Lega Nord. “Scompaiono 3.500 studenti e 150 docenti”

di redazione
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red – "Se i cervelli fuggono, questa vicenda dimostra che negli uffici dei ministeri romani le zucche vuote sono ben rappresentate. La nostra Regione paga ogni anno 70 miliardi di soldi veri a Roma, che un po’ li restituisce sotto forma di servizi, un po’ li sperpera lungo lo stivale, pagando lauti salari". Lo dichiara Massimo Bitonci, presidente dei senatori della Lega Nord, che ha depositato un’interrogazione parlamentare per il Ministro Carrozza in relazione all’allarme lanciato da Gianna Miola, direttore dell’Ufficio scolastico regionale veneto.

red – "Se i cervelli fuggono, questa vicenda dimostra che negli uffici dei ministeri romani le zucche vuote sono ben rappresentate. La nostra Regione paga ogni anno 70 miliardi di soldi veri a Roma, che un po’ li restituisce sotto forma di servizi, un po’ li sperpera lungo lo stivale, pagando lauti salari". Lo dichiara Massimo Bitonci, presidente dei senatori della Lega Nord, che ha depositato un’interrogazione parlamentare per il Ministro Carrozza in relazione all’allarme lanciato da Gianna Miola, direttore dell’Ufficio scolastico regionale veneto.

"Ecco perché, a ben vedere, lo stipendio ai funzionari che hanno sbagliato i conti, facendo scomparire 3500 studenti veneti e tarando l’organico per l’anno scolastico 2013/14 con un difetto di 150 docenti, lo paghiamo proprio noi. E’ quindi giusto che siamo noi a chiedere al Ministro competente, la signora Carrozza, non solo di provvedere a una riassegnazione delle cattedre prima che sia troppo tardi, ma anche di licenziarli, come fa un qualsiasi titolare d’azienda nel caso in cui un dipendente metta a repentaglio il lavoro di tutti”.

“Strade che mancano, debiti alle imprese che non vengono pagati, rimborsi per disastri naturali che non arrivano mai e poi, addirittura, studenti che restano senza insegnanti perché qualcuno ha sbagliato a contare. Questa è l’Italia delle zucche vuote dalla quale non solo i giovani cervelli, ma tutti i veneti vogliono fuggire”.

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