Legge di Bilancio, i 65 emendamenti Anief: stipendi, concorsi, Ata, ricostruzioni di carriera

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Comunicato Anief – Migliorare il Disegno di Legge di Bilancio 2021: è quello che intende realizzare l’Anief attraverso la presentazione – alla V Commissione della Camera – di oltre 50 emendamenti specifici per il settore dell’Istruzione messo a dura prova dal Covid19 e con il paese che si appresta ad affrontare il 2021 con un deficit di quasi 200 miliardi.

Il presidente Pacifico illustra le novità in un webinar aperto a tutto il personale docente venerdì 27 alle ore 17. Per registrarsi vai al seguente link. A dicembre se ne riparlerà nei seminari di legislazione scolastica di formazione del personale in ogni provincia.

Le richieste di modifica del sindacato autonomo si occupano di molti dei titoli affrontati nel provvedimento legislativo: dalla riduzione della pressione fiscale e contributiva alla crescita e investimenti, dal sud e coesione territoriale a lavoro, famiglia, politiche sociali, dalla scuola, università e ricerca alla pubblica amministrazione e lavoro pubblico.

Le modifiche puntano soprattutto a dare impulso agli organici, alla lotta al precariato, agli stipendi, a dei concorsi finalmente giusti ed utili ad assumere su un numero record di posti vacanti, ad una mobilità più equa, ad un trattamento corretto del personale Ata, con il caso clamoroso dei Dsga, alla stabilizzazione degli insegnanti di religione che attendono ormai da oltre 15 anni, a delle ricostruzioni di carriera che continuano a non considerare in toto gli anni di precariato.

“Riteniamo – ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief presentando l’alto numero di emendamenti alla stampa – che questo sia il momento opportuno per rilanciare in fretta la scuola e il settore tutto della Conoscenza. Una operazione indispensabile per la crescita dei cittadini e dall’economia del paese, la cui importanza si è ben palesata in questa fase di emergenza sanitaria. Le nostre richieste intendono tutelare tutte le parti in causa, ad iniziare dai lavoratori che rappresentiamo ai quali si continuano ad assegnare tra gli stipendi più bassi in Europa sebbene proprio durante la pandemia abbiano dimostrato un altissimo attaccamento alla professione e ai loro studenti. L’incremento dello stipendio per il personale di 100 euro, quindi, va considerato solo un inizio, visto che lascerebbe comunque le buste page ben sette punti sotto il costo della vita. Senza dimenticare il rischio biologico mai riconosciuto. E poi c’è sempre da sperare che venga rifinanziata la perequazione che non riduce gli stipendi più bassi. Tra le proposte presentate non abbiamo di certo dimenticato il rilancio di settori altrettanto strategici, come l’Università, la Ricerca e l’Alta formazione”.

Rilanciare la scuola valorizzando chi vi opera: è l’intenzione espressa dal sindacato autonomo Anief andando a modificare la Legge di Bilancio 2021. Anief ha fatto presentare tanti emendamenti che riguardano il personale scolastico, a partire da quello precario che ha svolto 36 mesi di supplenze anche non continuative all’interno della scuola con qualsiasi ruolo: quindi come personale docente, educativo, insegnanti di religione. Tutti lavoratori che vanno assunti così come avviene già nel privato. Come vanno lasciati in ruolo i precari già assunti a tempo indeterminato con riserva o chi ha avuto la rescissione del contratto perché c’è stata una sentenza negativa, quando però in realtà aveva già superato proprio l’anno di prova.

Preso atto del fallimento del reclutamento adottato negli ultimi, con 250 mila supplenze annuali sottoscritte quest’anno e oltre la metà delle immissioni in ruolo saltate, l’Anief ha rilanciato delle istanze che in passato il Parlamento ha già adottato, come “la riapertura delle GaE”, autorizzata nel 2008 e nel 2012, “e l’avvio di corsi abilitanti aperti a tutto il personale che ha maturato 36 mesi di servizio. Questo è molto importante perché il doppio canale di reclutamento” va necessariamente avviato: “ce lo dice la Cassazione, la Corte Costituzionale italiana e l’Europa. Tra l’altro l’Anief su questo punto ha presentato all’UE dei reclami collettivi e a gennaio si avrà la risposta.

“Tra i vari interventi che stiamo realizzando – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – c’è anche quello che guarda all’Europa, per far riconoscere il rischio biologico per il personale della scuola perché è quello più a rischio burnout in tutta le Pubblica amministrazione: per tale motivo chiediamo anche un’indennità per il personale scolastico. Riteniamo che questo sia il momento in cui la politica valorizzi di più il lavoro che si sta facendo sia in presenza che a distanza per garantire sempre il diritto all’istruzione”, ha concluso.

Gli emendamenti

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