Legge bilancio, Anief: dai 400 docenti nei licei musicali al nuovo reclutamento. Tutte le misure

di redazione
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Comunicato ANIEF – Per la scuola sono previsti 400 insegnanti in più nei licei musicali, come risposta al commissariamento del Miur ottenuto dall’Anief (art. 53), ma anche il finanziamento per l’assunzione dei co.co.co. Ata siciliani (art. 54), il distacco agli Uffici Scolastici Regionali di 150 specialisti su innovazione didattica e digitale (art. 52), la ridefinizione del fondo per gli istituti (art. 64).

Sempre per la scuola è in arrivo la riforma del reclutamento con il ritorno al “concorsone” e la ferma quinquennale prima di chiedere il trasferimento, l’abolizione del concorso riservato ai precari non abilitati con 36 mesi, la cancellazione degli ambiti territoriali (art. 58), le risorse per coprire l’indennità di vacanza contrattuale e per rinnovare il contratto (art. 34). Nuova ripartizione dei fondi anche per il settore universitario (art. 78), per il quale è prevista anche la copertura per l’assunzione di mille ricercatori a chiamata diretta (art. 32).

Il testo della Legge di Stabilità 2019 “bollinato” dalla Ragioneria dello Stato contiene diverse disposizioni relative a Scuola e Università. Tra le novità di spicco figurano 400 nuovi docenti specializzati, attraverso un investimento annuale iniziale di 4,85 milioni di euro, incrementato ogni anno, sino a raggiungere i 21,56 milioni nel 2027. La decisione di assumere tale contingente si deve, chiaramente, alle sentenze ottenute dall’Anief ed emanate dal TAR Lazio sul ripristino della seconda ora di strumento nel biennio dei licei musicali, e all’individuazione del Prefetto di Roma, individuato come commissario ad acta qualora il Miur perseveri nel mancato rispetto delle indicazioni dei giudici, prevenendo in tal modo un’eventuale “ulteriore inerzia di codesto Dicastero”.

Poi ci sono i fondi per la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo parziale a tempo pieno, presso le scuole pubbliche, degli ex co.co.co. siciliani: personale Ata, precario da quasi vent’anni, dimenticato alla pari dei supplenti amministrativi, tecnici e ausiliari.

Per quel che riguarda il nuovo reclutamento, si conferma la cancellazione, di fatto, del decreto legislativo 59/17 della Buona Scuola – relativo a riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria -, con la soppressione del concorso riservato ai precari non abilitati con 36 mesi, i quali potranno accedere soltanto al 10% dei posti del nuovo concorso ordinario, con due prove scritte e una orale, che quindi sostituisce il FIT introdotto appena tre anni fa con la Legge 107/2015. Mentre per diventare docente di sostegno arrivano graduatorie biennali per i soli posti banditi. Cambiano anche i titoli per l’accesso al concorso che torna a diventare abilitante: con la laurea, serviranno i 24 crediti formativi in discipline antropo –psico–pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche.

L’anno di prova torna ed essere ripetibile. E arriva il limite temporale alla mobilità del docente neo-assunto: l’insegnante vincitore del concorso appena immesso in ruolo, infatti, “è tenuto a rimanere nella predetta istituzione scolastica, nel medesimo tipo di posto e classe di concorso, per almeno altri quattro anni, salvo” che si trovi nelle condizioni di soprannumerarietà o sia possessore delle agevolazioni sulla disabilità legate alle Legge 104/92. Per i docenti neo assunti, questa è una buona notizia, scatta la cancellazione degli ambiti territoriali

Per quanto riguarda il contratto di docenti e Ata, oltre al confermato disco verde per la perequazione, che avrebbe portato alla riduzione degli stipendi più bassi, anche di tutti gli altri dipendenti pubblici, “nelle more della definizione dei contratti collettivi di lavoro”, arrivano le risorse per coprire l’indennità di vacanza contrattuale: 136,5 euro di aumenti annui per 3,3 milioni di lavoratori statali con un reddito di 30 mila euro, a seguito della media dell’incremento degli stipendi dello 0.6%: circa dieci euro al mese, che corrispondono quasi al doppio dei livelli dell’Iva bloccata negli ultimi dieci anni. Complessivamente, per tutta la P.A. lo stanziamento cresce a 4,2 miliardi da “spalmare” su tre anni: 1,1 miliardi nel 2019, 1,425 nel 2020 e 1,775 a decorrere dal 2021.

È una buona notizia, ma si poteva fare molto meglio: non sono previsti, infatti, i fondi per gli aggiornamenti da settembre 2015, data dello sblocco del contratto. Ragione per cui permane la vertenza giudiziaria per il recupero dei crediti: il sindacato conferma quindi il ricorso per il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale per il periodo 2015-2018, così da recuperare almeno il 50% del tasso IPCA non aggiornato negli ultimi 36 mesi.

Passa, infine la nuova ripartizione dei fondi anche per il settore universitario: dal 2019 al 2025 il fabbisogno finanziario non potrà superare quello dell’anno precedente, salvo l’incremento del PIL reale stabilito attraverso il Def. Inoltre, è prevista la copertura di mille posti da ricercatore, attraverso la modalità della chiamata diretta, con l’investimento annuale crescente che nel 2020 arriverà a superare i 58 milioni.

LE RICHIESTE DEL SINDACATO ANIEF

Anief chiede un’ordinanza ministeriale per sbloccare i passaggi interni del personale ATA in area B e D, l’attivazione di 20 posti nuovi in organico per coprire i profili A e C previsti dalla legge e dal contratto, la revisione immediata dei profili professionali con l’inquadramento del personale agli altri livelli della PA.

Per il personale precario non abilitato con 36 mesi, il giovane sindacato intende chiedere a latere la riapertura delle GaE a tutto il personale abilitato, in caso di loro esaurimento, l’estensione del doppio canale di reclutamento alla terza fascia delle graduatorie d’istituto e l’ammissione diretta dei docenti idonei all’anno di prova. Anche sulla ferma quinquennale della mobilità dei docenti neo assunti, Anief si dice contraria e ne chiederà la soppressione attraverso apposito emendamento. Mentre apprezza la decisione di sopprimere gli ambiti territoriali, per tornare alla titolarità del docente sulla scuola.

Non si comprende, invece, dove sono finiti gli annunciati docenti di educazione motoria alla primaria, oltre che di musica ed inglese, l’aumento degli organici dei docenti, finalizzato ad attuare il tempo scolastico cosiddetto “pieno” anche al Sud dove imperversano abbandoni precoci dei banchi e Neet. Oltre che posti in deroga in organico di diritto, a partire dai 45 mila di sostegno, per i quali non esistono titolari e si continuano a conferire solo fino al 30 giugno di ogni anno scolastico e anche in ritardo con sempre più frequenti indennizzi dello Stato per le famiglie degli alunni disabili.

A proposito dei fondi da conferire alle scuole e alle università, sarà cura del sindacato verificare se si assisterà ad un reale incremento. Per i ricercatori, non basta assumerne mille ma occorre anche ripristinare la figura a tempo indeterminato.

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