Legge bilancio, emendamenti Anief per mobilità straordinaria e vincolo triennale

di redazione
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Comunicato ANIEF – Vanno cancellate al più presto le storture dell’algoritmo e degli ambiti territoriali e delle fasi introdotte con la riforma Renzi-Giannini del 2015, ma anche riviste le novità introdotte dell’attuale governo: con la prima richiesta di modifica si permetterebbe di contemperare il diritto al lavoro con quello alla famiglia; con la seconda, si introdurrebbe nel nuovo reclutamento una norma per riportare al vincolo triennale il blocco rivolto ai neo-assunti.

La striscia di effetti nefasti introdotti dalla Legge 107/2015 continua ad agire sulla scuola. Mentre i docenti protestano ancora, poiché “vittime del piano assunzionale Renzi” e continuano a chiedere “al Governo Lega M5S di poter rientrare nelle proprie province, con una mobilità straordinaria che assegni loro il 100% dei posti vacanti disponibili”, Anief ha rotto gli indugi e predisposto una serie di modifiche al testo della Legge di Bilancio: la richiesta è stata già formulata alla V Commissione Bilancio della Camera.

Si cerca, quindi, di risolvere la problematica legata alla mobilità dei docenti che, troppo spesso, devono sottostare a vincoli illogicamente ancora in atto. La disposizione, presentata come emendamento al disegno di legge sul “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021AC n. 1334, proroga infatti i termini per consentire anche il ricongiungimento ai figli, attraverso la contemplazione del diritto al lavoro con il diritto alla famiglia per tutti i posti vacanti e disponibili secondo già quanto disposto dopo l’approvazione della Buona scuola.

Nello specifico, la modifica all’articolo 28 prevede che vengano “prorogati i termini per la mobilità straordinaria per tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale nel triennio 2019-2021, per tutto il personale docente di ruolo, in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia” e “su tutti i posti vacanti e disponibili, anche in organico di fatto”, in modo da contemplare “il diritto al lavoro con il diritto alla famiglia per tutti i posti vacanti e disponibili”, peraltro senza alcuna spesa per l’erario.

Sempre per i nuovi assunti, però all’articolo 58 del testo della legge di Bilancio all’esame dalla Camera, il sindacato Anief chiede di procedere alla “riduzione da cinque a tre anni del vincolo di permanenza” sulla provincia di assunzione, anche in questo caso per non far prevalere il “diritto al lavoro” su quello prioritario della “famiglia”.

EMENDAMENTI INTEGRALI E MOTIVAZIONI PRESENTATE DA ANIEF:

 ART. 28.

(Assunzioni nella pubblica amministrazione)

  1. l) All’articolo 1, comma 108, della legge 13 luglio 2015, n. 107, sono prorogati i termini per la mobilità straordinaria per tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale nel triennio 2019-2021, per tutto il personale docente di ruolo, in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia, di cui all’articolo 399, comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, su tutti i posti vacanti e disponibili, anche in organico di fatto.

Motivazione [Mobilità straordinaria]:

la disposizione proroga i termini per consentire la contemplazione del diritto al lavoro con il diritto alla famiglia per tutti i posti vacanti e disponibili secondo già quanto disposto dopo l’approvazione della Buona scuola, ad invarianza finanziaria.

ART. 58.

(Modifiche al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, e altre disposizioni in materia di revisione del sistema di reclutamento dei docenti scolastici)

XIX

All’articolo 58, comma 1, lettera m), punto 3), di modifica dell’art. 13, comma 3 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, sostituire la parola “quattro” con la parola “due”.

Motivazione [Riduzione da cinque a tre anni del vincolo di permanenza neoassunti]:

la norma vuole riportare il vincolo triennale già ripreso dalla legge 128/2013, attualmente vigente, e previgente alla legge 106/2011 per contemplare il diritto al lavoro con il diritto alla famiglia. La norma non ha alcun impatto finanziario rispetto alla riduzione di spesa prevista.

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