Legge bilancio, UDU: 9 febbraio in piazza con i lavoratori

di redazione
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Comunicato UDU – Saremo noi studenti, insieme ai lavoratori, ai pensionati, e alle fasce più deboli del Paese, a doverci far carico del peso degli errori di questo Governo.

Stanno giocando con il nostro futuro: dietro la propaganda, dietro i tweet trionfanti e le dichiarazioni ai media si cela un’Italia in recessione, sul baratro delle disuguaglianze e della precarietà.

Questa Legge di Bilancio, approvata senza che ci fosse alcuna possibilità di consultazione delle parti sociali, porta con sé gli ennesimi tagli in istruzione pubblica: “100 milioni di euro che dovevano finanziare il diritto allo studio e la ricerca in università sono stati “accantonati” , altri 56 milioni sono stati “risparmiati” per accantonare progressivamente l’alternanza scuola lavoro, altri 30 milioni mancano all’appello sulla scuola, quando servirebbero 10 miliardi anche solo per sistemare le condizioni precarie degli edifici scolastici.” Dichiara Giammarco Manfreda, coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi.

Su 33,9 miliardi di euro investiti nella Legge di Bilancio 2019 la voce “istruzione” non compare affatto. “Si perde nella voce “altro”, ossia tra tutti quegli ambiti che, per questo Governo, evidentemente non sono la priorità: la lotta all’evasione fiscale, la riduzione delle disuguaglianze tra Nord e Sud del Paese, la lotta alla precarietà, e un futuro dignitoso per le giovani generazioni.” Continua Enrico Gulluni, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Universitari

Saremo noi studenti, insieme ai lavoratori, ai pensionati, e alle fasce più deboli del Paese, a pagare. E per questo saremo noi studenti i primi a mobilitarci il 9 febbraio al fianco della CGIL e degli altri sindacati confederali nella mobilitazione unitaria per denunciare le manovre messe in campo dal governo, a partire dalla Legge di Bilancio.

“Torneremo in piazza dopo le mobilitazioni autunnali, dove chiedevamo al governo un netto cambio di passo su scuola e università: abbiamo ricevuto solo tante promesse e persino qualche offesa. E’ ora di tornare a far sentire la nostra voce. ” Concludono Manfreda e Gulluni.

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