Legge di Stabilità, CISL: aumento organico assunzioni sarà poco o nulla, mancano potenziamento Infanzia e docenti sostegno

di redazione
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CISL – Siamo nel mese di novembre e l’attività scolastica è ancora ben lontana da quella che dovrebbe essere la sua normalità.

Non ci consola il fatto di avere ampiamente previsto, e talvolta addirittura descritto minuziosamente, molte delle difficoltà con cui si stanno ancora facendo i conti.
Ci preoccupa invece, e non poco, non vedere quel cambio di passo che il Governo pareva voler compiere annunciando per la scuola un piano strutturale attraverso nuovi investimenti da inserire nella legge di bilancio: quel che c’è, risulta al momento molto lontano rispetto alle attese e alle nostre richieste. Al premier Renzi, ancora una volta tornato ad ammettere che sulla scuola il suo Governo ha commesso errori, chiediamo che non si fermi a questa ammissione, ma che si attivi subito per correggere ciò che è stato fatto in modo sbagliato.
Da parte nostra, siamo in grado in ogni momento di dirgli dove e come intervenire, a partire dall’esigenza che le scuole hanno di poter disporre di risorse certe e stabili. Non ci stanchiamo di ripeterlo: un ordinato avvio di anno scolastico presuppone una programmazione certa delle attività, possibile solo se vi è garanzia di poter contare su organici adeguati e consolidati nella loro consistenza, da rapportare al fabbisogno formativo del territorio e delle famiglie.
In questo senso avevamo apprezzato la proposta, formulata dalla stessa ministra Giannini in sede di elaborazione della legge di bilancio, di una stabilizzazione in diritto dei posti dell’organico di fatto. Pare invece che si faccia poco o nulla: anche i posti di sostegno, fondamentali per garantire il diritto allo studio di tutti gli alunni con disabilità, non rientrerebbero tra le misure che il Governo ha presentato al Parlamento. Altrettanto grave che si continui a negare alla scuola dell’infanzia una quota di organico potenziato, una discriminazione priva di senso che non si può in alcun modo accettare. Addirittura sconcertante vedere ancora una volta escluso dalle priorità un piano straordinario di assunzioni per il personale ATA, da tempo trascurato sul piano legislativo mentre l’Amministrazione continua ad appesantirne i carichi di lavoro.
Anche se i temi su cui si apriranno specifici tavoli di confronto sono altri, non c’è dubbio che una legge di bilancio deludente rispetto alle attese che la stessa ministra Giannini aveva suscitato nell’incontro del 4 ottobre scorso tornerebbe a rendere pesante un clima che pareva essersi un po’ rasserenato.
Di tutti gli annunci e impegni disattesi chiederemo conto alla ministra nell’incontro del 2 novembre, ribadendo anche la necessità di una forte pressione sul Parlamento perché trovino il giusto ascolto le ragioni della scuola, immersa in un mare di difficoltà che rischiano di compromettere l’efficacia della sua azione.
Tra gli argomenti all’ordine del giorno dei diversi tavoli di confronto ci sarà la mobilità, tema caldissimo per le tante criticità che questo anno si sono prodotte a causa dei meccanismi con cui si è gestito il piano di assunzioni della legge 107. Abbiamo già dato la disponibilità ad anticipare i tempi della contrattazione per consentire lo svolgimento delle operazioni entro giugno, quindi con ampio margine per un regolare avvio dell’anno scolastico. Ma saremo anche determinati nel rivendicare la correzione delle tante irregolarità riscontrate quest’anno: non si può chiedere, a chi è stato ingiustamente penalizzato, di farsene una ragione. Il corto circuito prodotto quest’anno, esperienza unica negli ultimi dieci anni, non può e non deve ripetersi.
La gestione dei tempi e la definizione delle diverse fasi della mobilità, compresa l’assegnazione dei docenti alle scuole e le assegnazioni provvisorie, devono essere considerate non variabili indipendenti l’una dall’altra ma procedure chiare, coerenti e governabili in tempi distesi tanto dalle scuole quanto dagli uffici periferici.
Quanto al tavolo sul nuovo contratto, grava sul confronto l’assoluta insufficienza delle risorse previste dalla legge di bilancio. Sono necessari ulteriori interventi, anche sul piano normativo, perchè i percorsi di un rinnovo contrattuale che un milione di lavoratori attende da più di 7 anni possano rivelarsi agibili in modo proficuo.
Solo se la fase di dialogo per la quale ci stiamo impegnando troverà riscontro in atti e misure concrete e tangibili la scuola potrà sentirsi nuovamente al centro delle priorità del Paese e dell’agenda di questo Governo.
Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola

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