risorse arriverebbero dai tagli al reddito di cittadinanza (quasi 800 milioni), la tassa sugli extra profitti, tra le voci principali.

Come già scritto, dovrebbe cambiare Opzione Donna, la misura pensionistica per l’uscita anticipata. Non più legata ai figli, ma una proroga dello schema attuale. Il rischio, infatti, è che la norma fosse giudicata “incostituzionale”. Il Ministero del Lavoro ha fatto pervenire sul tavolo della premier Giorgia Meloni una nuova versione: donne in pensione anticipata a 58 anni (59 se autonome) e 35 di contributi, con ricalcolo tutto contributivo dell’assegno.

La caccia alle risorse, però, continua: il quadro resta aperto, non tutte le misure hanno le coperture economiche adeguate. Servono almeno 9 miliardi. Il lavoro continuerà nel fine settimana, ma ancora il testo definitivo non è stato trasmesso al Parlamento. Secondo le ultime indiscrezioni, il documento definitivo del governo dovrebbe arrivare domenica sera, poi i tempi tecnici per la trasmissione del testo bollinato dalla Ragioneria dello Stato alla Camera, dove potrebbe arrivare tra martedì e mercoledì. A un mese esatto dal termine ultimo per evitare l’esercizio provvisorio (il 31 dicembre).

L’esercizio provvisorio

Aleggia proprio lo spettro dell’esercizio provvisorio, uno scenario che si vuole evitare visto le ripercussioni drammatiche che potrebbe avere sui conti pubblici già gravati da un enorme debito.

Tutto il calendario sarà compresso: audizioni in un paio di giorni, emendamenti da presentare prima dell’Immacolata, via libera della Commissione Bilancio tra il 19 e il 20 dicembre per l’approvazione a Montecitorio il 23 dicembre, poi un passaggio blindato al Senato per arrivare al via libera definitivo a ridosso del 31 dicembre.

L’anno scorso il governo Draghi approvò la manovra il 28 ottobre in Consiglio dei Ministri e fu presentata al Senato l’11 novembre. Il testo fu poi approvato dal Senato, con modifiche, il 24 dicembre e “ratificato” dalla Camera il 30 dicembre.

L’esercizio provvisorio del bilancio è una misura straordinaria prevista dalla Costituzione. L’articolo 81 prevede due condizioni: primo, che la misura sia autorizzata formalmente da una legge; in secondo luogo l’esercizio provvisorio può durare al massimo quattro mesi (la proroga può avvenire solo all’interno di questo intervallo di tempo).

Durante l’esercizio provvisorio la spesa pubblica è permessa “per dodicesimi“: in ogni mese, cioè, è utilizzabile un dodicesimo delle poste previste nei capitoli di progetto di bilancio. Eccezione prevista per le uscite obbligatorie, come quelle per gli stipendi al personale statale.

L’ultima volta che è stato approvato l’esercizio provvisorio è stato nel 1988 con il governo Goria (per tre mesi).

BOZZA LEGGE DI BILANCIO [scarica PDF]

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