Legge bullismo, Finas: strumenti di contrasto esistono già, non si spendano altri soldi pubblici

Stampa

Finas – Giovedì 30 gennaio è stata approvata alla Camera dei Deputati la proposta di legge in materia di prevenzione e contrasto del bullismo a firma del deputato del Movimento 5 Stelle Devis Dori.

La nuova norma, in attesa di passare all’esame del Senato, prevede un’applicazione di misure già vigenti sul cyberbullismo al bullismo tradizionale, estendendo l’illecito penale alle condotte di reiterata minaccia e molestia che pongono le vittime in una condizione di emarginazione.

Viene poi introdotta l’aggravante per fatto commesso da più persone, la confisca degli strumenti informatici utilizzati per commettere il reato, l’aumento della contravvenzione e l’applicazione della norma penale in caso di inosservanza dell’obbligo scolastico e l’attivazione di misure rieducative stabilite dal tribunale per i minorenni e poste in essere sotto la direzione dei servizi sociali minorili. Tra le novità proposte spicca anche l’istituzione di un numero telefonico di assistenza attivo 24 ore su 24 (il 114), la realizzazione di una App anti-violenza e la creazione, ad opera del MIUR, di strumenti di monitoraggio destinati ai docenti di tutte le scuole italiane.

L’associazione culturale FINAS Future Is Now accoglie con disappunto la proposta del governo di realizzare nuovi strumenti di prevenzione e intervento che andrebbero a sommarsi a piattaforme già esistenti, con inutile esborso di ulteriori fondi pubblici. Pur dichiarandosi favorevole all’impiego estensivo di misure penali, l’associazione ricorda infatti come la App “Senza paura – Liberi dal bullismo”, finanziata per quasi un milione di euro dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e la App del progetto “Generazioni Connesse – Safer Internet Centre”, finanziata dal MIUR con una cifra di 14.500 euro, rappresentino strumenti di educazione civica sui quali è già possibile innestare una sinergia di azioni contro bullismo e cyberbullismo. I docenti, poi, ai quali la proposta di legge vorrebbe destinare nuovi canali di e-learning per la conoscenza e il monitoraggio del fenomeno, già dispongono della piattaforma S.O.F.I.A. attivata dal MIUR nell’ambito del Piano di Formazione docenti.

L’associazione Future Is Now, già attiva sulla tematica con il progetto nazionale “Bullo 2.0”, sta al momento anche vagliando una proposta da sottoporre alla neo-istituita Commissione straordinaria contro l’hate speech per combattere i discorsi di odio, intolleranza e razzismo.

Stampa

Con i 24 CFU proposti da Mnemosine puoi partecipare al Concorso. Esami in un solo giorno in tutta Italia