Le scuole sono state informate del progetto VALES?

di Lalla
ipsef

Rosanna Labalestra – Che la valutazione sia uno dei temi “caldi” della scuola italiana, lo sa bene anche il nuovo Ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, che sin dalle sue prime uscite pubbliche, ha sottolineato l’importanza di una scuola aperta e trasparente e che sappia rendere conto del proprio operato. Nella Lettera indirizzata ai Dirigenti Scolastici del 2 febbraio 2012, il Ministro ha dichiarato, inoltre, che il tema della valutazione delle scuole è “un tema strategico per il futuro della nostra società”.

Rosanna Labalestra – Che la valutazione sia uno dei temi “caldi” della scuola italiana, lo sa bene anche il nuovo Ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, che sin dalle sue prime uscite pubbliche, ha sottolineato l’importanza di una scuola aperta e trasparente e che sappia rendere conto del proprio operato. Nella Lettera indirizzata ai Dirigenti Scolastici del 2 febbraio 2012, il Ministro ha dichiarato, inoltre, che il tema della valutazione delle scuole è “un tema strategico per il futuro della nostra società”.

Insomma, l’Italia non può più aspettare e deve allinearsi agli altri Paesi Europei; sembrerebbe arrivato, quindi, il momento di superare l’atavica autoreferenzialità della nostra scuola.
Lo scorso anno il D.M. 29 marzo 2011 aveva avviato i primi due progetti sperimentali: Valorizza e VSQ (quest’ultimo ancora in corso). Molte sono state le critiche rivolte in particolare al progetto “Valorizza” circa i criteri per stabilire la premialità del docente più bravo, perché erano strettamente legati alla reputazione del docente, dentro e fuori la scuola.

Quest’anno si è fatto un passo in avanti, direi anzi più d’uno, perché il progetto Vales ha un respiro molto più ampio: si articola in tre fasi (analisi – miglioramento – valutazione), si svolge in tre anni e analizza sia il sistema scolastico nel suo complesso, sia la performance del dirigente scolastico.
Le scuole hanno tempo fino al 12 marzo per inviare al Ministero la propria candidatura; purtroppo però, saranno all’incirca solo 300 in tutta Italia le scuole che verranno scelte in relazione al budget finanziario messo a disposizione.

Insomma, l’ottica della valutazione adesso è cambiata: non si intende valutare solo il docente migliore, ma il sistema scolastico nel suo complesso; e si vuole evitare soprattutto che si arrivi ad una sterile competizione tra scuole migliori o peggiori.

Tutte le scuole, infatti, alla fine del percorso di valutazione, potranno usufruire di un contributo per migliorare la propria gestione organizzativa, che sarà stata precedentemente analizzata e “osservata” da un gruppo di valutatori (Ispettori ed esperti di valutazione).

Questo, in sintesi, il contenuto della Circolare Ministeriale n. 16 del 3 febbraio 2012.

Ma adesso poniamoci alcuni interrogativi:

1) Le scuole sono state informate e prima ancora, rese partecipi di questo nuovo progetto di valutazione?
2) Se il contributo finale verrà dato alla scuola, come si farà ad incentivare i docenti? Si passerà come sempre dalla contrattazione integrativa d’Istituto che, come spesso accade, deciderà per la distribuzione a pioggia?
3) E’ ovvio che si candideranno le scuole migliori, quelle già abituate alla valutazione e all’autovalutazione; come fare, invece, per coinvolgere le scuole con maggiori difficoltà?

Ogni anno in molte scuole italiane, ci sono ancora insegnanti che si rifiutano di svolger le prove Invalsi perchè vedono in questo sistema valutativo esterno, un’imposizione dall’alto.
Addirittura alcuni Dirigenti Scolastici hanno difficoltà a dirimere i conflitti che emergono nelle sedute degli organi collegiali, su chi deve correggere le prove o “sorvegliare” le classi durante la loro somministrazione.

Se questa è la vita quotidiana nella nostra scuola, allora ci si domanda come mai il Ministero non provveda innanzitutto promuovendo una campagna di informazione e di formazione sull’argomento della valutazione.
Quando gli insegnanti e tutto il personale scolastico si sentiranno finalmente coinvolti e ascoltati, di certo non si tireranno indietro di fronte ad una giornata dedicata all’Invalsi o ad un progetto di valutazione come Vales.
Sono abituati a ben altro, affrontano e superano ogni giorno coraggiosamente sfide molto più impegnative, come ha testimoniato anche il Sottosegretario Marco Rossi Doria in una recente intervista a La7.
Ben venga il Progetto Vales, dunque, a condizione però che sia uno dei primi tasselli di un mosaico molto più complesso.

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