L’educazione in famiglia da considerare ‘materia’ trasversale. Lettera

di redazione
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Inviato da Mario Bocola – Si fa un gran parlare di competenze disciplinari trasversali che devono essere acquisite dagli studenti, ma spesso loro difettano del possesso delle competenze sociali e relazionali, ossia della costruzione dei rapporti interpersonali da conseguire sia all’interno del gruppo classe che all’esterno.

Urgono, invece, competenze educative per alunni e per genitori. La gestione del gruppo classe è una cosa difficile da costruire con le nuove generazioni, ma altrettanto complesse sono le dinamiche che si instaurano al di fuori dell’ambiente scolastico, quando i ragazzi si confrontano con la realtà esterna.

Si tratta delle competenze sociali, ossia del tessuto di relazioni e di comportamenti da tenere all’esterno. Quando sono fuori dalle mura scolastiche i ragazzi sembrano che vadano a briglia sciolta assumendo, spesso, comportamenti poco consoni alla civile convivenza.

Fuori da contesto scolastico il ruolo non deve più essere gestito dagli insegnanti, ma dai genitori, perché la buona condotta e la buona educazione che devono manifestare all’esterno della scuola non rientra nei compiti del docente, ma in quello genitoriale.

Infatti le espressioni “comportati bene”, “non usare un linguaggio scurrile”, “porta rispetto per gli adulti”, non sono affidate ai docenti, anche se anch’essi educatori, ma principalmente alla famiglia, che deve dare l’indirizzo educativo dei figli.

Quando si sta in un luogo pubblico (pizzerie, bar, teatri, musei) i ragazzi devono assumere un comportamento rispettoso, altrimenti, se accompagnati dagli insegnanti, offrono un’immagine dell’istituzione scolastica che danneggia non solo la scuola stessa di appartenenza ma anche la reputazione degli insegnanti.

Occorre, quindi, che gli studenti acquisiscano, prima ancora delle competenze linguistiche, tecniche, logico matematiche, le competenze sociali e relazionali che, purtroppo, in diversi contesti, non sono messe ben in evidenza.

Bisogna, quindi, lavorare bene sulla socializzazione e sull’interazione ambientale, prima ancora di certificare le competenze disciplinari trasversali, altrimenti ci incammineremo (e si sta già vedendo da qualche tempo) verso una società imbarbarita dove non esiste più il rispetto delle regole, delle cose e delle persone.

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