Legambiente boccia gli edifici scolastici della Sicilia

di redazione
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Molti edifici in Sicilia sono adibiti a scuola, ma non sarebbe questa la loro destinazione d’uso originaria.

E’ quanto risulta dal rapporto annuale di Legambiente, “Ecosistemascuola“.

Nell’Isola, oltre il 15% delle scuole sono ricavate da case costruite per essere abitate. La percentuale è più alta di molto rispetto a quanto avviene a livello nazionale (3,4%). Non va meglio sul fronte degli affitti, che sono il 7,4%, causa carenza di plessi di proprietà di comuni e province adeguati ad ospitare le scolaresche.

I dati sono messi in risalto da Anni60News. Rispetto all’anno precedente, la Sicilia risulta dunque peggiorata a livello edilizio scolastico, nonostante a varcare la soglia delle aule siano ogni giorno 730mila alunni e 81mila docenti. Bocciate anche le pratiche che mirano a ridurre l’impatto ambientale delle attività all’interno delle scuole e naturalmente viene denunciata la poca sicurezza dei plessi scolastici.

Secondo il rapporto, come riportato sul sito, scarseggiano le verifiche di vulnerabilità sismica, obbligatorie per tutti gli edifici che sarebbero state effettuate.

La Sicilia con appena il 2,4% è fanalino di coda tra tutte le regioni italiane. La media nazionale è 14 volte più alta: il 33%. Eppure, osservano da Roma, quasi tutti i plessi scolastici isolani (il 98%) si trova in zona a rischio sismico. “Carenti – si legge nel rapporto – anche le indagini diagnostiche dei solai che hanno riguardato solo l’8,6% (la media nazionale arriva al 21%). E scarseggiano anche gli “edifici che hanno goduto di manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni”: meno di un quarto del totale, il 23,5%, contro il 50% della media italiana.

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