Legge di Bilancio 2023, Istruzione ancora all’angolo: solo modifiche per materie STEM, riorganizzazione rete scolastica, orientamento e poco altro. Anief: bisognava fare di necessità virtù

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La Legge di Bilancio 2023 doveva essere ben diversa da quella che è stata approvata a fine 2023 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre scorso.

Lo denuncia il sindacato Anief evidenziando che il Governo con la Manovra, per due terzi dedicata a coprire il caro-energia, ha mancato l’importante appuntamento legislativo lasciando ancora una volta all’angolo l’Istruzione nazionale ed ora deve assolutamente riparare inserendo le disposizioni più importanti all’interno del decreto Milleproroghe. Oltre al danno, tra l’altro, abbiamo assistito anche alla beffa, rappresentata dall’ennesima spending review applicata all’Istruzione, con centinaia di istituti accorpati e posti da dirigente scolastico e Dsga che svaniranno nel nulla

 

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “l’indifferenza del nuovo Governo rispetto alle esigenze della scuola sta mettendo in serio dubbio la funzionalità del sistema scolastico, a partire dall’organizzazione e attuazione dei progetti del PNRR finanziati dall’Unione europea. Anief lo ha fatto presente a chiare lettere ai parlamentari, come all’Ufficio di Gabinetto del ministero dell’Istruzione e del Merito. Come Anief abbiamo presentato 40 emendamenti al ddl sulla Legge di Bilancio 2023, su svariati punti, ma sono stati ignorati, pur avendo al nostro fianco tantissimi parlamentari di maggioranza e opposizione”.

 

Pacifico sostiene che “il Governo Meloni doveva assolutamente fare di necessità virtù, trasformando la denatalità in un aspetto positivo per le nostre scuole e per chi vi opera ogni giorno: dovevamo utilizzare i finanziamenti del Pnrr per ridurre il numero di alunni per classe, invece di continuare l’operazione di riduzione di spesa per l’Istruzione pubblica iniziata nel 2008 con la Legge 133, voluta dagli allora ministri Tremonti e Gelmini, che nel tempo ha portato via oltre 3mila istituti autonomi, con tutte le conseguenze negative che conosciamo, a partire dalla netta flessione di competenze dei nostri alunni e studenti. Come non sono state cancellate le norme che bloccano i trasferimenti del personale, la loro uscita alle soglie dei 70 anni, il reclutamento macchinoso, la supplentite eterna e l’accumulo di precari, gli organici ridotti all’osso. Noi comunque – conclude il leader dell’Anief – non ci rassegniamo e riproporremo tutto in ogni occasione utile”.

 

LE RICHIESTE ANIEF

I temi degli emendamenti fatti presentare da Anief sulla Manovra 2023 vanno dai precari all’organico aggiuntivo Pnrr, dalla mobilità del personale bloccata da vincoli e quote agli organici di sostegno precarizzati, dai nodi sui titoli esteri all’allargamento delle graduatorie di merito e del concorso straordinario bis, dalla valorizzazione dei Dsga e degli Ata, anche con buoni pasto e carta per la formazione annuale, al riscatto dei contributi gratuiti, dalla formazione all’indennità di vacanza contrattuale non assegnata, dai lavori gravosi alla definizione in contrattazione del merito fino all’insegnamento dell’educazione fisica da allargare a tutte le classi della primaria.

 

Le 40 le proposte di modifica elaborate dall’Ufficio legislativo Anief, illustrate anche al ministero dell’Istruzione e del Merito:

Superamento del divieto di Comando, Distacco e Utilizzo presso altra amministrazione del personale scolastico

Quota 96 per il personale dei comparti Istruzione e Ricerca

Quota 98 per il personale dei comparti Istruzione e Ricerca

Quota 100 per il personale dei comparti Istruzione e Ricerca

Riscatto gratuito anni di formazione

Normativa precedente al calcolo contributivo per il personale di Istruzione e Ricerca

Equiparazione del personale scolastico alle forze armate per trattamento pensionistico

Interruzione e recupero del Trattamento di fine rapporto dei dipendenti pubblici TFR

Incentivi al trattenimento in servizio dei lavoratori

Carattere gravoso personale docente di ogni grado per la pensione

Opzione donna

Contenzioso per il personale dirigente e docente scolastico

Tutela istruzione

Indennità di vacanza contrattuale

Organici di sostegno

Fondo periferie inclusive

Agevolazioni per l’acquisto di alimentari di prima necessità

Organizzazione della rete scolastica sedi normo-dimensionate

Mantenimento sedi normo dimensionate

Fondo contrattazione

Definizione in contrattazione delle misure sul merito del personale docente

Organico aggiuntivo PNRR

Valorizzazione ATA e DSGA

Valorizzazione DSGA/1

Valorizzazione DSGA/2

Buoni pasto e carta docenti personale ATA

Attivazione posti in organico profilo C personale ATA, corso di formazione mobilità professionale graduatorie e indizione nuove procedure

Assegnazione assistenti tecnici rete scolastica

Mobilità personale scolastico

Mobilità dirigenti scolastici

Fase transitoria reclutamento personale docente precario

Validità delle graduatorie di merito dei concorsi ordinari

Integrazione graduatorie concorso straordinario bis

Validità del titolo estero nella stipula dei contratti

Estensione card docenti a personale a tempo determinato amministrativo ed educativo

Revisione organici

Insegnamento motoria alla primaria

Misure in materia di AFAM

Assunzione ricercatori

Risorse per enti di Ricerca non vigilati

 

TUTTE LE NOVITÀ APPROVATE CON LA LEGGE DI BILANCIO 2023 (Fonte Orizzonte Scuola)

Materie STEM – Al fine di favorire nel sistema integrato di educazione e di istruzione, il Ministero promuove specifiche iniziative di integrazione di attività, metodologie e contenuti, volti a sviluppare e rafforzare le competenze STEM, digitali e di innovazione.

Valorizzazione personale scolastico –  Il Ministero istituisce fondo finalizzato alla valorizzazione del personale scolastico. In particolare, con tale fondo si intendono sostenere azioni di orientamento, di inclusione e di contrasto alla dispersione scolastica. Nel novero delle attività rientrano, altresì, le iniziative tese alla definizione della personalizzazione dei percorsi per gli studenti, nonché le attività realizzate in attuazione del PNRR.

Una tantum stipendio statali nel 2023 – In arrivo un miliardo per il comparto pubblico da destinare, in attesa del rinnovo del contratto, ad una una tantum per i dipendenti statali nel 2023. L’indennità è pari all’1,5% dello stipendio per le 13 mensilità.

Misure per la riforma della definizione e riorganizzazione del sistema della rete scolastica – Nella Legge di Bilancio è prevista una norma sul dimensionamento scolastico con un taglio calcolato di sedi e organico che avranno effetto principalmente a partire dal 2024/2025. In particolare è previsto un decreto del Ministro dell’istruzione e del merito, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previo accordo in sede di Conferenza unificata, per la determinazione dei criteri per la definizione del contingente organico dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi e la sua distribuzione tra le Regioni, sia da adottare entro il 31 maggio (anziché il 30 giugno) dell’anno solare precedente all’anno scolastico di riferimento. Inoltre, si prevede che la mancata adozione del decreto di cui sopra entro il 31 maggio comporta che il contingente organico dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi e la sua distribuzione tra le Regioni siano definiti con decreto del Ministro dell’istruzione e del merito, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze entro il 30 giugno (anziché entro il 31 luglio) sulla base di un coefficiente indicato dal decreto medesimo. nel senso di prevedere un parametro perequativo, determinato in maniera da garantire a tutte le regioni, nell’anno scolastico 2024/2025, almeno il medesimo numero di istituzioni scolastiche, calcolato sulla base di un parametro ed entro limiti ivi indicati. Si prevede, inoltre, al fine di garantire una riduzione graduale del numero delle istituzioni scolastiche per ciascuno degli anni scolastici considerati, l’applicazione, per i primi sette anni scolastici, di un correttivo non superiore al 2 per cento anche prevedendo forme di compensazione interregionale. Aggiunge, inoltre, al comma 2, un nuovo periodo dopo il primo, al fine di prevedere che, al fondo istituito dal primo periodo, confluiscano le eventuali economie derivanti dall’applicazione dell’art. 1, comma 978, della legge n. 178 del 2020, in materia di dirigenti scolastici per le istituzioni situate nelle piccole isole, nei comuni montani o nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche. Aggiunge, infine, il nuovo comma 2-bis, che dispone che le contrattazioni integrative regionali per la definizione delle retribuzioni di posizione e di risultato dei dirigenti scolastici per gli anni scolastici 2020/2021 e 2021/2022, possono innalzare la percentuale delle risorse complessive del Fondo unico nazionale della dirigenza scolastica destinata alla retribuzione di posizione e ai compensi per gli incarichi di reggenza delle istituzioni sottodimensionate e prevista dall’art. 42, comma 3, del CCNL Area istruzione e ricerca 8 luglio 2019, esclusivamente al fine di evitare la ripetizione di somme già erogate in favore dei dirigenti scolastici negli anni scolastici 2020/2021 e 2021/2022.

Scuola di Alta Formazione – Le nomine del Presidente, del direttore generale e del comitato scientifico internazionale della Scuola di Alta Formazione devono essere effettuate entro il 1° marzo 2023.

Orientamento – La legge di bilancio fissa le scadenze relative ad alcune riforme legate al Pnrr. Fra queste la riforma dell’orientamento, che nel frattempo ha visto la firma del Ministro Valditara delle linee guida relative per l’applicazione corretta della riforma.

Fondi per l’edilizia scolastica

Stanziato 1 milione di euro, per il 2023 per avviare attività di ricognizione e valutazione di strutture scolastiche in dismissione, dotate di apposito certificato di agibilità, da destinare allo svolgimento delle attività scolastiche per l’anno scolastico 2023-2024.

 

Le altre misure della Manovra 2023

Reddito di cittadinanza solo per chi ha concluso scuola dell’obbligo – A decorrere dal 1° gennaio 2023 per i beneficiari del reddito di cittadinanza appartenti alla fascia di età compresa fra i 18 e i 29 anni che non hanno adempiuto all’obbligo formativo, l’erogazione del contributo è condizionata anche all’iscrizione e alla frequenza di un corso di studi finalizzato all’assolvimento del diritto-dovere all’istruzione e formazione sino al conseguimento dell’obbligo formativo.

Piccoli aumenti in busta paga per redditi fino a 25mila euro – Il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori con redditi più bassi aumenta ancora. L’emendamento presentato dal Governo aumenta la soglia di reddito da 20mila a 25 mila euro annui (lordi).

Bonus Cultura 18enni – Via libera al nuovo bonus per i diciottenni che può essere speso per libri e attività culturali, destinato a chi ha un Isee familiare fino a 35mila euro. A questo si aggiunge la carta del merito per chi ottiene 100 al diploma. Carta della cultura giovani e Carta del merito per chi ottiene 100 al diploma: le novità in legge di Bilancio

Genitori

La manovra ha introdotto un aumento del 50% dell’assegno per le famiglie con quattro o più figli nei primi 12 mesi di vita del destinatario del bonus.

Assegno unico, aumento del 50% per le famiglie numerose. Carta risparmio spesa per i nuclei familiari con redditi bassi.

Un mese di congedo parentale, con retribuzione che sale dal 30 all’80%. Potrà essere usato anche dai papà.

Via libera al congedo parentale all’80%, anche per i papà

I lavoratori fragili potranno lavorare in smart working, sia nel pubblico che nel privato, fino al 31 marzo, anche esercitando – se necessario – un’altra mansione. Lavoro agile per i fragili fino al 31 marzo, più di 15 milioni di euro per le supplenze: la norma in legge di Bilancio

Bonus Psicologo

Il bonus psicologo nato con il decreto Milleproroghe dello scorso anno diventa permanente e sale da 600 a 1.500 euro.

Bonus psicologo, sale fino a 1500 euro (tetto Isee a 50mila euro). La misura diventa permanente

Pensioni Quota 103

Novità anche per le pensioni con Quota 103 che dovrebbe fare da ponte ad una riforma vera e propria del sistema pensionistico da introdurre prossimamente: “possono conseguire il diritto alla pensione anticipata al raggiungimento di un’età anagrafica di almeno 62 anni e di un’anzianità contributiva minima di 41 anni”, definita ‘pensione anticipata flessibile’.

Pensioni, verso Quota 103 e la proroga di Opzione donna con nuovi requisiti. Cosa può cambiare

Rivalutazione Pensioni

Cambia la norma della manovra che rivede per il 2023 e 2024 la rivalutazione automatica delle pensioni: sale dall’80 all’85% la rivalutazione per gli assegni tra 4 e 5 volte il minimo (circa 2.000-2.500 euro), mentre per le pensioni più alte gli scaglioni vengono rivisti con una riduzione della percentuale. Cambia Opzione donna, che sale a 60 anni (ma riducibili di un anno per ogni figlio e nel limite massimo di 2 anni), ma solo per tre categorie di lavoratrici svantaggiate. Confermata Ape sociale per i lavori usuranti.

Pensioni, confermata Ape Sociale per lavori usuranti, cambia Opzione Donna, over 75 a 600 euro (solo per il 2023)

Caro voli

Arrivano più risorse per potenziare i collegamenti aerei di Sicilia e Sardegna, al fine di rimuove gli svantaggi che derivano dall’insularità. Attraverso un emendamento alla manovra approvato in commissione Bilancio della Camera, e sottoscritto anche da altri gruppi, “per garantire un completo ed efficace sistema di collegamenti aerei da e per la Sicilia e da e per la Sardegna” viene istituito un fondo al Mit che avrà una dotazione di 5 milioni di euro nel 2023 e 15 milioni a partire dal 2024.

Divieto di incarichi remunerati ai pensionati nella Pubblica Amministrazione

Resta il divieto per la Pubblica amministrazione di conferire incarichi remunerati di qualunque tipo ai pensionati. Durante la seduta notturna della commissione Bilancio alla Camera, non è stato infatti approvato, perché dichiarato inammissibile, l’emendamento alla manovra presentato dai relatori che superava questo divieto.

4 milioni nel 2023 contro la violenza sulle donne

Aumentano in modo strutturale le risorse per il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità. Il fondo è incrementato di 4 milioni di euro per il 2023 e di 6 milioni a partire dal 2024. L’obiettivo dell’aumento è dare attuazione alle finalità del Piano strategico nazionale contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica.

 

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