Legge di bilancio, Cisl: “Lo sciopero è sbagliato. Serve dialogo”

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Il sindacato Cisl, che non parteciperà allo sciopero generale del 16 dicembre, spiega le motivazioni alla base della scelta che ha portato Sbarra e colleghi a staccarsi da Cgil e Uil.

La Cisl sottolinea “i rilevanti passi avanti fatti nell’ultimo mese sui contenuti della legge di bilancio, che garantiscono avanzamenti su riduzione delle tasse ai lavoratori e pensionati, risorse per gli ammortizzatori sociali e contratti di espansione, maggiori stanziamenti per la sanità, importanti risorse per la non autosufficienza, pubblico impiego, assegno unico per i figli, uniti all’ impegno forte assunto dal Governo di aprire al più presto, un confronto con il sindacato sulle rigidità della Legge Fornero e di accelerare la riforma fiscale“.

La scelta della Cisl di proseguire il confronto con il Governo e continuare ad esercitare una pressione responsabile sul Parlamento, “è anche un atto di coerenza, sia rispetto alla piattaforma presentata, a cui l’attuale testo della manovra dà già alcune significative risposte, sia rispetto alla posizione assunta, allora unitariamente, nella analoga condivisione della manovra di riduzione del cuneo ottenuta nel 2020 col precedente Governo, che non riservava ai redditi bassi sgravi superiori a quelli oggi ottenuti, ma interessava una platea di beneficiari inferiore al 50% di quella oggi considerata. La manovra attuale per i lavoratori e i pensionati è molto diversa e migliore di quella di un mese fa, merito di una mobilitazione sindacale intransigente, responsabile e costruttiva, che ha puntato a riallacciare i fili dell’interlocuzione senza conflitti sterili. I risultati sono arrivati sulla via del dialogo e del confronto e su questa traiettoria, la Cisl intende proseguire, in una fase decisiva per il futuro del nostro Paese, rinsaldando il dialogo sociale per ottenere nuovi avanzamenti, continuando ad esercitare pressione sul Parlamento per migliorare ulteriormente la Manovra e la politica di sviluppo su lavoro e pensioni, politiche industriali e scuola, sostegno al reddito e caro-bollette, per assicurare nuove e maggiori opportunità ai nostri giovani“.

La Cisl intende anche “valorizzare al massimo il tavolo sulla previdenza che il Governo si è impegnato ad aprire entro dicembre e dal quale ci auguriamo che nessuno voglia sottrarsi, per un confronto finalizzato a rimuovere le rigidità e le distorsioni della Legge Fornero dando maggiori flessibilità e agibilità al sistema pensionistico italiano”.

Per arrivare a traguardi concreti e duraturi non serve incendiare lo scontro in modo generalizzato. – conclude il sindacato – Rischieremmo di incrinare ancor più i legami e i rapporti sociali e industriali, già messi a dura prova da questi interminabili mesi di pandemia e di trasformare i luoghi di lavoro in campi di battaglia ideologica. Quello che serve oggi è l’esatto opposto: dialogo, coesione, responsabilità e partecipazione sociale

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