Le voci di dentro… a distanza davanti al pc. Lettera

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Inviata da Mario Bocola – Rappresenta la realtà del momento, quello che tutti noi oggi stiamo vivendo e speriamo che passa al più presto! Sono i ragazzi in dad che ogni mattina compiono un rito quasi sacro con il tempo che scorre inesorabile.

Mi sembra opportuno condividere con tutti i docenti che in questi giorno stanno facendo lezioni da casa o da scuola (didattica mista) quando accade davanti allo schermo di un monitor.

“Stanno ogni mattina davanti ad un monitor. Computer, palmare o telefonino. Si collegano e rispondono all’appello. Presente, presente, presente… Vocine impastate dal sonno, quaderni, libri e penne sparsi sul tavolino. Spesso indossano un maglioncino sul pantalone del pigiama, capelli spettinati e cominciano la lezione. A volte perdono la connessione, altre volte non riescono a sentire oppure sentono ma non vedono… E salutano gli insegnanti con la consueta formula “Buongiorno prof”

L’anno scolastico scorre, i programmi vanno avanti, le verifiche e le interrogazioni vengono fatte. Ma manca l’anima a questa scuola. Manca il vociare, la condivisione, quell’inconfondibile odore di ragazzi, quel misto di gessetto per la lavagna e di
panino al prosciutto. Scorrono i giorni sul diario. Ma anche i diari sono tristi senza scarabocchi dei compagni. Triste la ricreazione sul divano, noiosa come quel panino al prosciutto senza sapore. L’ultima ora senza campanella non ha senso. Non ha senso riempire lo zaino alla rinfusa. E i giorni scorrono, nel diario e nel calendario.

E con loro anche le gite di fine anno, tutti insieme sul pullman a far casino, cantando l’ultima canzoncina imparata. Quelle gite che scappano via, insieme alle pagine del diario e ai fogli del calendario. E che non torneranno mai più. Mai più accidenti!
Perdute per sempre. Come quelle emozioni che dovrebbero accompagnarti per tutta la vita. Le recite di Natale, l’ansia di non ricordare la battuta e l’emozione di trovare i propri genitori tra i tanti. Maledetto virus quanto gli hai rubato! Ma non hai vinto con loro. No, con loro proprio no! Stanno lì, davanti a quei monitor, non escono, non vanno più in palestra, niente merende a casa degli amici, niente feste a tema, niente, niente di tutto questo. Ma accettano tutto con una maturità straordinaria. Eroi del loro tempo, di questo tempo sospeso. Ma tu con loro non hai vinto! Loro hanno la vita davanti. E se la sapranno vivere, mangiare, bere, accarezzare, amare. Perché grazie a te hanno capito quanto nulla sia scontato. E torneranno a correre e a colorare le strade e le piazze. Quando tu, maledetto virus, sarai solo un brutto ricordo. E loro, i nostri giovani, i nostri piccoli eroi, saranno il futuro di questa terra. Siete grandi ragazzi, grandi davvero!”.

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