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L’educazione alla legalità e al contrasto delle mafie a scuola, ne parliamo con Nicola Gratteri – Magistrato e saggista

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Nell’anno in cui si reintroduce l’Educazione Civica come materia assume maggiore importanza “l’educazione alla legalità e al contrasto delle mafie”, già svolta in moltissime attività nelle scuole di ogni grado, ma ora espressamente prevista tra gli otto argomenti indicati dalla Legge che la istituisce.

La migliore formazione da fare nei confronti delle nuove generazioni è quella di far conoscere le storie dei testimoni diretti di questa lotta così come fa il giudice e magistrato Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Catanzaro, nel suo lavoro di contrasto alla ‘ndrangheta.

Nicola Gratteri svolge inoltre attività di promozione della cultura della legalità e sensibilizzazione nei confronti degli studenti incontrando nelle scuole i giovani e spiegando loro meccanismi, attività, trasformazioni delle organizzazioni criminali e come invece la scuola può contrastare la cultura malavitosa e illegale orientando scelte di vita in grado di dare nuove prospettive e possibilità anche nelle situazioni e contesti più difficili.

Il giudice ha da poco pubblicato un libro destinato ai ragazzi, ma non solo, insieme a Antonio Nicaso con illustrazioni di Giulia Tomai intitolato “Non chiamateli eroi”, pubblicato da Mondadori, nel quale in modo semplice, appassionato e coinvolgente vengono proposte storie di donne, uomini e anche ragazze/i vittime delle mafie alcune certamente più note, ma anche altre meno conosciute per dare giusto valore a chi ha sacrificato la propria vita per ideali di legalità e giustizia.

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