L’educazione digitale come antidoto alle insidie della rete: il Safer Internet day 2021

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“C’è una singola luce scientifica, e dovunque si accenda significa accenderla ovunque”, lo scriveva Isaac Asimov; pertanto la scintilla della cultura – e della corretta informazione, soprattutto in Rete – può convogliare quella luce verso una strada maestra da seguire, così da illuminarla e renderla utile per tutti.

Il prossimo 9 febbraio, sull’intero territorio nazionale, si celebrerà il Safer Internet Day 2021, ovverosia la Giornata mondiale riservata all’utilizzo corretto e oculato della Rete, che gli ultimi dodici mesi pandemici hanno sensibilmente intensificato.

Il Ministero ha previsto tutta una serie di iniziative, a loro volta coadiuvate da altre azioni divulgative gestite dai singoli Uffici Scolastici Regionali nei giorni precedenti e immediatamente successivi, concentrate in seminari, webinar, education workshop, dirette youtube e vari laboratori tematici online, con l’ausilio di esperti formatori provenienti da tutto lo Stivale; senza dimenticare le esperienze legate alle Safer Internet Stories, riassumibili in esercizi di letto-scrittura eseguiti dagli studenti sullo stimolo dei propri insegnanti.

Oltretutto la Giornata mondiale per la sicurezza interattiva, patrocinata dalla Commissione Europea e coordinata tramite il portale generazioniconnesse.it, potrà contare su partner di spicco, dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza al MIBACT, dalla Polizia di Stato a diversi Atenei, Agenzie, Cooperative sociali e Associazioni umanitarie.

Quest’anno, senza dubbio, l’evento assume un’importanza strategica e imprescindibile: i vari e protratti lockdown, i distanziamenti o le numerose interruzioni della didattica in presenza compensate dalla DaD prima e dalla DDI poi, hanno aumentato considerevolmente l’utilizzo della Rete e, di conseguenza, la frequenza d’esposizione alle insidie che si celano nei meandri del web.

Forse ci attendevamo, erroneamente, che la pandemia riequilibrasse alcuni aspetti del nostro frenetico rapporto con le T.I.C. e ci portasse a riflettere in maniera più approfondita sul lato oscuro della Rete; abbiamo scoperto invece che tale processo, orientato verso un apprezzabile progresso sociale – e prima di tutto comunicativo – è lungi dal potersi definire compiuto (A. Cartotto – D.Scarampi, 2020).

Di fatto abbiamo preso coscienza che le competenze nell’uso consapevole e ragionato degli strumenti digitali risultano essere ben lontane dalle aspettative: una consistente porzione di cittadinanza, di ogni età, si è dovuta (e si deve) suo malgrado misurare con un grado di educazione digitale manifestamente inadeguato.

Del resto il Web, proprio in ragione della sua impostazione ecumenica e partecipativa (anche in assenza di specifiche competenze), presta il fianco con straordinaria facilità alla diffusione di contenuti fallaci e ingannevoli, che vengono spesso recepiti come affidabili da un pubblico molto vasto, non necessariamente sprovveduto o poco scolarizzato, e poi vengono rilanciati in modo capillare (A. Cartotto/D. Scarampi, 2017).

Ora, la nostra società – da tempo definita della conoscenza – necessita di individui in grado di vivere consapevolmente in contesti sociali sempre più complessi e mutevoli, attraverso la capacità di cogliere il significato delle cose all’interno dei grandi flussi d’informazione, per poi comprendere, valutare e soprattutto discriminare.

Ne consegue che l’attitudine a decodificare informazioni con discernimento e senso critico rappresenta la base irrinunciabile della cittadinanza attiva, indispensabile per districarsi in una società in continua evoluzione.

L’accesso a Internet è ormai divenuto sinonimo di accesso alla conoscenza e a tutti i saperi, come se un click potesse essere il passepartout per entrare in ogni campo e in ogni disciplina, eludendo complessi studi ed esperienze sovente indispensabili per maturare adeguate competenze: sviluppare una cultura digitale ne rappresenta pertanto il principale antidoto.

Oltretutto il nodo dell’alfabetizzazione digitale – ossia della capacità di utilizzare la Rete e di lavorarci – è una questione che va approfondita e risolta, poiché rappresenta un passaggio cruciale nella crescita economica e produttiva del Paese.

Il sistema Paese, infatti, necessita di competenze adeguate a cogliere la sfida della nuova economia basata sull’innovazione tecnologica e sull’utilizzo della rete, allo scopo di riqualificare professionalmente i lavoratori ed essere competitivi nel contesto globale (L. Maci, 2019).

Comunque sia, educare a un uso consapevole dei nuovi media, allo sviluppo del pensiero critico e delle capacità analitiche, sono traguardi prioritari, in ragione del fatto che la Rete consente relazioni, emozioni e scambi di informazioni senza precedenti, con tutte le insidie che tale esposizione può procurare.

Il mondo virtuale è una straordinaria opportunità, ma nel grande oceano interattivo occorre navigare con la consapevolezza necessaria, esercitando la propria cittadinanza con maturità, utilizzando seriamente gli strumenti a disposizione e rispettando le norme comportamentali adeguate al vivere civile.

Internet insomma ha un enorme potere aggregativo e rappresenta una luminosa opportunità di informazione e di conoscenza; ciò nondimeno l’utilizzo dello spazio online deve essere sempre razionale e consapevole.

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA DI RIFERIMENTO

AAVV, Il 9 febbraio è il Safer Internet Day 2021, la Giornata mondiale dedicata all’uso positivo di Internet. Il programma del MI, www.orizzontescuola.it del 5/2/2021

D. Scarampi/A. Cartotto, A scuola di (auto)educazione on line Dall’analfabetismo funzionale a quello informatico in tempo di pandemia, www.treccani.it 2020

D. Scarampi/A. Cartotto, Il cittadino alfabetizzato e le bufale in Rete, www.treccani.it 2017

A. Poggiani, Cultura digitale, le migliori pratiche e gli errori da evitare, www.venis.it

L. Maci, Competenze digitali: che cosa sono e perché servono alle aziende e a chi lavora, www.economyup.it

www.agendadigitale.eu

www.cittadinanzadigitale.eu

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