Legge di Bilancio, dalle pensioni quota 100 ai fondi per la scuola

di redazione
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Pensioni quota 100 resta il provvedimento delle legge di Bilancio più atteso dagli italiani. Alleggerite rispetto alle promesse elettorali le formule che introducono il reddito di cittadinanza e la flat tax, pensioni quota 100 diventa il provvedimento su cui i cittadini puntano maggiormente. 

Non a caso è anche il punto su cui sono emersi i maggiori dettagli.

Nel dettaglio

Sulle pensioni quota 100 è ormai accertato che resta fisso il paletto dei 38 anni di contributi. La quota 100 è dunque riservata solo a chi in possesso di questo requisito compirà (o avrà già compiuto) 62 anni di età nel 2019. Gli altri pensionandi che non possono ancora vantare i 38 anni di contributi andranno incontro a una quota 101, 102, eccetera fino a che non raggiungeranno i 67 anni di età, condizione che consente l’accesso alla pensione anche a prescindere (a quel punto) dagli anni di versamento contributivo come previsto dalla legge Fornero. Va tuttavia precisato ulteriormente che, trattandosi del sistema contributivo, a prescindere dalla quota 100 (o 101, 102, eccetera) l’importo dell’assegno che si andrà a percepire sarà sempre relativo e proporzionato al calcolo dei soldi versati all’Inps durante gli anni di lavoro. Si proroga poi ‘Opzione Donna’ che permette alle lavoratrici di uscire con 35 anni di contributi (a 58 anni se dipendenti, 59 se autonome). Sempre in tema di pensioni, si procederà al ridimensionamento di quelle definite d’oro, cioè sopra i 4.500 euro mensili: l’importo sarà rimodulato per rendere gli assegni più equi in considerazione dei contributi versati.

Reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza è da anni il cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle. Nei mesi di preparazione degli strumenti legislativi per la manovra finanziaria, la notizia che circolava puntava a precisare che tale provvedimento avrebbe riguardato i cittadini con determinate caratteristiche di reddito (molto basso) e in possesso della cittadinanza italiana. Sarà destinato a chi è disoccupato o inoccupato e ai pensionati, a patto che si risieda in Italia da almeno cinque anni, come risulta nel Draft budgetary plan inviato a Bruxelles, dove invece non risulta il vincolo della cittadinanza. Questa misura è legata a un’altra prevista nella legge di Bilancio, cioè la riforma dei centri per l’impiego che dovrebbe contribuire a dare carattere espansivo a un provvedimento che altrimenti assumerebbe un aspetto assistenzialistico. Come spiega il Governo nel comunicato stampa,  “Si introdurrà una misura universalistica di sostegno al reddito, con la previsione che nessun cittadino abbia un reddito mensile inferiore ai 780 euro, che crescono in base al numero dei componenti della famiglia”.

Flat Tax e Ires

La riduzione delle tasse è stata fortemente ridotta rispetto a quanto illustrato nella campagna elettorale. D’altra parte era stato sempre annunciato che il cambiamento annunciato dal Governo giallo-verde sarebbe stato graduale. L’aliquota al 15% sarà applicata solo ad alcune partite Iva fino a 65.000 euro. Anche l’Ires sugli utili reinvestiti per ricerca e sviluppo, macchinari e per garantire assunzioni stabili, incentivando gli investimenti e l’occupazione stabilesarà ridotta dal 24 per cento al 15 per cento. Sempre in tema di flat tax, ci sarà un’aliquota al 21 per cento sui nuovi contratti di affitto, compresi quelli commerciali, anche sui nuovi contratti di affitto degli immobili commerciali, come i capannoni. Si prevede anche l’introduzione di incentivi fiscali per le imprese che riducono l’inquinamento, usando tecniche di produzione con minori emissioni.

Altre misure in Leggi di Bilancio

Come riportato nel comunicato stampa diramato dal Governo al termine del Consiglio dei Ministri, le altre misure sono:

  1. Risarcimento per le vittime delle crisi bancarie – Si stanzia un fondo da 1,5 miliardi per risarcire tutte le vittime delle crisi bancarie. Il fondo è così ampliato di 14 volte rispetto a prima.
  2. Rilancio degli investimenti pubblici – Si stanziano 15 miliardi aggiuntivi nei prossimi 3 anni per rilanciare gli investimenti pubblici, soprattutto nell’ambito infrastrutturale, dell’adeguamento antisismico, dell’efficientamento energetico, dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie. Si crea inoltre una task force per valutare, monitorare e attivare rapidamente i progetti d’investimento.
  3. Piano di assunzioni straordinario – Si stanziano 500 milioni per un grande piano di assunzioni per poliziotti, magistrati e personale amministrativo, in modo da assicurare ai cittadini maggiore sicurezza, processi civili e penali più rapidi e una Pubblica Amministrazione più efficiente.
  4. Task force per la qualità della spesa pubblica – Si crea una task force per la revisione di tutta la spesa pubblica. Il team analizzerà nel dettaglio ogni singola voce di spesa nel bilancio dello Stato per intervenire sugli sprechi ed efficientare la spesa, intervenendo, tra l’altro, su auto blu, voli di Stato e scorte.
  5. Editoria, stop al finanziamento pubblico – Si prevede l’azzeramento graduale del fondo pubblico per l’editoria.
  6. Riduzione delle spese militari – Si prevede una riduzione delle spese militari pari ai fondi necessari per la riforma dei Centri per l’impiego.
  7. Liste d’attesa sanitarie – Si interviene per ridurre drasticamente le liste d’attesa con lo stanziamento, tra l’altro, di un fondo da 50 milioni per le regioni per gli interventi di abbattimento delle liste d’attesa. Inoltre, con l’istituzione del Centro Unico di Prenotazione (CUP) digitale nazionale, si potrà monitorare quando effettivamente sono stati presi gli appuntamenti, in modo da evitare possibili episodi fraudolenti di indebito avanzamento nelle liste d’attesa.
  8. Più soldi per scuola e istituti tecnici e professionali – Si stanziano i fondi necessari a una profonda riforma della formazione tecnica e professionale, in modo da tornare a formare professionisti e tecnici sempre più richiesti nel settore dell’industria e della moda.
  9. Sgravi per chi assume manager innovativi – Si investe sull’innovazione tecnologica, con incentivi fiscali importanti per tutte le imprese che assumeranno un manager dell’innovazione altamente qualificato.
  10. Italia.it – Più fondi per rilanciare Italia.it e trasformarlo in sito per la promozione del made in Italy.
  11. Potenziamento del fondo per il microcredito alle imprese – Si raddoppia il fondo per le micro e piccole imprese.
  12. Taglio agli sprechi – Si recuperano fino a 2 miliardi di euro grazie alla riorganizzazione della spesa, prevedendo l’obbligo per le amministrazioni pubbliche di acquistare beni e servizi tramite Consip.
  13. Fondi per la salute – Si stanziano 284 milioni per i rinnovi contrattuali di tutto il personale del Servizio sanitario nazionale e altri 505 milioni saranno attribuiti alle regioni per le spese farmaceutiche.
  14. Abolizione del numero chiuso nelle Facoltà di Medicina – Si abolisce il numero chiuso nelle Facoltà di Medicina, permettendo così a tutti di poter accedere agli studi.
  15. Gestioni commissariali della Sanità – Si reintroduce l’incompatibilità tra la carica di commissario alla Sanità e ogni incarico istituzionale presso la regione soggetta a commissariamento.
  16. Si prevede l’incremento del Fondo per il servizio civile.
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