Legge di Bilancio 2023, per la Commissione Cultura va bene così. Per Anief è un’occasione mancata: senza interventi si mettono a rischio la funzionalità del sistema e i fondi del PNRR

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Nessun rilievo: secondo la VII Commissione della Camera dei Deputati, il disegno di legge della Legge di Bilancio 2023 va bene così come è stato approvato dal Governo, almeno per quanto riguarda l’Istruzione.

Tanto da negare le canoniche audizioni dei rappresentanti del mondo della Scuola, dell’Università, della Ricerca e dell’Afam su temi rilevanti come il dimensionamento, introdotto con un colpo a sorpresa dell’Esecutivo Meloni per risparmiare sulla scuola tagliando nel corso degli anni centinaia di posti da preside e Dsga.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “la decisione della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione di esprimere parere favorevole al disegno di legge di Bilancio senza alcune osservazioni per il comparto Istruzione e ricerca è un’occasione mancata per segnalare al Governo le urgenze che sono tante e i rischi a cui ora si andrà incontro per la funzionalità del sistema scolastico, persino per i fondi del PNRR e sulla loro progettazione, organizzazione, attuazione. Lo abbiamo detto, martedì scorso, anche all’Ufficio di Gabinetto del ministero dell’Istruzione e del Merito”.

Anief ricorda di avere presentato 40 emendamenti al ddl sulla Legge di Bilancio 2023: tra questi ricordiamo il reclutamento dei precari, l’organico aggiuntivo Pnrr, la mobilità del personale bloccata da vincoli e quote, gli organici di sostegno precarizzati, i nodi sui titoli esteri, l’allargamento delle graduatorie di merito e del concorso straordinario bis, la valorizzazione dei Dsga e degli Ata, anche con buoni pasto e carta per la formazione annuale, il riscatto dei contributi gratuiti, la formazione, l’indennità di vacanza contrattuale, i lavori gravosi, la definizione in contrattazione del merito, l’insegnamento dell’educazione fisica.

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