Legge Bilancio, Udir: occasione alla Camera per incremento stipendi e sgravio responsabilità sicurezza

WhatsApp
Telegram

comunicato Udir – La Camera dei deputati, intervenendo all’ultimo momento sulla Legge di Stabilità, ha l’ultima occasione per impedire che i dirigenti scolastici continuino ad essere trattati economicamente come degli impiegati, ma a rischiare il carcere per responsabilità non loro: anche in dirittura d’arrivo, infatti, con alcune modifiche rispetto al testo approvato pochi giorni fa a Palazzo Madama, possono ancora essere approvati gli emendamenti Udir che impedirebbero ai presidi delle nostre scuole di continuare ad essere coinvolti dalla giustizia penale in processi a loro carico per la sicurezza degli istituti scolastici da loro diretti, ma per i quali non hanno alcun potere di spesa e margine operativo a livello edilizio. Approvando le modifiche proposte, inoltre, sarebbe finalmente possibile cominciare a pagare i capi d’istituto con stipendi che si possano almeno assimilare ai compensi degli altri dirigenti pubblici.

Il giovane sindacato dei presidi, che in pochi mesi ha raccolto centinaia di deleghe, ricorda che la parità di trattamento tra dirigenti scolastici e i dirigenti dell’area Miur deve avvenire fin da questo contratto e subito, non progressivamente. Basta dire che nel 2015, in base all’Atto di Indirizzo, i dirigenti di Università e Ricerca annualmente guadagnavano 96.216,56 euro, a fronte dei 57.893,28 euro medi dei dirigenti scolastici: la perequazione da colmare è oggi quindi pari a 38.323,28 euro annui, ovvero 2.947,94 al mese.

“Nella legge di bilancio – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, Anief e segretario organizzativo Confedir – a fronte di un aumento della retribuzione fissa, quella variabile ed accessoria si riduce. Quindi, se tutto va bene, il contratto recupererà la misera cifra di 292 euro; dunque mancano all’appello almeno 2.600 euro. Inoltre, nella manovra, ad oggi è previsto che quelle somme arriveranno ad intervalli di tempo piuttosto lunghi: dall’anno prossimo fino al 2021”.

“È evidente che a queste condizioni non conviene affatto accettare il rinnovo del contratto, mentre potrebbe diventare molto più proficuo rivolgersi al giudice per rivendicare il mal tolto con tanto di interessi. Per questo motivo, è importante inviare la diffida in attesa di una nuova pronuncia della Consulta per interrompere la prescrizione”, conclude il sindacalista.

Il sindacato Udir ricorda che ha attivato specifici ricorsi al Giudice del Lavoro: di recente, attraverso il ricorso, è stato riconosciuto, ad esempio, il diritto alla corresponsione della RIA “a tutti gli effetti contrattuali e di legge, ivi compresi quelli relativi alla pensione e alla buonuscita”. Solo per questa mancata “voce” stipendiale, l’ammontare dei risarcimenti decisi dal giudice, comprensivo di arretrati, rivalutazione e interessi legali, arriva anche a 43mila euro a dirigente.

Scarica gli emendamenti Udir ripresentati alla Camera dei deputati, utili a “salvare” i dirigenti scolastici dal carcere e a favore dell’adeguamento stipendiale ai compensi percepiti dai colleghi dell’Area.

Il giovane sindacato, infine, invita tutti i dirigenti scolastici interessati ai seminari sulle Tre R della Dirigenza. Rischi, responsabilità, retribuzioni: prossimo appuntamento a Catania. I dirigenti interessati a partecipare possono chiedere informazioni all’indirizzo e-mail [email protected].

05 dicembre 2017

Ufficio Stampa Udir

WhatsApp
Telegram

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur