Legge bilancio, non c’è traccia dei ricorrenti 2011! Lettera

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Inviato da Dina Serino- Ancora resta avvolto nel “mistero” il perché anche nella manovra di bilancio, che è in dirittura di arrivo, i ricorrenti del concorso a Dirigente scolastico del 2011 ne siano rimasti esclusi!

Eppure le premesse c’erano tutte: l’Avvocatura dello Stato ha chiesto ed ottenuto in data 5 Novembre 2018 il rinvio dell’udienza della Corte Costituzionale fissata per il giorno 20 Novembre, in cui è dato leggere che “…su impulso dell’Amministrazione tali proposte potrebbero fondatamente trovare sbocco in un intervento legislativo nella PROSSIMA LEGGE DI BILANCIO e sarebbero rivolte a SANARE le criticità che hanno dato adito all’incidente di costituzionalità oggetto di imminente discussione, anche in un’ottica di prevenzione di futuri contenziosi..”.

A questo punto, a fronte di quello che sembra essere uno sgarbo istituzionale nei confronti del giudice costituente, è utile sottolineare che i contenziosi non solo non sono stati eliminati, ma risultano oltremodo aggravati dalla mole di solleciti che stiamo inviando alla Consulta affinché si fissi di nuovo e al più presto, un ulteriore termine circa la risoluzione della disparità di trattamento tra noi e chi oggi ricopre il ruolo di “Preside” sulla base dei soli ricorsi pendenti alla data di entrata in vigore della legge sulla buona scuola (2015) che tanti danni ha prodotto e continua a produrre al sistema scolastico italiano, come, giustamente, il Ministro Bussetti sottolinea nei suoi interventi pubblici. Cercheremo, allora, di porre la domanda in modo diverso: perché noi non possiamo ambire a diventare Dirigenti scolastici nella nostra Regione, mentre gli attuali Presidi “ripescati” nei commi 87 e ss. dell’art. 1 della legge sulla buona scuola, sì?

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