Lega: Assunzioni triplo canale, mobilità straordinaria 2015/16, convertire assegnazioni provvisorie 2015 in definitive, modifiche concorsi e poteri presidi

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Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione Lega Nord comunica le note della Lega Nord sul DDL Buona Scuola. Esse prevedono innanzitutto una novità per i docenti di ruolo: convertire le assegnazioni provvisorie 2015 in definitive.

Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione Lega Nord comunica le note della Lega Nord sul DDL Buona Scuola. Esse prevedono innanzitutto una novità per i docenti di ruolo: convertire le assegnazioni provvisorie 2015 in definitive.

A ciò si accompagna la richiesta della mobilità straordinaria già nel 2015/16. E ancora una modifica all'art. 10, con un piano assunzioni a triplo canale, attenzione ai possibili esodati della norma 36 mesi supplenze, e una maggiore attenzione al conferimento di super poteri ai presidi.

1 – PIANO STRAORDINARIO DI ASSUNZIONI

Il fatto che nel piano straordinario di assunzioni non vengano contemplati i docenti inseriti nelle Graduatorie di istituto e che il piano di assunzioni preveda solo due canali (tramite Graduatorie di merito e Graduatorie ad esaurimento), discrimina fortemente chi si è abilitato dopo la chiusura delle SISS ed è in Graduatoria di istituto.
Avendo queste persone un titolo che conferisce l'abilitazione all'insegnamento del medesimo valore dei colleghi iscritti nelle Graduatorie ad esaurimento, potrebbero essere tentate di avviare contenziosi, costringendo il MIUR ad assumerle comunque per scorrimento di graduatoria al fine di garantire pari opportunità tra docenti con medesimi titoli, oppure a risarcirle.
Il concorso a cattedra, pur riconoscendo per questi titoli e per i servizi un punteggio aggiuntivo, non riserva a chi è iscritto in GI lo stesso trattamento rispetto a chi è iscritto in GAE e GM.
Con un piano di assunzioni a triplo canale, come quello presentato dalla Lega Nord, tutti gli iscritti in Graduatorie ad esaurimento (GAE), Graduatorie di merito (GM) e Graduatorie di istituto (GI) avrebbero le stesse opportunità di assunzione, sulla base dell'effettiva qualità dei candidati.

2 – MOBILITA' STRAORDINARIA

Avvicinare gli insegnanti al luogo d'origine non può che avere ricadute positive su efficienza e costi del servizio. Non si porta via nulla a nessuno. Il posto occupato da un docente di ruolo viene liberato con il trasferimento e usato per le nuove immissioni.
Ma il piano straordinario di mobilità, per essere tale, va attivato prima che le nuove assunzioni ingessino il sistema per almeno tre anni. Posticipare le procedure di mobilità all'anno scolastico 2016/2017, come prevede il testo attuale del ddl, rende il meccanismo di fatto inapplicabile per evidenti obblighi giuridici nei confronti di chi verrà assunto su base regionale il prossimo settembre.
A meno che non si preferisca infilarsi nell'ennesimo ginepraio di ricorsi, che inevitabilmente partiranno contro un'impostazione la quale non offre alcuna garanzia che l'anno prossimo ci si possa spostare.
La Lega Nord afferma quindi che il piano di mobilità straordinaria previsto dalla nuova bozza del ddl Buona scuola per l'anno scolastico 2016/2017, va attuato già dal 2015/2016.
Posticipando il tutto, anche dando la precedenza a chi è già assunto a tempo indeterminato dal 1/9/2014 rispetto a chi verrà assunto dal 1/9/2015, si costringe chi ha un contratto a tempo indeterminato stipulato prima dell'entrata in vigore della riforma Giannini a essere iscritto negli albi regionali, quindi a rinunciare necessariamente alla titolarità presso la scuola in cui sarebbe potuto essere trasferito dall'anno scolastico 2015/2016 senza, dunque, essere iscritto negli albi regionali.
Essere iscritti negli albi regionali mette i docenti nella condizione di dover temere, allo scadere di ogni triennio, uno spostamento non richiesto. Ma i contratti di assunzione a tempo indeterminato stipulati prima della riforma Giannini non prevedevano questo tipo di trattamento.
Pure questo potrebbe quindi dare origine a contenziosi.
Una possibile alternativa a questo punto dell'anno scolastico non c'è, se non quella di considerare definitive le assegnazioni provvisorie richieste a luglio 2015 da coloro che quest'anno non hanno ottenuto il trasferimento desiderato.

3 – MOBILITA' CONVERTENDO ASSEGNAZIONI PROVVISORIE 2015 IN DEFINITIVE

Partendo dal dato certo che tra giugno e luglio 2015 verrà avviato l'iter per le assegnazioni provvisorie anche interprovinciali, che l'articolo 10 della presente riforma apre a tutti i docenti entrati in ruolo a partire dal 2014 superando in deroga il vincolo triennale di permanenza nella provincia in cui si è stati assunti a tempo indeterminato, la Lega Nord avanza una proposta che, oltre a riconoscere pari opportunità a tutti i docenti in ruolo, non comporta costi aggiuntivi.
Si tratta della trasformazione delle assegnazioni provvisorie dell'estate 2015 in definitive, fermo restando che dovranno essere assegnate su tutti i posti disponibili dell’organico dell’autonomia. Operazione che non prevede né spese né lavoro aggiuntivo rispetto al carico che grava comunque sull'Amministrazione prima delle assunzioni in ruolo.
In questo modo chi è stato assunto a tempo indeterminato prima della riforma, non sarà obbligato a chiedere la mobilità straordinaria l’anno prossimo (articolo 10, comma 12) attraverso l'inserimento negli albi territoriali, non previsti al tempo della stipula del contratto a tempo indeterminato.
Cosa che eviterebbe numerosi contenziosi all’Amministrazione, diluirebbe la mobilità in due anni, non scoraggerebbe chi da anni spera in un ritorno sul proprio territorio e rischia di perdere tale opportunità a vantaggio dei colleghi neo-immessi in ruolo.
Qualora le aspettative degli assegnati non fossero ancora soddisfatte, sarà possibile ricorrere al piano straordinario di mobilità già menzionato. Comunque dopo una possibilità concreta di mobilità già per l’anno scolastico 2015/2016.

4 – INSEGNANTI ESODATI A SEGUITO LIMITE 36 MESI CONTRATTO

L'allarme lanciato dalla Lega Nord sul rischio, in seguito al ddl Buona Scuola di Matteo Renzi, di ritrovarsi con decine di migliaia di “esodati” tra gli insegnanti, come già non ne avesse generati a sufficienza la legge Fornero e colpendo quelli con più esperienza oltre che spesso con maggiori titoli, ha sortito qualche effetto.
E' confermato che chi non sarà assunto a tempo indeterminato con il piano straordinario di assunzioni, non potrà superare i 36 mesi di contratto a tempo determinato su posto vacante e disponibile per non entrare in contrasto con la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 26/11/2014 , ma i 36 mesi saranno calcolati a decorrere dalla data di entrata in vigore del ddl Buona scuola.
In pratica quindi la soluzione del problema viene rimandata, congelando il passato agli effetti della continuità di servizio: si ricomincia da capo per un massimo di un triennio. Soluzione ardita, non si sa quanto conforme alla sentenza europea.
Un ulteriore motivo di possibile contenzioso, insieme alla mancata assunzione a tempo indeterminato.

5 – SUPER POTERI PRESIDI: RISCHIO CLIENTELISMO E INTERFERENZE MALAVITOSE

Affidare le decisioni su conferimento dei premi e valutazione dei docenti al preside, invece che fare riferimento a criteri oggettivi di merito, comporta in alcune zone il concreto pericolo di consegnare la gestione degli istituti ai clan.
Non c'entra con le forti proteste contro tale impostazione la volontà o meno di farsi valutare degli insegnanti, come Renzi cerca invece di dare a intendere.
Dopo aver ottenuto il dietrofront del Governo sulle strategie generali della scuola dell'autonomia (che quindi resteranno condivise con gli organi collegiali), va ora anche evitato che vengano affidate a singole persone scelte che riguardano il personale. Non vanno cioè sottovalutati i rischi di clientelismo e interferenze malavitose, che già hanno indebolito il sistema universitario con i famosi “baroni”.
La preoccupazione dovrebbe semmai essere quella di attivare meccanismi per correggere la disomogeneità di valutazione sul territorio, che penalizza chi è davvero bravo, sia del Nord che del Sud. Tema sul quale si è spesa molto la Lega Nord, elaborando precise proposte che il Governo farebbe bene a prendere in considerazione in vista della riforma del reclutamento degli insegnanti.

6 – CONCORSO A CATTEDRA

Il concorso a cattedra, il cui bando con l'articolo 23 del ddl verrebbe demandato a un decreto specifico, prevede disparità di trattamento non solo rispetto ai docenti già assunti con concorso, ma in riferimento all'intera Pubblica amministrazione.
Per tale motivo si ritiene che il percorso per l'immissione in ruolo tramite concorso debba rispettare la norma per cui chi vince ottiene un contratto a tempo indeterminato con il primo anno di prova, e non un contratto a tempo determinato di tre anni, senza alcuna garanzia di continuare a lavorare dopo la scadenza.
E' inoltre inutile che dopo il primo anno di contratto di apprendistato-formazione venga rilasciato un certificato di specializzazione all'insegnamento, in quanto tutti i partecipanti al concorso sono già abilitati.

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